Città di Rho


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Mostra permanente - Franco Fossa

Biblioteca di Villa Burba, Corso Europa 291 

Orari di apertura:
Lunedì-Giovedì dalle 15:00 alle 18:30
Venerdì e Sabato dalle 9:00 alle 12:30
Domenica chiuso
 
 
foto dell'artista al lavoro
Franco Fossa

L'artista


Franco Fossa nasce a Milano nel 1924.
Studia all'Umanitaria e all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche a Monza.
Si diploma a Milano nel 1950 all'Accademia di Brera . Contribuiscono alla sua formazione artistica maestri come Marino Marini, Giacomo Manzù, Francesco Messina.
Insegna all'Umanitaria, alla Scuola Superiore d'Arte del Castello Sforzesco di Milano e al Liceo Artistico di Busto Arsizio; è un maestro acuto e appassionato.
Espone in mostre personali e collettive le sue opere, nelle quali sviluppa la gamma dei suoi temi, riscuotendo molti riconoscimenti.


Nel 1984-1985 la mia Città, rappresentata dall'Amministrazione, mi dedicò una Mostra Antologica per i miei "Trent'anni di Scultura". Da questo riconoscimento è nata in me l'idea di lasciare una parte della mia "passione" alla mia città, donando 18 sculture e vari disegni.

Questa donazione vuole esprimere  per il presente e per il futuro la speranza che tutti, soprattutto i giovani, possano e potranno fruire di questo mio grande amore per la scultura, alla quale ho dedicato tanta parte della mia vita.
Un particolare ringraziamento a mia moglie, che mi ha lasciato tanto tempo per coltivare questa passione.
Leggendo nei  frammenti dei miei scritti, inseriti nel catalogo, potrete capire le ragioni che mi hanno spinto a intraprendere questa strada.

Mi auguro che i contenuti delle mie opere, tutti centrati sull'uomo e sulla condizione esistenziale, possano servire come ulteriore studio riflessivo per l'intera comunità.
 
 

Le opere

 
Ambienti
Supermercato (particolare), 1982
Supermercato (particolare), 1982 Legno, Ottone e Bronzo cm. 84x56x18
 

La disumanizzazione della civiltà di massa angoscia l'artista


Niente si sottrae all'anonimato, e le barriere sono quelle -apparentemente normali e innocue- del quotidiano sfiorarsi ed elidersi di migliaia di individui.
Fossa, che si è già misurato con il problema di sculture da collocare in spazi pubblici (a Verona nel 1961; a Busto Arsizio mel 1982), assume la dimensione architettonica nella sua stessa scultura, creando gli Ambienti, sorprendenti scatole che costruiscono attorno ai soggetti microcosmi spigolosi di incomunicabilità.
Contenitori e Passaggi
Uomo, 1977
Uomo, 1977 Bronzo - cm. 45x45
 
 


Si intensificano le mostre personali e collettive


Alla condizione storica di soffocamento, di alienazione che l'uomo vive -in quelli che in Italia sono i dolorosi anni di piombo-, Fossa oppone caparbiamente la volontà di resistere, di rompere le barriere, pur nella sofferenza che questa liberazione inevitabilmente costa.
La serie varia dei contenitori-paesaggi testimonia la pena e la lotta, ma anche l'introduzione nella scultura di Fossa di un elemento nuovo: lo spazio, il vuoto.


 
Legni e Figure
Donna e uomo, 1955
Donna e uomo, 1955 Legno - cm. 150x90x50
 

Partecipa al fermento dell'ambiente artistico milanese


Fossa si mette in luce presso la critica -tramite Mario De Micheli in particolare- per il valore plastico della sua scultura, per la capacità asciutta e critica nel costruire forme di forte impatto emotivo. Sceglie in prevalenza il legno come materia d'arte, e lo lavora in figure scabre, cariche di enigma e insieme di energia.

Teste e Ritratti
Ritratto di donna, 1970
Ritratto di donna, 1970
 
 

Approfondisce il discorso sull'uomo e sulla sua dimensione interiore


Le teste-ritratti che realizza in materiali diversi -gesso, cemento, bronzo- denotano un interesse particolare al dato formale del volume e della superficie, e focalizzano un tratto, un'espressione peculiare, in sè emozionante

 
 
Una comunità è viva se sono vive le qualità civiche e le energie creative dei cittadini che la compongono.
Una figura come quella di Franco Fossa è un segno di vitalità inequivocabile, sia in termini di presenza artistica che di stimolo culturale: l'opera di Fossa infatti non comunica soltanto un messaggio estetico -che sarebbe già di per sè un valore grande, in un contesto metropolitano come l'attuale, poco sensibile alla bellezza- ma anche (e forse soprattutto) la tensione di un impegno civile autentico
Fossa in prima persona ha coniugato con grande rigore nella sua storia personale entrambe le militanze: quella sul versante dell'arte, e quella sul versante civile, svolgendo per anni -anni certo non facili- il ruolo di docente, e assumendo anche impegni amministrativi, quando vi è stato chiamato.
Il fatto che Fossa abbia consegnato alla sua Città un lascito così importante della sua opera -lunga una vita- e che la Città gli abbia dedicato uno spazio così importante all'interno del suo complesso culturale più prestigioso -Villa Burba- suggella un patto di reciproca appartenenza che ci rende orgogliosi e ci permette, a nostra volta, di offrire questo patrimonio ai Rhodensi, e a tutti coloro che si lasceranno provocare dalla luce inquieta e dall'inquietudine luminosa che solo le sue opere possiedono.

Arianna Cavicchioli
(Sindaco della Città nell'anno dell'inaugurazione della mostra)

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