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Giornata della Memoria, iniziative per non dimenticare

Bambini internati
Bambini internati

Con gli incontri e gli spettacoli per la Giornata della Memoria 2005, previsti per il 26, 27 e 29 gennaio, hanno inizio le celebrazioni per ricordare da una parte la fine della Seconda Guerra Mondiale e delle persecuzioni razziali e politiche, e dall'altra i valori di Libertà e Democrazia, che dalle ceneri del conflitto sono risorti in Europa e in Italia. Prossimi appuntamenti le feste per il 60° della Liberazione del Paese e della nascita della Repubblica e della Costituzione

L'Assessorato alla Pace del Comune di Rho in collaborazione con l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), in occasione del "Giorno della Memoria", celebrato il 27 Gennaio in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e politici italiani nei campi di concentramento, organizza alcune significative iniziative.

Il manifesto della Giornata della Memoria 2005 (482 KB)

Mercoledì 26 gennaio 2005, ore 21.00, Auditorium Comunale di via Meda. Ingresso gratuito.
Spettacolo teatrale "I me ciamava per nome: 44787 - Risiera di San Sabba", di Renato Sarti.
Spettacolo di testimonianze di ex deportati raccolte da Marco Coslovich e Silva Bon, con Enrico Bertorelli, Tanja Pecar, Nicoletta Ramorino, Renato Sarti.
Produzione Teatro della Cooperativa - Teatro Cultura Produzioni.
Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Patrocinio dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia.
Lo spettacolo
Una scena spoglia, alcune diapositive, quattro attori seduti ad un tavolo; davanti a loro le testimonianze dei superstiti e le deposizioni dei carnefici: uno spettacolo-documento, una vera e propria lezione di storia, che ci racconta - attraverso una visione dal basso e dal dentro di quei terribili avvenimenti - cosa sia stata, in tutto il suo orrore, la Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager nazista in Italia munito di forno crematorio.
 
 
"Quando mi hanno messo a disposizione le testimonianze dei sopravvissuti e le deposizioni dei carnefici mi sono immediatamente reso conto di avere fra le mani un patrimonio che andava valorizzato. "Credo che ogni persona dovrebbe sapere e non dimenticare", afferma uno dei superstiti. Questa frase l'abbiamo fatta nostra nella speranza che, in nome dei valori che ispirarono la Resistenza e la Lotta di Liberazione, la memoria storica di quel passato possa fare da argine, oggi, contro nuovi e pericolosissimi fenomeni nazionalistici, razzisti, xenofobi e di pulizia etnica." (Renato Sarti).
 
 
Cumuli di corpi senza vita ad Auschwitz
Cumuli di corpi senza vita ad Auschwitz
Giovedì 27 gennaio 2005, nell'ambito dell'iniziativa "Cin&Città". Ingresso: abbonati o biglietto € 6,00.
Proiezione del film "Rosenstrasse", di Margarethe von Trotta.
Il Film

Rosenstrasse, è interamente concepito sul filo della memoria e sulla rievocazione della tragedia dell'Olocausto; racconta i drammatici giorni del 1943 vissuti in una strada della Berlino capitale del Terzo Reich, Rosenstrasse appunto.
Qui centinaia di mogli tedesche di ebrei lottarono giorni e notti al freddo pungente, manifestando contro la prigionia e la deportazione dei loro mariti.
Hannah, una ragazza newyorkese, figlia di genitori ebrei, per dare una spiegazione allo strano comportamento materno a seguito della perdita del marito, si reca a Berlino dove conosce Lena Fisher, un'anziana signora che ricorda di aver accudito sua madre da bambina durante i tristi giorni della Rosenstrasse.
Gli avvenimenti del '43 irrompono con emozione. Le donne di Rosenstrasse sono tutte donne ariane sposate a uomini ebrei e tutte insieme protestano pacificamente, ma con grande tenacia, per riottenere i loro mariti imprigionati dalla Gestapo. Sono donne leali che trovano il coraggio di sfidare Hitler perché per loro il proprio marito è prima di tutto, e solamente, un uomo. Rosenstrasse, sessanta anni fa, diventa, grazie alle donne come Lena, "un piccolo raggio di sole in un momento molto triste".
Nel film, che è il primo prodotto in Germania sul tema della Shoah, c'è un continuo riferimento all'impossibilità di fare finta di niente sia nel passato sia nel presente. Nel 1943 il padre aristocratico di Lena e l'ufficiale amico di famiglia si rifiutarono di aiutare il marito ebreo di Lena anche davanti alle evidenti testimonianze di Arthur - fratello di Lena e ufficiale tedesco tornato da Stalingrado senza una gamba - sulle atrocità compiute dai nazisti nei confronti degli ebrei: si rifiutarono di vedere e, soprattutto, di agire. "Un singolo individuo non può cambiare le cose" afferma il padre, "ma potresti almeno provarci" risponde Arthur.
Oggi la Germania produce Rosenstrasse che racconta come, oggi, una donna ebrea quale è Ruth, che vive negli USA, non può non confrontarsi con la figlia sul passato e sul presente.

Sabato 29 gennaio 2005, ore 21.00, CentRho. Ingresso gratuito.
Incontro pubblico "L'altra Shoah - il Porrajmos dimenticato: le persecuzioni di Rom e Sinti in Europa". Documentario "Il Porrajmos dimenticato", realizzato grazie al contributo economico dell'UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane). Intervengono: Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi - Opera Nomadi. Interventi musicali di Fabio Lossani.
Cosa significa Porrajmos
Porrajmos nella lingua dei Rom significa "divoramento" e indica il ricordo della persecuzione e dello sterminio che il Terzo Reich attuò nei loro confronti. Infatti durante la Seconda Guerra Mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari.
Uno sterminio che è storia dimenticata. La persecuzione degli zingari in epoca nazista risulta essere, insieme a quella ebraica, una persecuzione dettata da motivazioni esclusivamente razziali: proprio come gli ebrei, infatti, gli zingari furono perseguitati e uccisi in quanto " razza inferiore" destinata alla morte. Eppure per molto tempo lo sterminio nazista degli zigani non è stato riconosciuto come razziale ma lo si è considerato conseguenza di quelle misure di prevenzione della criminalità che si acuiscono in tempo di guerra. In realtà, gli zingari furono perseguitati, imprigionati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio, perché zingari e, secondo l'ideologia nazista, "razza inferiore" , indegna di esistere. Gli zingari erano geneticamente ladri, truffatori, nomadi: la causa della loro pericolosità era nel loro sangue, che precede sempre i comportamenti.


Sono, inoltre, in programma iniziative per le Scuole Medie Superiori; infatti su prenotazione è possibile organizzare presso le scuole incontri su "Il porrajmos dimenticato : le persecuzioni di Rom e Sinti in Europa" - interviene l'Opera Nomadi. Per informazioni: Ufficio Pace: 02.93.33.22.64 - ufficio.pace@comune.rho.mi.it.
 
 

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