Inaugurato il Centro Antiviolenza “Hara, ricomincio da me”

Operativo da lunedì 7 maggio presso l’Auditorium comunale in via Meda 20 a Rho

Rho, 7 maggio 2018

Venerdì 4 maggio è stato inaugurato a Rho il Centro Antiviolenza “Hara, ricomincio da me”, frutto della Rete interistituzionale Antiviolenza Rho-Garbagnate, che rappresenta 17 comuni uniti nella prevenzione e nel contrasto della violenza nei confronti delle donne.

Sono intervenuti all’inaugurazione presso l’auditorium comunale in via Meda il Sindaco del Comune di Rho Pietro Romano, l’Assessore ai servizi socio – assistenziali Nicola Violante, il vice Prefetto Alessandra Tripodi, Pietro Forno ex procuratore aggiunto, il direttore socio-sanitario ASST Maurizio Montanelli, il direttore UOC Sistemi di Welfare per la Famiglia ATS Città Metropolitana di Milano Mirco Fagioli, la Consigliera di Parità - Regione Lombardia Carolina Pellegrini. Chiara Sainaghi e Valerio Pedroni della Fondazione Somaschi hanno infine illustrato l’organizzazione e le attività offerte dal Centro Antiviolenza. Gli interventi sono stati coordinati da Paola Sassi, funzionaria del Comune di Rho e curatrice del progetto.

La presentazione si è conclusa con la toccante ed emozionante performance teatrale di Greta Zamparini, che ha saputo dare voce a situazioni drammatiche vissute da donne con sensibilità e grande trasporto.

L’evento è terminato con il taglio del nastro del Centro Antiviolenza “Hara, ricomincio da me”.

In sala erano presenti tutte le Forze dell’Ordine, tra cui la Guardia di Finanze con il tenente colonnello Luca Giuseppe Rando, la Polizia di Stato con il commissario Carmine Gallo e i Carabinieri con il Capitano Simone Musella, i sindaci e gli assessori dei Comuni dei due ambiti oltre ad operatrici dell’ambito socio-assistenziali.

La presentazione del Centro Antiviolenza è riproposta con la presenza di Giancarla Marchesi - Presidente Assemblea dei Sindaci di Garbagnate, anziché del Sindaco Pietro Romano, a Bollate con l’avvio alle ore 10.00 e il conseguente spostamento degli orari dei vari interventi.

Con il nome Hara si è voluto far riferimento al significato di “centro vitale dell'uomo” secondo la filosofia zen. Questo perché il Centro Antiviolenza pone al centro la donna, per affiancarla in un percorso che la porti a riprendere in mano la propria vita, a recuperare la propria energia e a utilizzarla per un nuovo progetto di vita.

I Comuni coinvolti sono 9 nell’ambito rhodense (Arese, Cornaredo, Lainate, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Settimo Milanese, Vanzago) e 8 in quello di Garbagnate M.se (Baranzate, Bollate, Cesate, Garbagnate M.se, Novate M.se, Paderno D., Senago, Solaro) per una popolazione complessiva pari a 363.804 abitanti.

Il Comune di Rho è l’ente capofila del progetto per la “ Gestione degli interventi di contrasto al maltrattamento e alla violenza di genere nel territorio degli ambiti di Rho e Garbagnate” attivato con Regione Lombardia.

Il progetto è realizzato infatti nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne (l.r. 11/2012) e nell’ambito dell’attivazione di nuove reti territoriali antiviolenza (d.g.r. 5878 del 28/11/2016) e vede il coinvolgimento anche dell’ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriale), dell’ATS - Città Metropolitana di Milano (Agenzia della Tutela della Salute), delle Forze dell(Aziende Socio Sanitarie Territoriale), dell’ATS - Città Metropolitana di Milano (Agenzia della Tutela della Salute), delle Forze dell’Ordine, di Dialogica Cooperativa Sociale e della Fondazione Somaschi Onlus.

Dialogica supporta il sistema di governace previsto per la gestione e lo sviluppo della rete stessa, Fondazione Somaschi è incaricata della gestione del Centro Antiviolenza e delle strutture di ospitalità e case rifugio. Quest’ultima, in particolare, già da 5 anni gestisce un Centro Antiviolenza nel capoluogo lombardo e da 11 offre accoglienza alle donne vittime di maltrattamento nelle sue case rifugio a Milano e nell’hinterland.

’Ordine, di Dialogica Cooperativa Sociale e della Fondazione Somaschi Onlus.

Dialogica supporta il sistema di governace previsto per la gestione e lo sviluppo della rete stessa, Fondazione Somaschi è incaricata della gestione del Centro Antiviolenza e delle strutture di ospitalità e case rifugio. Quest’ultima, in particolare, già da 5 anni gestisce un Centro Antiviolenza nel capoluogo lombardo e da 11 offre accoglienza alle donne vittime di maltrattamento nelle sue case rifugio a Milano e nell’hinterland.

 

Il Sindaco di Rho Pietro Romano dichiara: “Con il nuovo Centro Antiviolenza confermiamo la volontà dei nostri comuni di voler rispondere in modo sinergico alla violenza nei confronti delle donne. Nonostante l’egregio lavoro svolto dai consultori, dal pronto soccorso, dalle forze dell’ordine, dai servizi sociali e dal terzo e quarto settore, che ringrazio a nome di tutti i sindaci, era necessario creare un presidio più diffuso, che potesse garantire un maggior coinvolgimento della comunità locale e che potesse offrire percorsi di autonomia per un nuovo progetto di vita a chi subisce violenza."

