Accoglienza e integrazione nel comune di Rho.

Cos’è lo S.P.R.A.R?

E’ il sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.).

Lo SPRAR è il modello di riferimento nazionale per l’accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale finalizzato a fronteggiare il fenomeno migratorio dovuto alle perduranti situazioni di conflitti armati, di crisi e di instabilità politico economica presenti in molti paesi del continente africano e del Medioriente.

Il Comune di Rho ha presentato per la prima volta, sulla base del Decreto del Ministero dell’Interno del 30 luglio 2013, domanda di contributo per il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) ottenendo un finanziamento dal Ministero degli Interni per la realizzazione di un servizio strutturato per l’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo.

Tale servizio, affidato ad un Soggetto Attuatore individuato tramite procedure di evidenza pubblica, viene gestito all’interno di appartamenti e/o strutture comunitarie per n. 66 posti complessivi ed è rivolto ad adulti (uomini soli) e/o nuclei familiari.

I beneficiari del progetto SPRAR fruiscono del servizio di accoglienza, che ha come obiettivi principali:

  • Garantire misure di assistenza e protezione della singola persona
  • Favorire il percorso verso la conquista o riconquista della propria autonomia.

Nell’ambito dell’accoglienza dei richiedenti e dei titolari di protezione internazionale, l’accoglienza è intesa come un processo individuale e organizzato, attraverso il quale le singole persone possono (ri)costruire le proprie capacità di scelta e di progettazione e (ri)acquistare la percezione del proprio valore, delle proprie potenzialità e opportunità.

In questa ottica risulta immediato collocare al centro dell’accoglienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) le stesse persone accolte, le quali non sono dei meri beneficiari passivi di interventi predisposti in loro favore ma protagoniste attive del proprio percorso di accoglienza.

Di conseguenza, quella proposta dallo SPRAR è un’accoglienza “integrata”. Questo comporta che gli interventi materiali di base, quale la predisposizione di vitto e alloggio, siano contestuali a servizi volti a favorire l’acquisizione di strumenti per l’autonomia.

I principali servizi garantiti sono riassumibili nelle seguenti azioni messe in atto dal progetto:

  • mediazione linguistica-culturale: ha lo scopo di facilitare la relazione e la comunicazione, sia linguistica (interpretariato) che culturale, tra i singoli beneficiari, il progetto di accoglienza e il contesto territoriale (istituzioni, servizi locali e cittadinanza);
  • accoglienza materiale: si intende vitto, alloggio, indumenti, ecc.. L’erogazione di questi servizi viene gestita con modalità differenzi a seconda del luogo in cui viene svolta l’accoglienza, ad esempio nelle strutture collettive i pasti principali vengono somministrati da un fornitore esterno, mentre negli alloggi viene assegnata una quota settimanale per il vitto e gli ospiti dovranno provvedere in autonomia all’acquisto ed alla preparazione del pasto;
  • orientamento e accesso ai servizi del territorio: il progetto prevede una mappatura dei servizi sanitari, sociali ed educativi e costruisce una rete di collaborazione con le istituzioni/servizi territoriali, come ad esempio i servizi sociali del Comune, l’ufficio anagrafe, l’ATS (Agenzia Tutela della Salute), la Questura, i CPIA, gli enti di formazione professionale e il centro provinciale per l’impiego. Poiché spesso i beneficiari non hanno una precisa definizioni di quali servizi e a quali diritti abbiano accesso, il progetto intraprende tre azioni specifiche finalizzate ad attivare il processo di acquisizione e autonomia dei beneficiari: informare, accompagnare, orientare;
  • insegnamento della lingua italiana: l’apprendimento della lingua italiana è un obbiettivo primario del progetto di accoglienza che ritiene la conoscenza dell’italiano una condizione necessaria perché l’ospite entri in relazione con il contesto sociale. Agli ospiti viene pertanto garantito l’accesso ad un percorso di apprendimento della lingua italiana pari ad almeno 10 ore settimanali per tutto l’anno. La prima scelta è quella di iscrivere il beneficiario del progetto ai corsi esterni organizzati dal CPIA territoriale, favorendo così lo sviluppo di una sua rete personale di contatti e di punti di riferimento sul territorio, al fine di promuovere l’autonomia. Ad integrazione e supporto dei corsi esterni, al fine di garantire la fruizione del monte ore sopra indicato e a rafforzare ulteriormente le competenze linguistiche, sono attivi dei corsi di lingua interni al progetto tenuti da insegnanti abilitati;
  • formazione e riqualificazione professionale: il progetto, che ha effettuato una mappatura degli enti che offrono percorsi di formazione professionale ed ha creato una banca dati, verifica gli ambiti di interesse dell’ospite e le aree sulle quali, in accordo con il beneficiario, si andrà ad intervenire in materia di qualificazione/riqualificazione professionale. Particolare attenzione viene posta alle esperienze pregresse acquisite nel paese di origine ed i percorsi di formazione offerti vengono ricercati per i singolo beneficiario. La frequenza ai corsi di formazione è possibile solo in presenza di una conoscenza sufficiente della lingua italiana. I corsi di formazione professionale proposti ai beneficiari, prevedono il rilascio di un attestato utile alla successiva ricerca di una collocazione lavorativa;
  • orientamento ed accompagnamento all’inserimento lavorativo: il progetto fornisce tutte le informazioni utili ad approfondire la sua conoscenza del mercato del lavoro italiano e, anche tramite enti specializzati (es. patronati), offre ai beneficiari un quadro generale dei diritti e dei doveri dei lavoratori, informazioni sulle tipologie di contratto, sulle normative specifiche di inserimento lavorativo per persone con disabilità, sul lavoro autonomo, sui tirocini formativi/borse lavoro, sul lavoro interinale, ecc..
  • orientamento e accompagnamento legale: il progetto, mediante uno staff di operatori legali con specifica formazione ed esperienza, supporta il beneficiario in alcune attività, quali: predisposizione del fascicolo personale, preparazione all’audizione presso la Commissione territoriale, la gestione dei rapporti con le istituzioni, l’assolvimento delle pratiche burocratiche e l’orientamento alla tutela giurisdizionale e ai diritti/doveri connessi alla protezione eventualmente riconosciuta.
  • orientamento ed accompagnamento all’inserimento sociale: il progetto si attiva per favorire la conoscenza e la fruizione dei servizi e dei diritti minimi erogati sul territorio relativamente a: rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, rilascio del codice fiscale, iscrizione al servizio sanitario nazionale, iscrizione ai corsi di apprendimento della lingua italiana e ai corsi di istruzione per gli adulti, affiancando l’ospite anche con interventi di mediazione linguistico-culturale che agevolino l’incontro fra il beneficiario ed i servizi. Oltre a ciò il progetto presta attenzione all’organizzazione di attività di animazione socio-culturale ed educative, in collaborazione con le realtà del territorio, per prevenire fenomeni di esclusione sociale ed emarginazione e favorire un positivo inserimento nella comunità.
  • tutela psico-socio-sanitaria: il servizio prevede l’attività di supervisione all’equipe e agli ospiti attraverso la collaborazione con noti istituti di Psicologia, Psicoterapia e Psicotraumatologia. Ove necessario vengono avviati percorsi, in collaborazione con il CPS territoriale,  per la presa in carico di persone con vulnerabilità psichica.

