Seconda tappa: iniziano le salite
Gragnano Trebbiense (PC) - Chiavari (GE), Km 134
A cura di Giuseppe Cangialosi
Sveglia alle 7 e partenza alle 8.
Non c'è verso, alla bicipace c'è sempre qualcuno che si sveglia almeno mezz'ora prima e sentendosi solo sveglia tutti gli altri. Quindi in teoria la sveglia era alle 7, in realtà alle 6, 30 la radio era già a palla.
Brutte abitudini.
Comunque sia per oggi va anche bene, data la tappa: 130 Km di cui 100 pressoché in salita. Niente di preoccupante, pendenze pedalabili, ma certamente costanti e continue. La partenza alle 8.
Il sindaco schierato in prima fila con la sua splendida bicicletta da corsa e il gruppo pronto a tutto. Salutiamo Gragnano e imbocchiamo la provinciale per la Val Trebbia. I primi 10 Km sono in piano e al bivio dove Danilo ha allestito un manifesto di buon viaggio , la svolta è a destra, verso la val Trebbia.
Stamane incassiamo il primo articolo sul quotidiano "La Libertà" e quindi mi attardo sul gruppo per acquistare il giornale.
La velocità è sostenuta, tanto che riesco a superare qualche gruppetto di ciclisti - che a quell'ora del mattino guardano bene prima di raggiungere a 35 Km/orari - per rallentare poi all'arrivo delle salite. Riesco a raggiungere il gruppo quando cominciano le asperità.
C'è da dire che senza salite e senza montagne, la vita del ciclista sarebbe davvero grama. Immaginatevi di percorre lunghissimi tratti in piano senza mai riuscire a guardare dall'alto le cose e i panorami. Immaginatevi di non poter guadare la strada che sale con te che nonostante la fatica conquisti Km per Km la vetta. Sono emozioni da provare .
La strada si fa pendente e tutto cambia forma, cominciano a vedersi le montagne sopra la testa e il tracciato si restringe. La Val Trebbia e poi la Val Daveto è una valle scoscesa e piena di verde, per alcune cose -non per tutte- assomiglia un po' alla Val Grande. Il fiume sotto diventa sempre più piccolo e noi prendiamo sempre più quota.

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Il fraterno messaggio lasciato da Danilo ai bicipacifisti
Sosta caffè a Bobbio alle 11 dopo circa 50 Km già percorsi. Visita alla città e poi si riprende a pedalare.
L'intenzione è mangiare in cima alla Forcella, per evitare di appesantirsi troppo. In realtà ci fermiamo un'altra volta per una pausa frutta.
A 15 Km dal passo comincia a piovere , anche se non tutti prendono acqua durante la salita.
Alle 14 circa tutti i ciclisti sono al Passo della Forcella , e per tutti, il cielo, oramai minaccioso, ci scarica litrate di acqua sulle nostre teste e sulle nostre biciclette.
E' così che i 30 Km di discesa si fanno faticosi e rischiosi: la tappa da dura che era, si fa eroica. Che sfiga.
Alle 17, come previsto, arriviamo a Chiavari, accolti dalla Polizia municipale prima e dal Vice Sindaco con Vice Comandante dei vigili dopo. Cerimonia in consiglio Comunale con consegna dei doni da parte del Comune di Chiavari nella persona dell'Assessore alla Città Solidale Scuderi e ospitalità presso Il Villaggio del Fanciullo, grande struttura diocesana di Formazione e accoglienza gestita dal Prete Rinaldo Rocca.
Un grazie grande anche a loro.
Media velocità 20.5 Km orari