Descrizione
Rho, 9 luglio 2026
Il Parco della Legalità, bene confiscato alla mafia trasformato nel 2018 in uno spazio di utilità sociale dedicato alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, grazie al progetto degli studenti del Liceo Scientifico Majorana, dà voce alle vittime lì ricordate attraverso il progetto “Alberi parlanti” realizzato dagli studenti dell’Istituto Cannizzaro che studiano grafica e informatica.
L’iniziativa è stata presentata nel corso dell’ultima seduta della Commissione consigliare legalità e antimafia del Comune di Rho dagli studenti Federico Frisina, Maddalena Samaniego, Matteo Rubino e Samuele Max.
“Il Parco – ha sottolineato la presidente Clelia La Palomenta – è diventato luogo di memoria ed educazione civica, Assessorato e Commissione lì hanno promosso commemorazioni ed eventi coinvolgendo sempre gli studenti. Alcuni nomi sono noti a tutti come quelli dei giudici Falcone e Borsellino, o di Padre Pino Puglisi, ma nel Parco ricordiamo tante altre persone. Il Parco accoglie oggi 26 alberi con altrettante targhette. Più di un anno fa, con i docenti dell’Itis Cannizzaro Sergio Colombo e Roberta Milicia, è nata l’idea di rendere parlanti questi alberi, come accade al Giardino dei Giusti di Milano. Un nome inciso su una targa può raccontare poco o nulla, a seconda di chi legge, da qui è nata la proposta di creare un percorso digitale per consentire a chi visita il Parco di conoscere le vite di ogni vittima attraverso strumenti digitali di immediata fruizione”.
La Palomenta ha sottolineato il ruolo dei giovani: “Sono cuore pulsante di presente e futuro. Progetti simili aiutano a formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere con responsabilità da che parte stare. La memoria non deve essere solo ricordo del passato, ma strumento vivo di partecipazione. Il progetto va in questa direzione permettendo di entrare nella quotidianità di ciascuno”.
Tre i docenti coinvolti: Sara Figino (area grafica), Roberta Milicia referente per l’educazione civica e Fabio Zanzottera. “Abbiamo accolto la sfida – dice Sara Figino – Siamo stati al Parco con i ragazzi, che non sono tutti residenti in città: è stata una vera scoperta che ha suscitato emozioni importanti. A scuola si studia il Novecento, ma lì hanno avuto modo di approfondire storia e attualità e di investire nella loro professionalità. I ragazzi hanno scelto come nome per il progetto “Radici di memoria”, un nome poetico che trasmette il valore di quanto si trova nel parco”.
Federico Fisina ha sottolineato come il progetto fosse complesso per dimensione e tematiche: la classe quinta Informatica si è divisa in gruppi, ciascuno ha seguito progettazione e grafiche, aggiungendo una mappa in formato A2 per capire dove si trovino i diversi alberi. Un qr code permette di accedere alle storie delle vittime, realizzate con grafiche diverse per consentire a ogni gruppo di esprimere la propria creatività. Ogni alberello rimanda a una pagina web in cui ciascuno ha portato il proprio stile. Le pagine sono state sviluppate dagli studenti di terza, sono state aggiunte pagine sulle attività realizzate nel parco, come Visite educative, Attività Inclusive, Eventi e celebrazioni.
“Si può accedere con il proprio telefonino – precisa il professor Fabio Zanzottera – In futuro ci sarà spazio per migliorare quanto fatto e per aggiungere alberi: il sito è vivo e attivo, non è una semplice vetrina fissa. Ci sono 26 alberi ma le storie sono molte di più, perché a un singolo attentato corrispondono i nomi di più persone”.
Il Sindaco Andrea Orlandi si è complimentato con gli studenti: “Grazie per la passione che avete investito. Avete messo in campo le vostre capacità e quanto state studiando. Il Parco, nato da un percorso partecipativo, un tempo era disastroso, ora è al centro di una storia di riscatto per l’intera comunità”.
