Descrizione
Rho, 26 marzo 2026
Studenti delle scuole cittadine hanno realizzato insieme ai rispettivi docenti ricerche e lavori che ora sono esposti nella Sala Colonne di Villa Burba: la mostra “La legalità negli occhi dei ragazzi e delle ragazze” si potrà ammirare venerdì 27 e martedì 31 marzo dalle 9.30 alle 12.30; lunedì 30 marzo dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00; sabato 28 e domenica 29 marzo dalle ore 15.00 alle 17.00.
Al taglio del nastro, mercoledì 25 marzo, il giorno dopo la Marcia per la legalità che ha portato per le strade di Rho circa 700 studenti, è intervenuta Clelia La Palomenta, presidente della Commissione consigliare Legalità e Antimafia, che ha promosso l’evento: “Grazie per avere lavorato su queste tematiche così dolenti, che coinvolgono anche la nostra Lombardia. Siamo arrivati al quinto anno e abbiamo visto crescere la coscienza critica dei nostri studenti di Rho dai preadolescenti alle scuole superiori. I lavori sono sempre più accurati. E spaziano su diverse storie, toccando varie sfaccettature della criminalità organizzata, non solo Cosa Nostra. Quest’anno abbiamo un approfondimento sui giornalisti vittime di mafia e uno su Paolo Borsellino e la sua scorta, grazie al legame profondo con il fratello Salvatore, spesso ospite nella nostra città. Verità e giustizia non ci sono ancora per le vittime di via D’Amelio e della strage di Capaci e per tante vittime di mafia. Siamo stufi di sentire il puzzo del compromesso morale, dell’omertà, dell’indifferenza, vogliamo solo sentire il profumo della libertà”.
L’assessore alla Legalità Nicola Violante ha ricordato il numero nutrito di ragazzi che hanno portato nelle strade i loro pensieri martedì mattina e le performance al Parco della Legalità: “La mostra è un secondo momento nel percorso del Tempo della Legalità che proseguirà a maggio con il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte. Invitate amici e famiglie a vedere i vostri lavori, perché il vostro impegno non risuoni solo nelle vostre scuole. Vi ringrazio per la vostra attenzione e dedizione e i docenti che vi hanno preparato al meglio”.
Un breve saluto da parte dell’assessore alla Scuola Paolo Bianchi, quindi il taglio del nastro con il Sindaco Andrea Orlandi che ha scelto di lasciare la parola ai protagonisti, i ragazzi: “Siete voi che dovete insegnare a noi adulti cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche in termini di legalità”.
Martina, del liceo Majorana, ha letto con passione la storia di Graziella Campagna, vittima a 17 anni, solo per avere trovato un nome su un foglietto dimenticato in una giacca lasciata nella lavanderia in cui lavorava. Quindi ha illustrato l’installazione realizzata con i compagni: un tavolo su cui un filo rosso rappresenta i legami tra le persone, una macchina da scrivere contiene una lettera interrotta, come interrotte sono le vite di chi è stato ucciso, mentre aironi origami rappresentano le anime di chi è morto innocente.
La scuola secondaria di primo grado “Tommaso Grossi” ha realizzato tante agende rosse su diverse stragi, dopo avere incontrato Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo. E compiuto un accurato lavoro sulla indifferenza. I ragazzi hanno scritto racconti da regalare al Sindaco. Uno di essi è inquietante: un gruppetto di studenti ha inscenato un atto di bullismo nel cuore di Rho, grande la delusione perché nessuno degli adulti presenti è intervenuto mentre un ragazzo colpiva e denigrava un altro.
La scuola “Bonecchi” ha realizzato alberi della memoria pensando alle donne vittime di mafia. La prima nel 1896 fu Emanuela Sansone: i mafiosi credevano che la madre Giuseppa avesse denunciato un conio di monete false da loro gestito. Da allora la mafia ha continuato a uccidere donne e bambini. La più recente è Antonella Lopardo, vittima innocente di un agguato mafioso il 2 maggio 2023 2023 sulla porta di casa. E poi Renata Fonte, uccisa a 33 anni, nel Salento. E Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta.
L’Istituto Cannizzaro propone un approfondimento sui giornalisti perseguitati dalla mafia, mentre l’Istituto Olivetti ha creato un video dedicato ad Antonio Musolino.
L’Istituto Clerici si è ispirato alla Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters per rappresentare alcune vittime, che ora “Dormono sulla collina”, come cantava Fabrizio de Andrè.
Infine, la scuola secondaria di primo grado “San Carlo” si è soffermata sul sacrificio di Emanuela Loi, agente di scorta di Borsellino. Tante le parole a lei dedicate: coraggio, protezione, sicurezza, libertà di scelta.
