Città di Rho


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Intervento 22 - Progetto "Oltre Noi"

Finalità - la nostra storia e il nostro pensiero

Un tema molto sentito e problematizzato da parte delle famiglie che hanno in carico un figlio con handicap motorio o psichico, è generalmente quello della paura del "oltre di noi". La domanda principale di confronto è stata: " Cosa sarà di mio figlio quando io non ci sarò più?" Questo gruppo ha saputo trasformare questa paura e questa angoscia in forza, riuscendo a confrontarsi e a porre delle domande all'Istituzione Comune, sensibilizzando e trovando una buona rispondenza nell'Assessorato  ai Servizi Sociali .
Da questi incontri è nata la possibilità di germinare questo Progetto che ci consentirà l'abbattimento di disumani e anonimi istituti per trasformarli in case-famiglia.
Queste strutture più piccole, ricalcano la struttura del nucleo familiare, dove ogni persona può affermare la propria personalità, la propria affettività ed una intimità necessaria, per poter vivere serenamente e a proprio agio nel nuovo ambiente, con un proprio ruolo ed un proprio spazio.
Questo progetto si rivolge a tutte quelle persone con disabilità a lieve- medio ritardo mentale secondo la classificazione del DSM IV, che desiderano o abbiano la necessità di vivere esperienze di adultità e di alterità, distinguendosi dal nucleo originario per diventare sempre più protagonisti della loro crescita e della loro autonomia.
Le case Urano e Gea offrono accoglienza abitativa a chi, per diversi motivi è rimasto senza, con una organizzazione il più possibile autogestita.
L'autogestione da parte delle persone riguarda la loro capacità a gestirsi la quotidianità, il tempo libero e la cura del sé grazie al supporto di operatori e volontari nelle ore serali. Il supporto educativo dovrà riguardare la supervisione delle autonomie personali e sociali e il supporto psicologico farà da sostegno in questo percorso di vita quasi indipendente.
Il progetto si realizza attraverso due appartamenti messi a disposizione dal Comune all'interno dei quali vi sono due case autogestite dalle persone accolte con supporto principalmente educativo per il raggiungimento dell'autosufficienza, creando un clima di interrelazioni che permettono lo sviluppo e la realizzazione del percorso riabilitativo.
Visto la dimensione degli appartamenti il numero dei conviventi sarà ridotto ( massimo 6 persone per casa) per favorire la creazione di un ambiente familiare garantendo ad ognuno il proprio spazio abitativo.  
 

Obiettivi

Offrire accoglienza alle persone disabili lievi e medio-lievi in difficoltà familiare e/o con desiderio di vita autonoma, verso le quali saranno predisposti dei progetti individualizzati che ricercheranno il reinserimento nel loro contesto sociale di appartenenza e/o a loro più idoneo.
Le case - famiglia permettono una gratificante e soddisfacente integrazione sociale, attraverso l'accessibilità del vicinato e facendo partecipare i suoi ospiti alla vita quotidiana di tutto il quartiere. Ciò per incentivare nuove conoscenze, relazioni positive tra le persone disabili e gli altri, evitando così di rendere questi luoghi ghetti, ma rendendoli sempre più luoghi di incontro.
L'inserimento in case - famiglie avviene con uno spirito nuovo, il disabile verrebbe inserito prima del distacco tragico ed irrimediabile dei genitori. L'inserimento del figlio nella nuova casa verrebbe considerato come un naturale distacco da casa e dalla famiglia, che anche nel caso in cui non fosse disabile, sarebbe comunque avvenuto per la formazione di una vita indipendente. Inoltre la presenza della famiglia consentirà incontri più sereni per tutti, coltivando l'affettività propria di ogni famiglia e condividendo momenti piacevoli di vacanza e di festa.
Consentire ai genitori una maggiore distensione ed un riposo fisico e mentale, dando loro modo di avere un proprio spazio, tanto da essere più pazienti e disponibili verso gli altri e verso il figlio stesso. L'atteggiamento della famiglia si modifica diventando positivo di fronte a questo ostacolo della vita. I genitori saranno così di aiuto e di sostegno al figlio che grazie a questo atteggiamento positivo riuscirà ad affrontare più serenamente la sua vita futura.

