BOLOGNA-CERVIA KM 120
"Finchè il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi....Fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita."
Bob Marley
La notte è stata fredda, ma tutti hanno resistito. Qualcuno ha addirittura dormito meglio delle altre notti.
Abbiamo constatato che alle 7,30 -la sveglia- la temperatura nel nostro capannone era di 9°, la stessa di quella misurata all'esterno. Il problema e che alle 8 la temperatura esterna si alzava a 15 e all'interno rimaneva a 9. Insomma una specie di enorme frigorifero.
Vabbè bando alle ciancie polemiche; prima di partire abbiamo consegnato il testimone a Roberto -custode del Centro sportivo- invece che al Comune, e con tanta gioia, siamo partiti alla volta di Cervia. Tutti al mare.
Bologna è diventata un accrocchio di macchine. I milanesi dicono che è peggio di Milano, e crediamo sia vero. Si respira a fatica e bisogna fare estrema attenzione per non essere travolti da qualche TIR.
Del resto le uscite ciclistiche dalla città non sono mai agevoli. Anzi, preferiresti non essere mai entrato in una città, rimpiangi di possedere un ciclo a due ruote e desidereresti con tutto il cuore guidare un buldozer piuttosto che subire clacson e tubi di scarico.
Quello che non ci hanno mai detto di Bologna e che la chiave di "s"volta della viabilità della città è Viale Saragozza. Se non si imbocca Viale Saragozza una volta almeno, durante la giornata non si arriva da nessuna parte. E così facciamo.
L'uscita da Bologna è comunque lunga e tortuosa, ma il drappello di testa riesce a condurre i gruppo su una strada "umana", cioè meno percorsa da macchine.
Il gruppo è senza fondo di energie, noi stessi ci chiediamo, dove diavolo si riesca ad attingere così tanto. E così ci siamo dati 3 direttrici psico-filosofiche:
1- ciò che traina il gruppo è la chiacchiera. Anzi il pettegolezzo. Tra i ciclisti montano storie straordinarie, vacillanti tra il sentimentale e l'eroico, tra la prestazione sportiva e quella culinaria. Si parla di tutto e di più, ma soprattutto di quanti panini a testa, secondo ognuno, siano necessari per mantenere il fisico in buone condizioni ciclistiche. Le teorie qui si sprecano, ovviamente
E così i Km passano. Quando poi ci si accorge di essere stanchi, mancano sempre 20 Km. Ci si ferma, si chiacchiera un pò, si ingurgita qualcosina, e poi si riparte a 26 km orari...tempo solo di arrivare
2- ciò che spinge il gruppo in avanti è l'attesa. L'attesa del pranzo ad esempio; l'attesa che una od uno desiderato tra il gruppo ti si affianchi per una chiacchiera; l'attesa che ti distanzia da un fantastico panorama; l'attesa della sosta al bar; l'attesa dell'arrivo. Insomma la vita in bicicletta è una continua attesa in movimento, interrotta da un succulento pranzo.
3- ciò che muove il gruppo è la bicicletta. In effetti è il nostro mezzo di trasporto.
Sul tema bicicletta, si può passare da discorsi estremamente tecnici ad altri assolutamente frivoli. La bici, in un certo momento della giornata è la "propria fedele compagna di viaggio", immancabile nella propria esistenza, quasi un oggetto di culto; ma subito dopo -magari nel mezzo di una piccola salita- può diventare un macigno di cui ti disferesti volentieri; la "suocera" con due ruote e una catena; il dramma della tua esistenza.....insomma non vorresti più essere su quella sella a pedalare come un/una dannato/a, quando esistono sul mercato, mezzi di trasporto assolutamente più comodi e veloci- anche a due ruote-.
Intanto si procede, attraverso la campagna emiliana, in direzione della riviera romagnola. Non ci sono particolari eventi o situazioni da segnalare. L'unico elemento di rilievo è la propensione dell'intero gruppo a percorrere un numero considerevole di km in più. Ad oggi infatti, siamo già a 470 Km, invece dei 370 previsti. Ma la strada è giusta???? Sicuramente si, dato che abbiamo dormito dove effettivamente stabilito. Mica come quel gruppo di Pavia che appare ogni tanto sui TG nazionali ma che viaggia prevalentemente in treno (ovviamente stiamo scherzando, anche se noi, per ora nei TG non ci stiamo finendo).
Percorrendo gli ultimi 20 km apprendiamo che a Cervia ci attende la stampa locale : l'esaltazione è ai massimi livelli e ci spinge a medie decisamente superiori (30/35 km orari) ma non ci impedisce di prepararci adeguatamente all'evento (le donne si rifanno pure il trucco). Avvicinandoci a Cervia passiamo in mezzo alle antiche saline dell'epoca etrusca, e dopo l'ultimo sforzo troviamo il nostro albergo, dove sono ad attenderci le autorità locali e uno sciame di giornalisti.... Beh, non proprio uno sciame, ma una giornalista che faceva pure la fotografa c'era! Il giorno 8 potete trovare l'articolo che ci riguarda sulla 'Voce della Romagna'.
Anche la quarta tappa è finita in grande stile...domani però ci attendono le prime montagne! E nulla sarà più come prima! Alla prossima .
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