Descrizione
Molti cittadini hanno partecipato giovedì 29 gennaio al convegno “Una casa per chi studia. Una città per crescere”, organizzato dal Consiglio comunale di Rho in Sala Consigliare per approfondire le tematiche legate allo studentato diffuso, ovvero la possibilità di diventare città universitaria accogliendo i tanti giovani che andranno a studiare in MIND alla nuova sede della Università Statale di Milano per le facoltà scientifiche o, in ogni caso, nei tanti atenei milanesi.
Il presidente Calogero Mancarella ha introdotto il convegno, ricordando che l’evento è stato frutto di un anno di incontri e collaborazioni, cui hanno contribuito in particolare Paolo Bindi, Christian Colombo, Monica Varasi, Vito Michele Galliani, Andrea Recalcati, Dario Re, Edoardo Conti e Yasmine Bale. “In quest’aula consigliare – ha precisato – si effettuano le scelte politiche volte a progresso e innovazione, ma soprattutto si presta attenzione alla popolazione e alle sue esigenze”.
Paolo Bindi ha fornito alcuni dati per chiarire il contesto: a Milano si contano 237mila studenti totali, fuori sede mediamente sono il 45 %, ovvero 106 mila, un trend in crescita dopo il 2020. A Rho si contano circa mille studenti universitari. La scommessa è di portare a vivere in città 1.200 giovani, 300 con lo studentato concentrato, 900 con lo studentato diffuso, utilizzando 200 abitazioni messe a disposizioni di studenti, dottorandi, ricercatori e anche docenti.
In città si contano 27mila alloggi. Ben 4.753 sono affittati, compresi gli 826 di proprietà pubblica. Ci sono 369 camere di albergo, 15 B&B, 151 posti in case vacanza, 178 in residence, 15 in foresterie. Un totale di 1.570 posti letto. “La mobilità è il punto di forza di Rho – ha spiegato Bindi – Da Stellanda a Mind servono in bus 80 minuti, mentre in bici se ne impiegano 30. Le sedi sono a portata di bicicletta, ma per esempio a Bovisa ci sono pochi stalli protetti”.
Christian Colombo ha mostrato una video intervista a 5 studenti fuori sede, interrogati sui loro bisogni principali: chiedono mezzi pubblici efficienti, aule di studio, una mensa in cui incontrare altri studenti, punti convenzionati per ristorazione e sport, un medico di base, informazioni per trovare alloggi.
Massimo Paschino, di Century 21, ha portato la voce degli operatori immobiliari: “Affittare agli studenti è considerato complicato, pensando a turn over continuo, a feste e serate in cui magari creano disturbo. Ma oggi lo studente sta poco in casa, vive le città e i luoghi di convivenza e ci sono formule di contratto innovative con canoni sostenibili e costanti, da 12 a 36 mesi. Ci sarà un incremento di richieste, pertanto serviranno agenzie pronte ad accompagnare la scelta di ogni studente. Sistemare le case e renderle fruibili darà agevolazioni ai proprietari perché l’immobile acquisterà valore e più giovani rendono viva la città”.
Monica Varasi ha moderato la sezione dedicata agli strumenti a disposizione. Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano ha evidenziato come oggi i giovani studino in modo diverso dal passato: in gruppo, fra workshop e call, cosa che non richiede più solo sale silenziose ma spazi adeguati: “Anche Rho deve attrezzarsi per l’offerta di sale studio diffuse con prese elettriche per i pc, per parlare e ripetere assieme”. ll contributo dell'architetto rhodense Lorenzo Margiotta si è focalizzato sulle metrature necessarie all’idoneità degli alloggi e sulla fruizione degli spazi attrezzando le stanze con collegamenti alla rete, la presenza di un tavolo da lavoro e una zona living per rendere la permanenza più consona alle esigenze di studio.