Il consigliere Salvatore Tranchina ha apprezzato come “l’impegno venga tradotto in legalità, che smette di essere una parola abusata ma diventa qualcosa di concreto di cu lai città possa beneficiare”. Il consigliere Christian Colombo ha apprezzato il “moltiplicarsi di belle idee, dalle pietre di inciampo al Giardino dei Giusti, al raccontare storie di rhodensi eccellenti” e si è assunto l’impegno di portare l’idea a Città Metropolitana di Milano: “E’ positivo dedicare alle vittime di mafia luoghi preziosi e darne comunicazione, è importante rendere accessibile il lavoro svolto con un posizionamento digitale. Ed è apprezzabile il lavoro di squadra”. Il consigliere Edoardo Conti, affiancato da Vito Galliani, ha ricordato l’importanza dei progetti nati nelle scuole, “perché restano nella memoria”. Il vicepresidente del Consiglio comunale, Andrea Recalcati, ha chiesto di cercare sempre di “approfondire e portare avanti quanto imparato”.
Il Parco della Legalità, bene confiscato alla mafia trasformato nel 2018 in uno spazio di utilità sociale dedicato alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, grazie al progetto degli studenti del Liceo Scientifico Majorana, dà voce alle vittime lì ricordate attraverso il progetto “Alberi parlanti” realizzato dagli studenti dell’Istituto Cannizzaro che studiano grafica e informatica.
L’iniziativa è stata presentata nel corso dell’ultima seduta della Commissione consigliare legalità e antimafia del Comune di Rho dagli studenti Federico Frisina, Maddalena Samaniego, Matteo Rubino e Samuele Max.
“Il Parco – ha sottolineato la presidente Clelia La Palomenta – è diventato luogo di memoria ed educazione civica, Assessorato e Commissione lì hanno promosso commemorazioni ed eventi coinvolgendo sempre gli studenti. Alcuni nomi sono noti a tutti come quelli dei giudici Falcone e Borsellino, o di Padre Pino Puglisi, ma nel Parco ricordiamo tante altre persone. Il Parco accoglie oggi 26 alberi con altrettante targhette. Più di un anno fa, con i docenti dell’Itis Cannizzaro Sergio Colombo e Roberta Milicia, è nata l’idea di rendere parlanti questi alberi, come accade al Giardino dei Giusti di Milano. Un nome inciso su una targa può raccontare poco o nulla, a seconda di chi legge, da qui è nata la proposta di creare un percorso digitale per consentire a chi visita il Parco di conoscere le vite di ogni vittima attraverso strumenti digitali di immediata fruizione”.
La Palomenta ha sottolineato il ruolo dei giovani: “Sono cuore pulsante di presente e futuro. Progetti simili aiutano a formare cittadini consapevoli, capaci di scegliere con responsabilità da che parte stare. La memoria non deve essere solo ricordo del passato, ma strumento vivo di partecipazione. Il progetto va in questa direzione permettendo di entrare nella quotidianità di ciascuno”.
Tre i docenti coinvolti: Sara Figino (area grafica), Roberta Milicia referente per l’educazione civica e Fabio Zanzottera. “Abbiamo accolto la sfida – dice Sara Figino – Siamo stati al Parco con i ragazzi, che non sono tutti residenti in città: è stata una vera scoperta che ha suscitato emozioni importanti. A scuola si studia il Novecento, ma lì hanno avuto modo di approfondire storia e attualità e di investire nella loro professionalità. I ragazzi hanno scelto come nome per il progetto “Radici di memoria”, un nome poetico che trasmette il valore di quanto si trova nel parco”.