A chi si rivolge progetto

Le case Urano e Gea vogliono essere una realtà in cui si cerca di creare un ambiente di vita per persone  per le quali:
  • risulta impraticabile o improponibile risiedere presso la propria famiglia di origine o per le quali non sia necessario il ricorso a soluzioni residenziali protette e/o istituzionali;
  • risulta necessario un intervento di questo tipo in seguito ad un born-out familiare;
  • risulta essere un intervento temporaneo di sollievo per prevenire il rischio del born-out familiare ed affinché la persona accolta "sperimenti" l'emancipazione dalla famiglia stessa;
  • risulta essere un intervento di "accettazione del distacco" dal contesto familiare per abituarsi gradualmente a vivere in una realtà comunitaria diversa da quella offerta dal nucleo familiare d'origine.
Grado di autosufficienza
Il disagio delle persone accolte dovrà essere tale da garantire:
  • un buon sviluppo delle capacità sociali e di comunicazione;
  • un livello di autonomia di base nelle gestione delle semplici mansioni quotidiane con eventuale supporto degli operatori e volontari
  • l'esigenza fondamentale è la capacità del disabile di abitare anche da solo, in compagnia del convivente, senza la presenza costante dell'operatore.
Ammissione
L'inserimento in casa- famiglia avviene per libera scelta delle persone accolte.
Dopo un'attenta valutazione clinica rispetto ai requisiti necessari per l'accoglienza, verrà effettuato un periodo di accompagnamento al ragazzo e alla famiglia che può durare per un massimo di dodici mesi, caratterizzato da un inserimento graduale e da continui colloqui di sostegno ai genitori al fine di verificare la compatibilità con la struttura e con gli ospiti accolti e di far elaborare soprattutto ai genitori la separazione.
Per ogni persona inserita verrà steso un Progetto Individuale (congruente agli obiettivi generali dalla casa) orientato allo sviluppo della persona e delle autonomie, allo sviluppo della socializzazione, alla condivisione della quotidianità e all'inserimento nella realtà territoriale.

Linee generali di riabilitazione

Presa in carico da un punto di vista generale della persona ( psichica, sociale, educativa, medica, ecc...in collaborazione con i servizi pubblici territoriali).
Interazione delle diverse figure professionali per la programmazione individualizzata.
Percorso riabilitativo consapevole (dovrà essere condiviso dal disabile, dall'eventuale famiglia o tutore/curatore).
Gli obiettivi psico-educativi possono essere delineati in generali e specifici.
Gli obiettivi generali sono: migliorare la qualità della vita garantendo al disabile una maggiore libertà nella propria "autogestione"; inserimento e reinserimento sociale nella rete territoriale; supporto educativo e psicologico nelle difficoltà quotidiane di relazione nei diversi ambiti di autonomia; sostegno affettivo e relazionale; sviluppo dell'autostima e dell'immagine positiva di sé; sviluppo di competenze e abilità cognitive, pragmatiche, comunicative e sociali.
Gli obiettivi specifici sono: Cura di sé: potenziamento delle capacità della pulizia personale quotidiana; Cura degli ambienti: sviluppare le capacità di tenere e mantenere la pulizia e il riordino degli ambienti personali, degli spazi comuni, e di preparare autonomamente i pasti; All'interno del gruppo abitazione: acquisizione delle norme di convivenza e del vivere sociale interne al gruppo; sviluppo delle capacità di collaborazione ed organizzative; All'esterno del gruppo abitazione: acquisizione delle norme di convivenza e di regole sociali con l'ambiente esterno, al fine di organizzare il tempo libero utilizzando i servizi offerti dal territorio.

Progettazione partecipata degli spazi

La casa-famiglia  sarà collocata all'interno del complesso residenziale realizzato dal Comune mediante l'accorpamento di due alloggi posti al primo piano.
Le caratteristiche della struttura, oltre a rispondere alle norme di sicurezza, sono:
n. 1 stanza singola per ospite con impianto per computer, radio, e T.V.; n. 3 bagni per gli ospiti; n. 1 stanza con bagno per il personale; n.1 sala da pranzo capace di ospitare fino a 15 commensali; n.1 salotto per le visite, il relax, gli incontri comuni e l'impianto T.V; n.1 ufficio;  n.1 ripostiglio.
Il progetto troverà collocazione idonea.

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