Giuseppe Cangialosi, Sistema abitare sociale rhodense di Sercop, ha dichiarato che “oggi le città non sono più attente ai giovani e mancano spazi di socializzazione”: “Gli universitari, visti come risorsa, restano una fascia vulnerabile, non è detto che per molti di loro né per le loro famiglie gli alloggi siano sostenibili economicamente. Non è facile trovare alloggi magari per pochi mesi, i ragazzi vivono condizioni di precariato. Chi frequenta la Bicocca, stando a un suo studio, vive nel 70 per cento dei casi a Milano. Solo il 15 per cento ha bisogno di una casa. Tanti arrivano da luoghi anche lontani in treno, da pendolari. Oggi l’unico strumento contrattuale in campo è il canone concordato, contenitore per diverse tipologie. Serve un patto di responsabilità tra Comuni, proprietari e inquilini per orientare i contratti a prezzi calmierati e sostenibili. Il Sistema abitare diffuso è una delle soluzioni più praticabili ma servono strutture già presenti, altrimenti appare insostenibile. E si deve considerare l’Isee della famiglia. Occuparci degli universitari significa occuparci dei giovani: possiamo costruire comunità mentre la città sta invecchiando, i nostri servizi possono dare una mano”.
Vittorio Dell’Acqua, dirigente dell’area economica del Comune di Rho, ha spiegato come dal 2022 a 2024 il canone concordato risulti in crescita: “Rho rappresenta uno specifico ambito territoriale con le sue dinamiche, alcune per nulla governabili da parte del Comune, perché di competenza di enti sovraccomunali o del settore privato. Lo studentato diffuso è una opportunità, un tema importante tra tanti in un contesto di risorse scarse che impone scelte in merito alla allocazione delle risorse. Di sicuro rappresenta un elemento di sviluppo economico perché aumenta l’attrattività della città e può influenzare anche la dinamica demografica. Ci sono 900 giovani che non abbiamo generato come comunità ma arrivano qui sul territorio. Questo ha a che fare con servizi ricreativi, sport e cultura. Le agevolazioni che il Comune accorda devono garantire qualità del servizio e contrastare le tendenze di mercato che possono essere puramente speculative. Possiamo avere una funzione calmieratrice dei prezzi, altrimenti all’aumento della domanda l’offerta reagisce aumentando i prezzi. Gli studenti sono un capitale su cui costruire il futuro. Occorre costruire insieme agli operatori un luogo fisico o virtuale in cui i proprietari e le richieste si incontrino”.
Stefano Chiappelli, segretario nazionale SUNIA, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, ha aggiunto: “Abbiamo firmato tutti gli accordi locali, per dare risposte a parte del disagio abitativo. Gli studenti fuori sede aumentano, la risposta pubblica è pari al 4,8 per cento e il Paese spende per le politiche abitative lo 0,1 per cento del Pil. Attendiamo il Piano casa del governo Meloni che promette 100mila alloggi: va bene, ma se si recuperano con il trasferimento di alloggi pubblici a fondi immobiliari, si costruisce per chi ha soldi diminuendo il patrimonio pubblico esistente. I Comuni sono lasciati soli e ANCI ha sollevato il problema. Da 4 anni non viene finanziato il fondo di sostegno all’affitto, servono nuove politiche e il tema casa va affrontato”.
Il consigliere Christian Colombo ha auspicato: “Il nuovo accordo sul Trasporto pubblico locale porti soluzioni a un servizio che oggi fa fatica e potrebbe migliorare. Si può pensare al trasporto pubblico a chiamata come a Como, a servizi convenzionati con il commercio locale “student friendly”, a punti di ritiro e consegna di pacchi, a una bacheca digitale per offerte di affitto e lavoro. Quanto alla socialità, i giovani hanno paura di sentirsi soli, chiedono, co-housing , progetti di volontariato informale, luoghi di benvenuto, occasioni di sport, spazi di studio, sale accoglienti fino a tardi, protocolli con le università, accordi con le farmacie comunali, una guida multilingue. Possiamo pensare a una bacheca WELcomeRHO, monitorando le convenzioni”.
