
RHO CITTA'-PILOTA PER LA PREVENZIONE A LIVELLO EDUCATIVO
La Città di Rho è stata scelta come città-pilota per un intervento di prevenzione a carattere sperimentale.
Rho città della prevenzione è, infatti, l'azione dell'Unità Operativa di Prevenzione - UOP; si tratta di un progetto finanziato dal Piano Sociale di Zona, quindi dai Comuni del Rhodense, non solo dal Comune di Rho; l'intervento rientra nel progetto UOP, un progetto di ambito distrettuale, che prevede la "Promozione di un'Area Prevenzione al disagio, ai consumi e agli abusi di sostanze, finalizzata al sostegno di interventi educativi di strada e in continuità con i progetti di prevenzione rivolti alle Scuole e al territorio".
Il piano operativo di quest'anno vuole potenziare l'attuale sistema di interventi di prevenzione primaria, specifica e di riduzione del danno, che finora è intervenuto nei differenti ambiti di vita, di ritrovo e di socializzazione di preadolescenti, adolescenti e giovani dell'ambito territoriale rhodense.
La scelta di far ricadere sulla Città di Rho l'intervento sperimentale è motivata e dal fatto che Rho rappresenti uno scenario di contesto molto ampio, che offre la possibilità di costruire percorsi da tradurre in modello operativo, e dalla ipotesi di una maggiore disponibilità di risorse umane ed economiche necessarie per realizzare il progetto.
Le priorità strategiche stabilite prevedono la preparazione e il consolidamento di un nuovo progetto di sistema che renda stabile la "rete" di interventi e di partnership realizzate negli anni scorsi. Due sono le linee strategiche all'interno delle quali agire:
la costruzione di un patto educativo tra la rete dei servizi rivolti ai giovani, le scuole, i servizi specifici per le dipendenze e forze dell'ordine che permetta di fissare alcuni punti essenziali di strategia comune sulla prevenzione;
investimento specifico sulla lotta all'abuso di alcool e di sostanze psicotrope di "contesto" (sintetiche, leggere), in particolare sull'area minori nei luoghi di aggregazione informale o di divertimento notturno e di socializzazione, attraverso una maggiore attività di riduzione dei rischi specifica con attenzione alla problematica connessa degli incidenti stradali notturni e della sicurezza.
Su questo ultimo tema l'obiettivo è quello lanciare, in partnership con ASL Provincia di Milano 1, un'azione di sensibilizzazione che coinvolga: un Comune pilota, Polizia municipale, Scuole medie e superiori, associazione commercianti - in rappresentanza dei locali commerciali - attraverso la stipula di un protocollo e di una serie di iniziative territoriali di forte impatto pubblico.
La novità di questo Piano Operativo consiste nel tentativo di disegnare una futura strategia d'intervento sulla prevenzione, partendo da un principio di responsabilità - delle Istituzioni e del mondo adulto - nei confronti dei ragazzi e delle ragazze della comunità del territorio rhodense, attraverso un PATTO EDUCATIVO frutto di un processo di "governance della prevenzione" che, partendo da alcuni principi condivisi, realizzi concretamente azioni coerenti ed incisive.
Si tratta di un "contratto etico" tra Istituzioni, adulti significativi - genitori ed educatori -, agenzie del territorio - associazionismo diffuso -, rete dei servizi aggregativi e di consulenza, parrocchie, erogatori di servizi rivolti ai giovani - negozianti e gestori di locali compresi -, che garantisca una certa "qualità" nella relazione con i giovani, così da produrre processi significativi, finalizzati a prevenire comportamenti a rischio e a promuovere fattori di protezione e stili di vita basati sull'equilibrio tra i bisogni primari dell'adolescente e la consapevolezza di essere l'unico artefice del proprio destino. Tale obiettivo può essere raggiunto solo oggi, attraverso il consolidato assetto organizzativo ed istituzionale di UOP che coinvolge in maniera stabile il PSDZ, l'ASL MI1 in veste di responsabile scientifico e tre agenzie del Terzo Settore tra le più specializzate in materia.
Le ipotesi di intervento, stabilite sulla base del monte-ore disponibile di 700 ore annuali (100 ore operative su 7 mesi circa), prevedono:
* un tavolo di implementazione e coordinamento e redazione del patto educativo: presieduto dall'Assessore ai Servizi Sociali e composto anche da Responsabile e coordinatore UOP, Comandante Polizia Locale, Assessore Pubblica Istruzione Giovani, rappresentante istituzionale scuole medie e scuole superiori, Asl 1 (dott. Renato Durello), il tavolo convoca sessioni specifiche con soggetti istituzionali a seconda del tema, al fine di concertare i contenuti del Patto educativo.
* Interventi Scuole Medie:
prima tipologia: caccia ai servizi presenti in città (consultorio, biblioteca, cag, oratori), tramite la partecipazione ad una caccia al tesoro per potenziare i fattori di protezione attraverso un aumento delle conoscenze delle opportunità offerte dalla città;
seconda tipologia intervento sui consumi: percorso di sensibilizzazione per potenziare i fattori di protezione come autostima e risposte alle pressioni sociali e di gruppo.
* Interventi scuole superiori (ITIS "Cannizzaro", Istituto professionale "Olivetti" e Liceo scientifico "Majorana"):
prima tipologia: intervento su consumi percorso di informazione/formazione su effetti rischi e danni del consumo di sostanze, approfondimento del tema della dipendenza psicologica;
seconda tipologia gruppo di progettazione; attivazione di un gruppo misto di progettazione (studenti, insegnanti e operatori) di attività preventive in ambito scolastico che realizzi interventi di solito in seconda superiore.
* Percorsi a carattere informativo/formativo per genitori e educatori (coinvolgimento diretto della rete parrocchie e oratori, scuole, associazionismo):
5 incontri su: Adolescenza e consumi, Intervento Cag, gruppo progettazione, Intervento territoriale UMG - Unità Mobile Giovani - di carattere preventivo e di riduzione del rischi (diverse decine di uscite territoriali presso i locali del territorio e su eventi cittadini rivolti ai giovani), evento cittadino finale.
Così Carolina Pellegrini, Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia, commenta il progetto, che ha fortemente voluto :
"Sono molto soddisfatta delle modalità di relazione identificate con gli altri soggetti del territorio interessati al tema dell'educazione. Aver creato un tavolo modulare di confronto e di lavoro con i rappresentanti delle scuole, degli oratori e con gli altri partner previsti nel progetto favorisce l'attività istituzionale e, soprattutto, può realmente contribuire a ridurre i rischi cui i giovani vanno incontro durante il loro percorso di crescita. Aver stabilito all'interno del Piano Sociale di Zona di agire in termini di prevenzione anche a livello di locali notturni, coinvolgendone direttamente i gestori, rappresenta un buon punto di partenza per accompagnare i nostri ragazzi in tutte le fasi della loro giornata, incluse quelle dedicate al divertimento".
Comune di Rho - Piazza Visconti, 23 Rho (MI)