REVOCATA L'ASSEGNAZIONE DI ALLOGGIO A UNA FAMIGLIA DEL CAMPO DI VIA SESIA
In data 10 Giugno u.s. la Polizia Locale di Rho ha provveduto allo sgombero di una casa prefabbricata concessa a una famiglia residente nel Campo di integrazione sociale di via Sesia.
Il provvedimento si è reso necessario a fronte di comportamenti del nucleo familiare interessato, che non ha partecipato al percorso di costruzione della legalità all'interno del campo.
I rapporti stilati dalla Polizia Locale, che provvede costantemente a effettuare sopralluoghi presso l'insediamento autorizzato, riportano in diverse occasioni la dicitura che i soggetti interessati dallo sgombero hanno "provocato gravi turbative all'interno dell'insediamento medesimo". Tali comportamenti rappresentano già motivo di espulsione dal Campo, riservato solo a chi decide di restare nella legalità.
Il Decreto di sgombero era stato ampiamente comunicato alla famiglia in questione, che al momento effettivo aveva già lasciato il Campo. L'operazione si è, quindi, svolta senza conflitti di alcun genere: la casa è stata fatta smontare e sarà nuovamente utilizzata dal Comune di Rho per iniziative di pubblica utilità.
Tra l'Amministrazione Comunale di Rho e la famiglia oggetto di sgombero è in atto da tempo un procedimento di tipo giudiziario-amministrativo, caratterizzato da Atti ufficiali e da ricorsi al TAR Lombardia; in assenza di pronunciamenti diversi, è stato messo in atto il provvedimento di sgombero, che era esecutivo.
All'azione di sgombero hanno partecipato anche Agenti della Polizia di Stato, alla presenza anche dei Carabinieri di Rho.
Roberto Zucchetti , Sindaco di Rho, chiarisce i motivi e le implicazioni dell'operazione effettuata dalla Polizia Locale cittadina:
"L'operazione messa in atto non è collegata ad alcuna intenzione di sgombero del Campo di via Sesia: la linea da seguire è sempre la stessa, quindi chi si comporta rispettando il patto di legalità può restare, chi preferisce agire in modo illecito dovrà andarsene. L'obiettivo resta la massima integrazione, ma con serietà da entrambe le parti. Noi stiamo facendo la nostra parte, come dimostra anche l'aver trovato alla persona in questione un lavoro, che però ha lasciato dopo pochi giorni. Non è l'unico caso di persone che rifiutano forme di aiuto offerte e prestate: recentemente è stato pubblicato dalla stampa locale il caso di un ospite del campo che lancia accuse di voluto abbandono: non è così, in quanto il soggetto si rendeva irreperibile quando i volontari si recavano da lui per accompagnarlo nelle sue necessità. Questo tipo di comportamenti resta inaccettabile e non rientra nel patto di stabilità, basato sulla legalità, che deve valere per tutti, indipendentemente dalle differenze etniche, razziali o religiose." .