“Tutte le strade portano a Rho, abbiamo tante infrastrutture – ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio comunale, Andrea Recalcati - Mind è una occasione importantissima, tutto quello che potrà rappresentare è prezioso per gli studenti, non dobbiamo farci fagocitare da Milano ma cercare di essere più attrattivi possibile. La città cambia pelle, puntiamo a una comunità giovane e dinamica anche per i ricercatori, in integrazione con i ragazzi rhodensi. Abbiamo la nostra identità e vogliamo portarla avanti”.
A chiudere i lavori il Sindaco Andrea Orlandi che ha ringraziato i consiglieri comunali impegnati nel progetto: “Quando si parla di scelta strategica, non si tratta di uno studentato e basta, ma di cosa voglia essere Rho, se sia pronta o meno a essere una città universitaria, a cosa ci manca per esserlo, a come preservare una storia lunga nel tempo. Ora la maggior parte della popolazione è rappresentata dalla fascia 55 - 65 anni. Rischiamo di perdere 10mila abitanti in pochi anni, di perdere la linfa vitale, ma siamo al centro di grandi sviluppi internazionali che attraggono investimenti, grazie al polo fieristico e a MIND. Sfruttiamo il nostro plus, il non essere Milano, con la percezione di anonimato che ne consegue. Il pensiero sullo studentato diffuso si inserisce in quest’ottica. Possiamo rigenerare spazi magari oggi non utilizzati, creare modelli collaborativi, fare rete. Come Comune possiamo compiere sforzi ma non possiamo determinare i prezzi di locazione. Affrontiamo l’arrivo di migliaia di studenti con ascolto, condivisione di una visione comune, responsabilità”.
Calogero Mancarella, a lavori terminati, così commenta: "Piena soddisfazione per la buona riuscita dell'iniziativa e per la partecipazione dei cittadini. Ringrazio i relatori per la loro presenza ma soprattutto per la loro disponibilità agli incontri propedeutici al Convegno. Senza l'apporto e supporto dei Consiglieri e dei relatori la buona riuscita dell'iniziativa non sarebbe stata possibile. Il convegno ha rappresentato l'inizio di un percorso verso Rho città universitaria consapevoli che il tema casa è un tema complesso e riguarda bisogni ed esigenze diversi".
Il presidente Calogero Mancarella ha introdotto il convegno, ricordando che l’evento è stato frutto di un anno di incontri e collaborazioni, cui hanno contribuito in particolare Paolo Bindi, Christian Colombo, Monica Varasi, Vito Michele Galliani, Andrea Recalcati, Dario Re, Edoardo Conti e Yasmine Bale. “In quest’aula consigliare – ha precisato – si effettuano le scelte politiche volte a progresso e innovazione, ma soprattutto si presta attenzione alla popolazione e alle sue esigenze”.
Paolo Bindi ha fornito alcuni dati per chiarire il contesto: a Milano si contano 237mila studenti totali, fuori sede mediamente sono il 45 %, ovvero 106 mila, un trend in crescita dopo il 2020. A Rho si contano circa mille studenti universitari. La scommessa è di portare a vivere in città 1.200 giovani, 300 con lo studentato concentrato, 900 con lo studentato diffuso, utilizzando 200 abitazioni messe a disposizioni di studenti, dottorandi, ricercatori e anche docenti.
In città si contano 27mila alloggi. Ben 4.753 sono affittati, compresi gli 826 di proprietà pubblica. Ci sono 369 camere di albergo, 15 B&B, 151 posti in case vacanza, 178 in residence, 15 in foresterie. Un totale di 1.570 posti letto. “La mobilità è il punto di forza di Rho – ha spiegato Bindi – Da Stellanda a Mind servono in bus 80 minuti, mentre in bici se ne impiegano 30. Le sedi sono a portata di bicicletta, ma per esempio a Bovisa ci sono pochi stalli protetti”.