Federico Fisina ha sottolineato come il progetto fosse complesso per dimensione e tematiche: la classe quinta Informatica si è divisa in gruppi, ciascuno ha seguito progettazione e grafiche, aggiungendo una mappa in formato A2 per capire dove si trovino i diversi alberi. Un qr code permette di accedere alle storie delle vittime, realizzate con grafiche diverse per consentire a ogni gruppo di esprimere la propria creatività. Ogni alberello rimanda a una pagina web in cui ciascuno ha portato il proprio stile. Le pagine sono state sviluppate dagli studenti di terza, sono state aggiunte pagine sulle attività realizzate nel parco, come Visite educative, Attività Inclusive, Eventi e celebrazioni.
“Si può accedere con il proprio telefonino – precisa il professor Fabio Zanzottera – In futuro ci sarà spazio per migliorare quanto fatto e per aggiungere alberi: il sito è vivo e attivo, non è una semplice vetrina fissa. Ci sono 26 alberi ma le storie sono molte di più, perché a un singolo attentato corrispondono i nomi di più persone”.
Il Sindaco Andrea Orlandi si è complimentato con gli studenti: “Grazie per la passione che avete investito. Avete messo in campo le vostre capacità e quanto state studiando. Il Parco, nato da un percorso partecipativo, un tempo era disastroso, ora è al centro di una storia di riscatto per l’intera comunità”.
Il consigliere Salvatore Tranchina ha apprezzato come “l’impegno venga tradotto in legalità, che smette di essere una parola abusata ma diventa qualcosa di concreto di cu lai città possa beneficiare”. Il consigliere Christian Colombo ha apprezzato il “moltiplicarsi di belle idee, dalle pietre di inciampo al Giardino dei Giusti, al raccontare storie di rhodensi eccellenti” e si è assunto l’impegno di portare l’idea a Città Metropolitana di Milano: “E’ positivo dedicare alle vittime di mafia luoghi preziosi e darne comunicazione, è importante rendere accessibile il lavoro svolto con un posizionamento digitale. Ed è apprezzabile il lavoro di squadra”. Il consigliere Edoardo Conti, affiancato da Vito Galliani, ha ricordato l’importanza dei progetti nati nelle scuole, “perché restano nella memoria”. Il vicepresidente del Consiglio comunale, Andrea Recalcati, ha chiesto di cercare sempre di “approfondire e portare avanti quanto imparato”.
L’assessore alla Scuola Paolo Bianchi si è così espresso: “I ragazzi ci stupiscono sempre e sanno anche insegnarci come essere testimoni. Con questo lavoro hanno raccolto l’eredità di chi ha dato la sua vita e saranno per sempre testimoni perché hanno lasciato ad altri uno strumento per conoscere la realtà”.
Così l’assessore alla Legalità Nicola Violante: “Il percorso ha messo in evidenza diverse competenze, è anche compito della scuola far emergere i talenti dei ragazzi. E’ positivo che si innesti sul lavoro fatto da un’altra scuola, spero che nel tempo vengano coinvolti altri Istituti, per dedicarsi al Parco, divenuto ormai luogo iconico della città. Rho è capofila di diversi progetti, cerchiamo di diffondere la cultura della legalità e siamo un modello cui altri Comuni guardano. Sarebbe bello, ora, se gli alberi parlassero realmente, con voci registrate”. La collaborazione con Radio Mast potrebbe essere fruttuosa in quest’ottica.
Così l’assessore alla Legalità Nicola Violante: “Il percorso ha messo in evidenza diverse competenze, è anche compito della scuola far emergere i talenti dei ragazzi. E’ positivo che si innesti sul lavoro fatto da un’altra scuola, spero che nel tempo vengano coinvolti altri Istituti, per dedicarsi al Parco, divenuto ormai luogo iconico della città. Rho è capofila di diversi progetti, cerchiamo di diffondere la cultura della legalità e siamo un modello cui altri Comuni guardano. Sarebbe bello, ora, se gli alberi parlassero realmente, con voci registrate”. La collaborazione con Radio Mast potrebbe essere fruttuosa in quest’ottica.
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Last edit: 09/07/2026 16:04:19