Descrizione
La signora Mirtha Esther Gonzales Reyes ha compiuto cento anni sabato 20 giugno 2026, oggi l’assessore Nicola Violante le ha portato gli auguri del Sindaco Andrea Orlandi e di tutta la città.
Nata in Perù, un secolo fa, la signora Mirtha Esther vive “orgogliosamente” a Rho da 25 anni, ovvero da quando ha raggiunto i familiari giunti in Italia per lavoro. Alla festa nella casa di via Cantù è stata circondata da tutta la famiglia, che vede in lei un particolare punto di riferimento.
La signora è originaria di Chiclayo, nel nord del Perù, capitale della regione Lambayeque. Dal marito, un militare venuto a mancare ormai da anni, ha avuto due figli. Il maschio, purtroppo, ha vissuto pochi anni. Mirtha, insieme con il marito Leonidas Montero, si è trasferita per lavoro a Lima. Lì Mirtha Esther li ha raggiunti, vivendo per i sei mesi caldi nella capitale e tornando al nord, “dove tutto l’anno è primavera-estate”, perché non ama le stagioni fredde. Quando Mirtha e Leonidas sono venuti in Italia, dopo breve tempo hanno portato con loro la prima figlia Giovanna, Mirtha Esther è rimasta in Perù per occuparsi delle nipotine più piccole Esmeralda e Paola. Poi ha raggiunto qui tutta la famiglia riunita, riservandosi la prerogativa di tornare nella città natale durante i mesi freddi. Chiclayo è soprannominata “Capital de la Amistad” e la famiglia sembra respirare questo clima di buone relazioni.
Nata in Perù, un secolo fa, la signora Mirtha Esther vive “orgogliosamente” a Rho da 25 anni, ovvero da quando ha raggiunto i familiari giunti in Italia per lavoro. Alla festa nella casa di via Cantù è stata circondata da tutta la famiglia, che vede in lei un particolare punto di riferimento.
La signora è originaria di Chiclayo, nel nord del Perù, capitale della regione Lambayeque. Dal marito, un militare venuto a mancare ormai da anni, ha avuto due figli. Il maschio, purtroppo, ha vissuto pochi anni. Mirtha, insieme con il marito Leonidas Montero, si è trasferita per lavoro a Lima. Lì Mirtha Esther li ha raggiunti, vivendo per i sei mesi caldi nella capitale e tornando al nord, “dove tutto l’anno è primavera-estate”, perché non ama le stagioni fredde. Quando Mirtha e Leonidas sono venuti in Italia, dopo breve tempo hanno portato con loro la prima figlia Giovanna, Mirtha Esther è rimasta in Perù per occuparsi delle nipotine più piccole Esmeralda e Paola. Poi ha raggiunto qui tutta la famiglia riunita, riservandosi la prerogativa di tornare nella città natale durante i mesi freddi. Chiclayo è soprannominata “Capital de la Amistad” e la famiglia sembra respirare questo clima di buone relazioni.
“Andava e tornava da sola, fino alla pandemia, da allora è sempre rimasta a Rho – racconta la nipote Giovanna Montero – Mio padre è venuto a mancare lo scorso anno, siamo rimaste noi donne con le nostre famiglie. La nonna è stata per noi tre sorelle una seconda mamma: non la nonnina dolce delle favole, una vera capofamiglia, severa, tosta, solida, sapendo di essere responsabile per tutte noi, mentre i nostri genitori lavoravano lontano per darci stabilità. Ha contribuito a farci studiare con il soldi della sua pensione. Ci ha insegnato quel che è giusto e quello che non lo è, il rispetto per i genitori, il senso della famiglia, che è la cosa più importante. Ci ha insegnato a non arrenderci mai, a rialzarsi dopo le cadute. E’ sempre stata autorevole e determinata. Persino la febbre non la fermava: una doccia fredda e via, come se niente fosse. Da un paio d’anni, dopo seri problemi di salute, è divenuta più arrendevole. Sorride e dispensa amore, cammina e mangia da sola, ma non è più quella di prima anche se si è ripresa sorprendendo i medici e tutti noi”.
Mirtha Esther aveva una famiglia di origine numerosa. Alcuni fratelli sono morti, altri ancora in vita. Oggi gode della presenza di sei pronipoti: dai 9 ai 22 anni: Diego, Eowyn, Esteban, Luca, Valentina, André. “Sono fortunati, perché non tutti hanno la possibilità di conoscere a fondo la propria bisnonna – conclude Giovanna – Tutti le sono particolarmente affezionati, la coccolano e se la abbracciano di continuo. Cosa che la rende felice”.
Questo il messaggio che le nipoti le hanno donato nel biglietto di auguri: “Cara nonna, oggi festeggiamo i tuoi 100 anni, ma in realtà celebriamo molto di più, la tua forza, il tuo amore e tutto ciò che hai costruito intorno a te. Sei stata per noi una seconda mamma, il nostro punto di riferimento, un pilastro che ci ha insegnato a non arrenderci mai e a mettere sempre la famiglia al primo posto. Grazie per ogni abbraccio, ogni consiglio e ogni sacrificio fatto con amore. Se siamo le persone che siamo oggi, è anche grazie a te. Ti vogliamo un bene infinito e siamo orgogliosi di essere la tua famiglia. Auguri, nonna, che questo giorno sia speciale quanto lo sei tu per noi”.
La presenza del Comune di Rho ai festeggiamenti è stata per tutti “non solo la celebrazione di una vita lunga e ricca, ma anche un bellissimo riconoscimento di un profondo percorso di radicamento e integrazione in una comunità che da tanto tempo è diventata "casa"”.
L’assessore Nicola Violante ha portato i saluti dell’Amministrazione e di tutti i rhodensi “per una donna che ha saputo essere cuore della propria famiglia, trasmettendo valori solidi e la capacità di guardare sempre alla vita in modo positivo, pur tra fatiche e sacrifici”.
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Last edit: 21/06/2026 23:21:20