Christian Colombo ha mostrato una video intervista a 5 studenti fuori sede, interrogati sui loro bisogni principali: chiedono mezzi pubblici efficienti, aule di studio, una mensa in cui incontrare altri studenti, punti convenzionati per ristorazione e sport, un medico di base, informazioni per trovare alloggi.
Massimo Paschino, di Century 21, ha portato la voce degli operatori immobiliari: “Affittare agli studenti è considerato complicato, pensando a turn over continuo, a feste e serate in cui magari creano disturbo. Ma oggi lo studente sta poco in casa, vive le città e i luoghi di convivenza e ci sono formule di contratto innovative con canoni sostenibili e costanti, da 12 a 36 mesi. Ci sarà un incremento di richieste, pertanto serviranno agenzie pronte ad accompagnare la scelta di ogni studente. Sistemare le case e renderle fruibili darà agevolazioni ai proprietari perché l’immobile acquisterà valore e più giovani rendono viva la città”.
Monica Varasi ha moderato la sezione dedicata agli strumenti a disposizione. Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano ha evidenziato come oggi i giovani studino in modo diverso dal passato: in gruppo, fra workshop e call, cosa che non richiede più solo sale silenziose ma spazi adeguati: “Anche Rho deve attrezzarsi per l’offerta di sale studio diffuse con prese elettriche per i pc, per parlare e ripetere assieme”. ll contributo dell'architetto rhodense Lorenzo Margiotta si è focalizzato sulle metrature necessarie all’idoneità degli alloggi e sulla fruizione degli spazi attrezzando le stanze con collegamenti alla rete, la presenza di un tavolo da lavoro e una zona living per rendere la permanenza più consona alle esigenze di studio.
Giuseppe Cangialosi, Sistema abitare sociale rhodense di Sercop, ha dichiarato che “oggi le città non sono più attente ai giovani e mancano spazi di socializzazione”: “Gli universitari, visti come risorsa, restano una fascia vulnerabile, non è detto che per molti di loro né per le loro famiglie gli alloggi siano sostenibili economicamente. Non è facile trovare alloggi magari per pochi mesi, i ragazzi vivono condizioni di precariato. Chi frequenta la Bicocca, stando a un suo studio, vive nel 70 per cento dei casi a Milano. Solo il 15 per cento ha bisogno di una casa. Tanti arrivano da luoghi anche lontani in treno, da pendolari. Oggi l’unico strumento contrattuale in campo è il canone concordato, contenitore per diverse tipologie. Serve un patto di responsabilità tra Comuni, proprietari e inquilini per orientare i contratti a prezzi calmierati e sostenibili. Il Sistema abitare diffuso è una delle soluzioni più praticabili ma servono strutture già presenti, altrimenti appare insostenibile. E si deve considerare l’Isee della famiglia. Occuparci degli universitari significa occuparci dei giovani: possiamo costruire comunità mentre la città sta invecchiando, i nostri servizi possono dare una mano”.
Vittorio Dell’Acqua, dirigente dell’area economica del Comune di Rho, ha spiegato come dal 2022 a 2024 il canone concordato risulti in crescita: “Rho rappresenta uno specifico ambito territoriale con le sue dinamiche, alcune per nulla governabili da parte del Comune, perché di competenza di enti sovraccomunali o del settore privato. Lo studentato diffuso è una opportunità, un tema importante tra tanti in un contesto di risorse scarse che impone scelte in merito alla allocazione delle risorse. Di sicuro rappresenta un elemento di sviluppo economico perché aumenta l’attrattività della città e può influenzare anche la dinamica demografica. Ci sono 900 giovani che non abbiamo generato come comunità ma arrivano qui sul territorio. Questo ha a che fare con servizi ricreativi, sport e cultura. Le agevolazioni che il Comune accorda devono garantire qualità del servizio e contrastare le tendenze di mercato che possono essere puramente speculative. Possiamo avere una funzione calmieratrice dei prezzi, altrimenti all’aumento della domanda l’offerta reagisce aumentando i prezzi. Gli studenti sono un capitale su cui costruire il futuro. Occorre costruire insieme agli operatori un luogo fisico o virtuale in cui i proprietari e le richieste si incontrino”.