Lo scopo essenziale del progetto è dunque quello di attivare forme di accoglienza integrata il cui obiettivo principale sia l’autonomia individuale dei richiedenti/titolari di protezione internazionale e umanitaria non in un’ottica assistenzialistica bensì promuovendone capacità e abilità all’interno di un percorso predefinito consistente nell’erogazione dei servizi sopra dettagliati.

 

Nell’ambito di tale progetto i beneficiari sottoscrivo un Regolamento e un Patto di accoglienza nei quali essi impegnano a rispettare il seguente regolamento e le leggi italiane:

  1. frequentare continuativamente il corso di lingua italiana.
  2. rispettare i termini del progetto individualizzato di inserimento concordato in itinere con gli operatori durante il periodo di accoglienza;
  3. lasciare la struttura di accoglienza entro e non oltre il termine di validità del contratto, nel rispetto delle linee guida previste dal decreto per la ripartizione del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. In caso di mancato adempimento, l’Ente locale potrà avvalersi dell’ausilio della forza pubblica per ottenere il rilascio degli alloggi.
  4. rispettare gli operatori del servizio e gli altri ospiti beneficiari delle strutture di accoglienza;
  5. tenere informati gli operatori del servizio sulla propria situazione legale ed i suoi sviluppi, e sull’andamento del proprio inserimento lavorativo e sociale;
  6. partecipare ai colloqui periodici con gli operatori del servizio e alle riunioni previste;
  7. collaborare attivamente alla stesura e al monitoraggio del proprio progetto individuale;
  8. in ottica di tutela della salute propria e degli altri ospiti, informare in merito alla propria situazione sanitaria e sottoporsi all’ingresso a visita generale presso il medico curante, nonché ad accertamenti sanitari qualora necessari, secondo quanto disposto per ciascun caso dal medico stesso; sottoporsi altresì alle cure mediche ritenute necessarie da parte degli operatori sanitari che hanno effettuato gli accertamenti;
  9. mantenere con cura i beni immobili e mobili assegnati; in caso di danneggiamenti, i beneficiari sono tenuti al risarcimento del danno provocato;
  10. provvedere quotidianamente alle pulizie degli spazi assegnati e secondo le modalità concordate;
  11. lavare, asciugare e stirare i vestiti secondo le modalità previste dal servizio;
  12. rispettare la raccolta differenziata dei rifiuti, secondo il regolamento del Comune;
  13. evitare gli sprechi (luce, gas, riscaldamento, acqua);
  14. avvisare gli operatori del centro in caso di assenza notturna, compilando la richiesta di autorizzazione previo accordo con il responsabile del progetto che svolge funzioni di referente dell'Ente Attuatore, e indicando recapito telefonico e domicilio; nel caso di assenza non giustificata oltre le 72 ore, si fa riferimento a quanto previsto al punto 2 del presente regolamento;
  15. richiedere l'autorizzazione al responsabile del progetto per eventuali permessi straordinari, che potranno essere accordati per un tempo massimo di 15 giorni; permessi di durata superiore dovranno essere valutati dal responsabile del centro/referente dell’Ente Attuatore con gli operatori del Servizio Centrale;
  16. rispettare gli orari del centro (o del condominio), con particolare attenzione al riposo notturno (dopo le ore 22:00).

Il progetto SPRAR ha una durata variabile determinata dalla condizione giuridica di arrivo del beneficiario all’atto dell’ingresso nel progetto stesso e si articola in due fasi temporali:

  • fase dell’accoglienza: il beneficiario ancora nello Status di “Richiedente” ha diritto all’accoglienza fino alla notifica della decisione della commissione territoriale (presso la Prefettura) ai sensi dell’articolo 5, comma 6, del decreto legislativo 30 maggio 2005, n.140;
  • fase dell’integrazione: In caso di riconoscimento di protezione internazionale o di concessione di protezione umanitaria, il beneficiario ora “Titolare” di protezione ha a disposizione un periodo 6 mesi finalizzato al completamente del percorso progettuale;

Per approfondimenti www.sprar.it