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Giardino dei Giusti di Rho: nuovi nomi legati ai valori olimpici

Cerimonia in via Redipuglia, protagonisti gli studenti delle scuole cittadine
Data:

6 March 2026

Tempo di lettura:

7 min

Tipologia

Press releases

Descrizione

In occasione della Giornata europea dei Giusti, festività proclamata nel 2012 dal Parlamento europeo su proposta di Gariwo (la foresta dei Giusti) e dal 7 dicembre 2017 solennità civile in Italia, il Comune di Rho ha svelato al Giardino dei Giusti di via Redipuglia quattro nuove targhe con altrettanti nomi, per celebrare il coraggio e l’impegno di coloro che hanno messo a rischio la loro vita per salvare quelle degli altri. In questo 2026, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina, è stato chiesto alle scuole di segnalare nomi di “giusti” che avessero a che fare con lo sport e sono arrivate diverse segnalazioni, ispirate ai valori che rendono ogni olimpiade, estiva o invernale che sia, emblema dei valori più solidi dell’umanità.
I nomi per le nuove targhe sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta del 25 febbraio 2026, recependo le valutazioni del Comitato Scientifico composto da Valentina Giro, delegata del Sindaco; Oscar Cozzi per Portofranco/ Centro di Solidarietà; Tiziana Signorelli – Acli; Giuseppe Forloni, rappresentante della maggioranza del Consiglio Comunale; Christian Colombo, rappresentante della minoranza del Consiglio Comunale; Dario Re, in rappresentanza dei Padri Oblati; Emanuele Contu, dirigente scolastico Istituto Puecher Olivetti. Alla cerimonia erano presenti il vicesindaco Maria Rita Vergani, l’assessore Emiliana Brognoli, i consiglieri comunali Clelia La Palomenta, Vito Galliani, Giuseppe Forloni, assieme a esponenti delle forze dell’ordine e di diverse associazioni d’arma e di ANED.

Valentina Giro ha ricordato come il Giardino dei Giusti permetta di promuovere una scuola di pace attraverso l’esempio di molte persone che hanno fatto scelte importante quando era necessario. Lo spirito è quello di favorire momenti di riflessione per interrogarsi su quel che si fa nei confronti del mondo che ci circonda. L’assessora ha citato l’esempio di Giorgio Perlasca che soleva ripetere, di fronte alla tragedia della Shoah, “potevo fare qualcosa e l’ho fatto”. Il discorso ha evidenziato come il Giardino ricordi persone vissute in passato e altre tuttora in vita, come Vito Fiorino, strettamente legato al nostro territorio.
 
Quindi la parola è passata agli studenti. Laura Stefanelli e Adele Bardini, studentesse dell’Istituto Olivetti, affiancate da altre compagne di classe che reggevano immagini storiche, hanno ricordato la figura di Ludwig Guttmann (1899-1980), neurochirurgo, ideatore dei Giochi Paralimpici.
Questa la targa che lo ricorda:
Nella Notte dei cristalli, 64 persone vennero all'ospedale in cerca di rifugio dal pogrom e dalla Gestapo. Le accettai tutte. Il mattino dopo fui chiamato dalle SS... Discutendo ogni caso, inventai ogni sorta di diagnosi... Su 64 persone, ne salvai 60".
Ebreo tedesco, direttore dell’ospedale ebraico di Breslavia, nella Notte dei cristalli ordinò di accogliere ogni paziente ebreo e 60 tra i 64 ebrei ammessi nell’ospedale vennero salvati dall’arresto e della deportazione. Nel 1939 raggiunse Londra con la famiglia, proseguendo le proprie ricerche sui traumi spinali. Il 29 luglio 1948 organizzò i primi Giochi per veterani di guerra con disabilità, primordi dei Giochi Paralimpici. A lui si ispirò nel 1960, alle Olimpiadi di Roma, l’italiano Antonio Maglio, ampliando il numero delle discipline sportive praticate da persone con disabilità.
Le ragazze hanno chiuso con una riflessione all’insegna dell’inclusione, chiedendo che “non ci siano Giochi Olimpici e Giochi Paralimpici ma tutti possano gareggiare insieme”.
Il nome di Guttmann è legato a quello di Antonio Maglio, così Simone Sozzi e Matilda Forin, della 2A della scuola secondaria di primo grado “Franceschini” hanno voluto celebrare anche il suo impegno.
 
Oscar Cozzi,
a nome del Comitato Scientifico, ha letto la targa di Gino Soldà (1907-1989), l’alpinista che portò in salvo in Svizzera ebrei perseguitati:
“Guidando gli uomini sulle levigate pareti, non ho mai pensato alla montagna come un mezzo per guadagnare il pane. Senza l'ossigeno della montagna non respirerei… Il bene si fa ma non si dice e certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca

Medaglia d’oro al valore atletico nel 1936, nel 1954, a 47 anni, prese parte alla spedizione italiana per la conquista del K2. Durante la Seconda guerra mondiale fu guida alpina alle Tre Cime di Lavaredo, ma dopo l'8 settembre 1943 si unì alla lotta partigiana. Aiutò Rinaldo Arnaldi e Torquato Fraccon nel salvataggio di centinaia di ebrei perseguitati, accompagnandoli in Svizzera attraverso le montagne grazie alla sua conoscenza delle vie e dei sentieri alpini.
 
