Ripulite le pareti della scuola Manzoni e Olivetti

Eliminate le scritte con un intervento di A.Se.R. spa

Rho,  7 febbraio 2018
 
In questi giorni A.Se.R. S.p.A. ha terminato la pulizia delle pareti esterne della scuola Manzoni – Olivetti in via Pomé e via Martiri della Libertà attraverso la rimozione di graffiti.
 
Era stato infatti rilevato l’imbrattamento da scritte presso l’edificio che accoglie le due scuole.
Nel passato sempre A.Se.R. aveva realizzato un importante intervento di rimozione graffiti su tutte le superfici esterne della stessa scuola. Da allora, per dare seguito al lavoro svolto, si sono preoccupati di pulire i, seppur pochi, casi di riscrittura.
 
Anche questa volta, A.Se.R. ha provveduto alla cancellazione delle scritte nella settimana dal 29 gennaio al 2 febbraio con un impatto minimo per le scuole.
 
L’Assessora alla Scuola e istruzione, Cultura ed eventi Valentina Giro commenta:
“Come Amministrazione abbiamo sempre valorizzato la street art, dedicando anche l’evento “Lasciamo il segno” ormai diventato una vera tradizione ed elemento di eccellenza della nostra città. Non si può invece parlare di arte l’imbrattamento dei muri con scritte e disegni realizzati con l’intento di deturpare edifici pubblici e privati, a cui fanno seguito i costi per ripulirli pagati da tutta la collettività. Ringraziamo A.Se.R. per l’attento controllo e il rapido intervento.”
 

Si ricorda che il deturpamento e l’imbrattamento di cose altrui, tra cui muri, autobus, vagoni di treni e tram, è punito dall’articolo 639 Codice penale(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398). Il codice penale stabilisce che chi imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati, rischia la reclusione da uno a sei mesi o la multa da 300 a 1.000 euro.
Se però si tratta di cose di interesse storico o artistico (si pensi a un monumento o un palazzo antico di particolare pregio), la pena sale e si applica la reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro.
A differenza dell’imbrattamento di cose mobili, quando il reato è commesso ai danni di muri o altre parti di edifici pubblici o privati oppure su vagoni di treni, autobus, tram, automobili, ecc. non c’è bisogno della querela della vittima del reato per procedere alla punizione perché le autorità possono procedere anche d’ufficio. In altre parole, se un poliziotto vede un giovane che scrive sui muri di un palazzo privato e fa graffiti – al di là del valore artistico che essi possono avere – può procedere alla denuncia e a tutte le conseguenti attività che implicano il procedimento penale anche senza consultare l’amministratore di quel condominio o gli altri proprietari interessati. Se questi ultimi intendono infatti “perdonare” il colpevole, il reato scatta ugualmente e, con esso, anche le sanzioni. Essendo tuttavia un illecito penale punito con la reclusione inferiore a 5 anni, si può chiedere il “perdono” e l’archiviazione per «tenuità del fatto» (salvo ci sia recidiva, nel qual caso la multa può arrivare a 10mila euro e la reclusione fino a due anni). Resta la fedina penale sporca e l’obbligo di risarcire il danno.
Il decreto legge sulla sicurezza urbana (testo coordinato 20/02/2017 n° 14, G.U. 20/02/2017) ha inserito un aggiornamento nelle misure contro il deturpamento e l'imbrattamento di immobili pubblici o mezzi di trasporto: in caso di condanna per questo reato il giudice potrà subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena al ripristino e alla ripulitura dei luoghi oppure, se ciò non è possibile, al pagamento o rimborso delle spese relative, o ancora, se il condannato non si oppone, al lavoro di pubblica utilità.