Descrizione
Rho, 4 maggio 2026
Anche quest’anno il territorio subisce l'infestazione di Takahashia Japonica. L’Ufficio Verde ha sotto controllo la situazione e chiarisce quanto segue: “La distribuzione dell’infestazione, che sul territorio si manifesta con una presenza disomogenea e a tratti concentrata, è riconducibile alla selettività dell’insetto. Alcune specie arboree vengono infatti attaccate in modo preferenziale, determinando livelli di infestazione significativamente più elevati nelle aree in cui tali essenze risultano maggiormente presenti. Le specie maggiormente colpite sono: aceri (in particolare Acer pseudoplatanus), albizia (Albizia julibrissin), albero di giuda (Cercis siliquastrum), carpino bianco (Carpinus betulus), gelso nero e bianco (Morus nigra e Morus alba), bagolaro (Celtis australis), liquidambar (Liquidambar styraciflua) e olmi (Ulmus)”.
Lo scorso anno l’Ufficio Tecnico ha registrato un numero significativo di segnalazioni, che in genere arrivano quando l’infestazione si trova già in uno stadio avanzato e gli anelli creati dall’insetto sulle piante sono ben visibili. Purtroppo in tali condizioni non risultano più attuabili interventi fitosanitari risolutivi.
Per inquadrare correttamente il fenomeno, si richiamano le indicazioni fornite dal Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia, secondo cui “La Takahashia Japonica non determina allo stato attuale particolari danni alle piante colpite. Tuttavia, in alcune situazioni in cui le popolazioni della cocciniglia sono particolarmente elevate possono verificarsi disseccamenti rameali”.
Tale valutazione conferma che l’impatto sulle piante è generalmente contenuto, con possibili danni significativi solo in presenza di infestazioni eccezionalmente elevate. Non è stata registrata una moria di esemplari di proprietà pubblica a causa di questo insetto.
Regione chiarisce che “Takahashia Japonica non è un organismo nocivo da quarantena per le piante e pertanto non sono previsti interventi obbligatori di eradicazione/contenimento…”, infine “i caratteristici ovisacchi bianchi non rappresentano un pericolo per le persone, né per gli animali”.
Solo in presenza di infestazioni limitate, quando l’insetto viene individuato nelle sue prime fasi di sviluppo, è possibile intervenire recidendo e asportando i rami infestati. Lo si può fare solo se la colonizzazione è circoscritta e localizzata. Di fatto, la maggior parte delle segnalazioni perviene quando l’infestazione ha già raggiunto uno stadio avanzato, con elevata densità di ovisacchi e un coinvolgimento esteso della chioma. In questo caso le potature danneggerebbero la pianta.
“Purtroppo questo è un problema ricorrente ogni anno, a Rho e in altri territori – spiega l’assessora all’Ambiente Valentina Giro – La situazione è nota e monitorata, occorre attenersi alle indicazioni del Servizio Fitosanitario Regionale. Il Comune si riserva la possibilità, sulla base delle segnalazioni e in relazione alle situazioni già note, di valutare interventi puntuali da effettuarsi sugli esemplari di proprietà pubblica”.
Sul sito web Comunale è riportata una nota specifica sull’argomento e si può consultare il sito https://www.fitosanitario.regione.lombardia.it/.
Anche quest’anno il territorio subisce l'infestazione di Takahashia Japonica. L’Ufficio Verde ha sotto controllo la situazione e chiarisce quanto segue: “La distribuzione dell’infestazione, che sul territorio si manifesta con una presenza disomogenea e a tratti concentrata, è riconducibile alla selettività dell’insetto. Alcune specie arboree vengono infatti attaccate in modo preferenziale, determinando livelli di infestazione significativamente più elevati nelle aree in cui tali essenze risultano maggiormente presenti. Le specie maggiormente colpite sono: aceri (in particolare Acer pseudoplatanus), albizia (Albizia julibrissin), albero di giuda (Cercis siliquastrum), carpino bianco (Carpinus betulus), gelso nero e bianco (Morus nigra e Morus alba), bagolaro (Celtis australis), liquidambar (Liquidambar styraciflua) e olmi (Ulmus)”.
Lo scorso anno l’Ufficio Tecnico ha registrato un numero significativo di segnalazioni, che in genere arrivano quando l’infestazione si trova già in uno stadio avanzato e gli anelli creati dall’insetto sulle piante sono ben visibili. Purtroppo in tali condizioni non risultano più attuabili interventi fitosanitari risolutivi.
Per inquadrare correttamente il fenomeno, si richiamano le indicazioni fornite dal Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia, secondo cui “La Takahashia Japonica non determina allo stato attuale particolari danni alle piante colpite. Tuttavia, in alcune situazioni in cui le popolazioni della cocciniglia sono particolarmente elevate possono verificarsi disseccamenti rameali”.
Tale valutazione conferma che l’impatto sulle piante è generalmente contenuto, con possibili danni significativi solo in presenza di infestazioni eccezionalmente elevate. Non è stata registrata una moria di esemplari di proprietà pubblica a causa di questo insetto.
Regione chiarisce che “Takahashia Japonica non è un organismo nocivo da quarantena per le piante e pertanto non sono previsti interventi obbligatori di eradicazione/contenimento…”, infine “i caratteristici ovisacchi bianchi non rappresentano un pericolo per le persone, né per gli animali”.
Solo in presenza di infestazioni limitate, quando l’insetto viene individuato nelle sue prime fasi di sviluppo, è possibile intervenire recidendo e asportando i rami infestati. Lo si può fare solo se la colonizzazione è circoscritta e localizzata. Di fatto, la maggior parte delle segnalazioni perviene quando l’infestazione ha già raggiunto uno stadio avanzato, con elevata densità di ovisacchi e un coinvolgimento esteso della chioma. In questo caso le potature danneggerebbero la pianta.
“Purtroppo questo è un problema ricorrente ogni anno, a Rho e in altri territori – spiega l’assessora all’Ambiente Valentina Giro – La situazione è nota e monitorata, occorre attenersi alle indicazioni del Servizio Fitosanitario Regionale. Il Comune si riserva la possibilità, sulla base delle segnalazioni e in relazione alle situazioni già note, di valutare interventi puntuali da effettuarsi sugli esemplari di proprietà pubblica”.
Sul sito web Comunale è riportata una nota specifica sull’argomento e si può consultare il sito https://www.fitosanitario.regione.lombardia.it/.
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Last edit: 04/05/2026 12:46:03