Si è poi ricordata la figura di Yusra Mardini (1998), nuotatrice siriana, rifugiata, ambasciatrice UNHCR. La targa è stata letta da Silvio Skuqi, mentre Agnese Calò e Greta Raimondo hanno letto alcuni suoi pensieri. Questa la targa:
“Non c’è da vergognarsi nell’essere un rifugiato se ricordiamo chi siamo.
Sono state la guerra e le persecuzioni a costringerci ad abbandonare le nostre case.
Sono una rifugiata e sono orgogliosa di battermi per la pace, l’onore
e la dignità di tutti coloro che fuggono dalla violenza”.

In fuga dalla guerra in Siria nel 2015, durante il viaggio in gommone da Smirne, con la sorella Sara ha salvato dal naufragio tutti i passeggeri nuotando nel mare in tempesta fino a Lesbo. In Germania ha ripreso il nuoto agonistico, alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 ha gareggiato nella squadra degli Atleti Olimpici Rifugiati, nel 2021 ne è stata portabandiera alle Olimpiadi di Tokyo. Dal 2017 è Ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR.
 
Infine, al Giardino è stato aggiunto il nome di Alaa al Dalì (1997), fondatore dei Gaza Sunbirds. Giulio Rispoli, dell’Istituto Mattei, ha dato voce al paraciclista palestinese. Questa la targa:

«Il mio sogno era essere un campione con entrambe le gambe. Dopo l’amputazione, voglio essere un campione per la Palestina con una sola.
Pedaliamo per mostrare al mondo la nostra resilienza, per dare speranza
e per ispirare le persone attraverso le nostre storie. Pedaliamo per la libert
à»
Ciclista professionista palestinese, sognava di entrare nel circuito internazionale, ma nel 2018 perde una gamba colpito da un cecchino durante gli scontri arabo-israeliani. Insieme all’amico Karim Alì e ad altri 18 fonda una squadra di paraciclisti, i Gaza Sunbirds, per dare un'altra possibilità di vita attraverso lo sport a persone che rischiavano di rimanere ai margini della società dopo l’amputazione. Grazie al sostegno internazionale, il gruppo si dedica al recupero delle persone
con disabilità ma anche a distribuire aiuti alla popolazione palestinese, un impegno cresciuto dopo il 7 ottobre 2023 con l’aggravarsi della crisi umanitaria.

Il Comune ha invitato i Gaza Sunbirds alla cerimonia. Attualmente sono impegnati in Belgio per alcune gare ma si sono resi disponibili a venire a Rho in un’altra occasione, quando saranno in Italia. Al termine della presentazione delle nuove targhe, la professoressa Nicoletta Sala, autrice del libro “Vito e gli altri”, ha letto un messaggio di Vito Fiorino, “giusto dell’umanità” che la notte del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa salvò con alcuni amici 47 persone, mentre ne morirono 368. A partire dal 13 maggio, in Municipio saranno esposti disegni delle scuole che lavorano sulla storia di Fiorino, la professoressa Sala ne ha mostrato un assaggio con la scritta “per non dimenticare”. Il 21 aprile il Teatro Civico di Rho ospiterà lo spettacolo “Sotto lo stesso cielo”, un musical realizzato con il liceo scientifico musicale coreutico “Marconi” di Pesaro in collaborazione con il Comitato 3 ottobre.
“Vi auguro di trascorrere una mattinata importante con la nomina dei vostri Giusti
– il messaggio di Vito Fiorino agli studenti – E’ quello che ho provato io quando nel 2023 mi è stata donata una targa. Da quel giorno si è creata una sinergia che ci ha visto raggiungere traguardi e pensare nuovi progetti, tutto ciò grazie al Sindaco Andrea Orlandi e a tutta l’Amministrazione. Ringrazio voi stupendi ragazzi che sto incontrando per parlare del libro che racconta la tragedia del 3 ottobre 2013. Grazie per come mi accogliete!”.

Prima di svelare le targhe insieme con i ragazzi, il Sindaco Andrea Orlandi ha ricordato come ai Giochi Olimpici Invernali tutti abbiano dato il massimo per battere gli avversari ma poi tutti si facessero i complimenti reciprocamente e si dessero conforto in caso di sconfitta. Lo stesso avveniva nella famiglia olimpica, con tutti i Paesi mescolati. I tre valori principali delle Olimpiadi sono la condivisione, la pace e la fratellanza. Orlandi ha ricordato come non solo si siano collezionate medaglie ma si siano evocati valori che hanno a che fare con le storie di questi Giusti e di altri sportivi che hanno realizzato qualcosa di straordinario. Sono persone che hanno risposto a qualcosa, l’importare è avere la domanda sempre accesa: “Cosa posso fare io?”, di fronte alle guerre, a quel che succede nel mondo. Nessuno ha il potere di far cessare i conflitti ma ciascuno può interpretare il suo ruolo.

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Last edit: 06/03/2026 17:00:15

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