Stefano Chiappelli, segretario nazionale SUNIA, Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, ha aggiunto: “Abbiamo firmato tutti gli accordi locali, per dare risposte a parte del disagio abitativo. Gli studenti fuori sede aumentano, la risposta pubblica è pari al 4,8 per cento e il Paese spende per le politiche abitative lo 0,1 per cento del Pil. Attendiamo il Piano casa del governo Meloni che promette 100mila alloggi: va bene, ma se si recuperano con il trasferimento di alloggi pubblici a fondi immobiliari, si costruisce per chi ha soldi diminuendo il patrimonio pubblico esistente. I Comuni sono lasciati soli e ANCI ha sollevato il problema. Da 4 anni non viene finanziato il fondo di sostegno all’affitto, servono nuove politiche e il tema casa va affrontato”.
Il consigliere Christian Colombo ha auspicato: “Il nuovo accordo sul Trasporto pubblico locale porti soluzioni a un servizio che oggi fa fatica e potrebbe migliorare. Si può pensare al trasporto pubblico a chiamata come a Como, a servizi convenzionati con il commercio locale “student friendly”, a punti di ritiro e consegna di pacchi, a una bacheca digitale per offerte di affitto e lavoro. Quanto alla socialità, i giovani hanno paura di sentirsi soli, chiedono, co-housing , progetti di volontariato informale, luoghi di benvenuto, occasioni di sport, spazi di studio, sale accoglienti fino a tardi, protocolli con le università, accordi con le farmacie comunali, una guida multilingue. Possiamo pensare a una bacheca WELcomeRHO, monitorando le convenzioni”.
“Tutte le strade portano a Rho, abbiamo tante infrastrutture – ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio comunale, Andrea Recalcati - Mind è una occasione importantissima, tutto quello che potrà rappresentare è prezioso per gli studenti, non dobbiamo farci fagocitare da Milano ma cercare di essere più attrattivi possibile. La città cambia pelle, puntiamo a una comunità giovane e dinamica anche per i ricercatori, in integrazione con i ragazzi rhodensi. Abbiamo la nostra identità e vogliamo portarla avanti”.
A chiudere i lavori il Sindaco Andrea Orlandi che ha ringraziato i consiglieri comunali impegnati nel progetto: “Quando si parla di scelta strategica, non si tratta di uno studentato e basta, ma di cosa voglia essere Rho, se sia pronta o meno a essere una città universitaria, a cosa ci manca per esserlo, a come preservare una storia lunga nel tempo. Ora la maggior parte della popolazione è rappresentata dalla fascia 55 - 65 anni. Rischiamo di perdere 10mila abitanti in pochi anni, di perdere la linfa vitale, ma siamo al centro di grandi sviluppi internazionali che attraggono investimenti, grazie al polo fieristico e a MIND. Sfruttiamo il nostro plus, il non essere Milano, con la percezione di anonimato che ne consegue. Il pensiero sullo studentato diffuso si inserisce in quest’ottica. Possiamo rigenerare spazi magari oggi non utilizzati, creare modelli collaborativi, fare rete. Come Comune possiamo compiere sforzi ma non possiamo determinare i prezzi di locazione. Affrontiamo l’arrivo di migliaia di studenti con ascolto, condivisione di una visione comune, responsabilità”.
Calogero Mancarella, a lavori terminati, così commenta: "Piena soddisfazione per la buona riuscita dell'iniziativa e per la partecipazione dei cittadini. Ringrazio i relatori per la loro presenza ma soprattutto per la loro disponibilità agli incontri propedeutici al Convegno. Senza l'apporto e supporto dei Consiglieri e dei relatori la buona riuscita dell'iniziativa non sarebbe stata possibile. Il convegno ha rappresentato l'inizio di un percorso verso Rho città universitaria consapevoli che il tema casa è un tema complesso e riguarda bisogni ed esigenze diversi".
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Last edit: 04/02/2026 10:25:59