“Laddove c’è una donna maltrattata, viene maltrattata la democrazia. - dichiara l’assessore alle Politiche sociali Violante Nicola - Le tante violenze sono atti ripetuti, dovunque la solitudine di una donna lascia spazio alla prevaricazione, al silenzio, alla dolorosa sopportazione. Per diminuire questo senso di solitudine e dire basta alla violenza, è necessario che si rendano conosciuti e visibili tutti gli aiuti che una donna deve avere attorno a sé. E’ nostra ferma intenzione dare impulso al Centro Antiviolenza, che può assicurare i servizi per un supporto costruttivo, ma soprattutto che può promuovere una cultura del rispetto tra i sessi e della parità tra i generi. il Centro Antiviolenza sarà il luogo “dell’accoglienza delle vittime di violenza, nonché luogo di formazione, ricerca, sensibilizzazione, informazione e soprattutto prevenzione”. Due, in sostanza, le principali finalità del Centro “restituire dignità e consapevolezza di sé alla donna maltrattata e vittima di violenza e agli eventuali figli, sino al recupero dell’autonomia, anche economica; costruire e affermare una cultura contro la violenza perpetrata alle donne”.Si tratta di un progetto molto importante, espressione di un prezioso lavoro di rete che dimostra ancora una volta l’attenzione e la sensibilità delle Amministrazioni comunali al tema della violenza contro le donne. Concludo ringraziando tutti coloro, che hanno lavorato e lavoreranno per la gestione del centro. In una città così grande e spesso con situazioni difficili era un servizio che mancava e che ora è una realtà.”

 

“Come Fondazione Somaschi – dichiara Valerio Pedroni, portavoce della Onlus – mettiamo in questo progetto la nostra pluridecennale esperienza di accoglienza, che per noi significa permettere a chi ha bisogno di poter accedere a un luogo sicuro, rispettando i propri tempi e le proprie paure. All’interno di Hara garantiamo alle donne uno spazio protetto di ascolto e pronto aiuto, dove trovare supporto qualificato e, in caso di particolare emergenza, rifugio all’interno di case secretate. Per sradicare il fenomeno della violenza di genere, però, occorre fare sistema: tutto il territorio deve essere coinvolto, dalle forze dell’ordine agli operatori sanitari, dalla cittadinanza agli istituti scolastici. Hara nasce anche per questo, per mettere in rete e rafforzare le competenze di tutta la comunità. Perché la violenza la si sconfigge solo ‘insieme’.”

 

Il Centro Antiviolenza mette a disposizione delle donne gratuitamente una serie di opportunità per dare un supporto reale:

  • uno spazio di ascolto e di accoglienza;

  • ascolto telefonico 24 ore su 24;

  • sostegno psicologico;

  • consulenza ed assistenza legale;

  • supporto al reinserimento e al percorso di autonomia;

  • ospitalità in case rifugio.

 

I due Centri Antiviolenza sono a Rho e a Bollate con orari differenziati per agevolare maggiormente l’accesso delle donne ai rispettivi sportelli:

 

Rho, via Meda 20

Lunedì: 9.00-13.00, Martedì: 13.00-17.00, Mercoledì: 9.00-13.00, Giovedì: 15.00-19.00, Sabato: 14.30-17.30

 

Bollate, via Piave 20

Lunedì: 14.00-18.00, Martedì: 17.00-20.00, Venerdì: 10.00-13.00

 

Informazioni e contatti

centroantiviolenza@fondazionesomaschi.it

Negli orari di apertura: cell. 3351820629

Negli orari di chiusura: Numero verde 1522

 

 

Fondazione Somaschi Onlus

 

Da oltre 500 anni, sull’esempio di San Girolamo Emiliani, i Padri Somaschi offrono accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili.

Fondazione Somaschi Onlus, attiva dal 2012, raccoglie l’eredità somasca accorpando le opere sociali e assistenziali della provincia lombardo-veneta e ligure-piemontese attraverso la collaborazione di religiosi e laici che lavorano insieme con passione e professionalità.

La Onlus accoglie chi ha bisogno e vive ai margini della società con diverse modalità di intervento, per strada e nelle proprie case, che vanno dai servizi di bassa soglia alla residenzialità.

I beneficiari sono minori allontanati dalle famiglie, donne vittima di violenza e di tratta, sole e con figli, migranti, persone fragili e con dipendenze, malati di HIV, persone senza dimora, gruppi rom.

A ciascuna persona è riservata un’attenzione esclusiva e un percorso adatto a ogni specifica esigenza e potenzialità, con particolare attenzione al reintegro sociale e lavorativo.

Oggi in Fondazione Somaschi operano circa 250 operatori (educatori, psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali) e altrettanti volontari.

La Onlus gestisce, principalmente in Lombardia ma anche in Liguria, Piemonte e Sardegna, 28 comunità, 35 appartamenti di housing sociale, 20 appartamenti per l’autonomia, 5 centri di accoglienza per migranti (per un totale di 160 posti letto), 1 centro diurno per persone senza dimora. Sono inoltre 5 le unità di strada settimanali organizzate a Milano e nell’hinterland per offrire aiuto alle donne vittima di sfruttamento sessuale.

Complessivamente, ogni anno, Fondazione Somaschi accoglie nelle sue strutture 100 donne maltrattate, sole e con bambini, 140 minori allontanati dalle famiglie, 100 persone con dipendenza e fragilità psichica.