Il Sindaco Andrea Orlandi ha così concluso: “Come ripeto spesso, a Rho la mafia c’è ma Rho c’è contro la mafia, anche grazie a voi. Ciascuno ha la sua responsabilità. I vostri lavori sono belli per la cura investita e i messaggi che avete voluto lanciare alla città. Leggerò con attenzione i vostri racconti. Ora avete anche voi in mano il testimone da passare ad altri nella lotta contro ogni mafia”.
Studenti delle scuole cittadine hanno realizzato insieme ai rispettivi docenti ricerche e lavori che ora sono esposti nella Sala Colonne di Villa Burba: la mostra “La legalità negli occhi dei ragazzi e delle ragazze” si potrà ammirare venerdì 27 e martedì 31 marzo dalle 9.30 alle 12.30; lunedì 30 marzo dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.00; sabato 28 e domenica 29 marzo dalle ore 15.00 alle 17.00.
Al taglio del nastro, mercoledì 25 marzo, il giorno dopo la Marcia per la legalità che ha portato per le strade di Rho circa 700 studenti, è intervenuta Clelia La Palomenta, presidente della Commissione consigliare Legalità e Antimafia, che ha promosso l’evento: “Grazie per avere lavorato su queste tematiche così dolenti, che coinvolgono anche la nostra Lombardia. Siamo arrivati al quinto anno e abbiamo visto crescere la coscienza critica dei nostri studenti di Rho dai preadolescenti alle scuole superiori. I lavori sono sempre più accurati. E spaziano su diverse storie, toccando varie sfaccettature della criminalità organizzata, non solo Cosa Nostra. Quest’anno abbiamo un approfondimento sui giornalisti vittime di mafia e uno su Paolo Borsellino e la sua scorta, grazie al legame profondo con il fratello Salvatore, spesso ospite nella nostra città. Verità e giustizia non ci sono ancora per le vittime di via D’Amelio e della strage di Capaci e per tante vittime di mafia. Siamo stufi di sentire il puzzo del compromesso morale, dell’omertà, dell’indifferenza, vogliamo solo sentire il profumo della libertà”.
L’assessore alla Legalità Nicola Violante ha ricordato il numero nutrito di ragazzi che hanno portato nelle strade i loro pensieri martedì mattina e le performance al Parco della Legalità: “La mostra è un secondo momento nel percorso del Tempo della Legalità che proseguirà a maggio con il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte. Invitate amici e famiglie a vedere i vostri lavori, perché il vostro impegno non risuoni solo nelle vostre scuole. Vi ringrazio per la vostra attenzione e dedizione e i docenti che vi hanno preparato al meglio”.
Un breve saluto da parte dell’assessore alla Scuola Paolo Bianchi, quindi il taglio del nastro con il Sindaco Andrea Orlandi che ha scelto di lasciare la parola ai protagonisti, i ragazzi: “Siete voi che dovete insegnare a noi adulti cosa è giusto e cosa è sbagliato, anche in termini di legalità”.
Martina, del liceo Majorana, ha letto con passione la storia di Graziella Campagna, vittima a 17 anni, solo per avere trovato un nome su un foglietto dimenticato in una giacca lasciata nella lavanderia in cui lavorava. Quindi ha illustrato l’installazione realizzata con i compagni: un tavolo su cui un filo rosso rappresenta i legami tra le persone, una macchina da scrivere contiene una lettera interrotta, come interrotte sono le vite di chi è stato ucciso, mentre aironi origami rappresentano le anime di chi è morto innocente.
La scuola secondaria di primo grado “Tommaso Grossi” ha realizzato tante agende rosse su diverse stragi, dopo avere incontrato Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo. E compiuto un accurato lavoro sulla indifferenza. I ragazzi hanno scritto racconti da regalare al Sindaco. Uno di essi è inquietante: un gruppetto di studenti ha inscenato un atto di bullismo nel cuore di Rho, grande la delusione perché nessuno degli adulti presenti è intervenuto mentre un ragazzo colpiva e denigrava un altro.
La scuola “Bonecchi” ha realizzato alberi della memoria pensando alle donne vittime di mafia. La prima nel 1896 fu Emanuela Sansone: i mafiosi credevano che la madre Giuseppa avesse denunciato un conio di monete false da loro gestito. Da allora la mafia ha continuato a uccidere donne e bambini. La più recente è Antonella Lopardo, vittima innocente di un agguato mafioso il 2 maggio 2023 2023 sulla porta di casa. E poi Renata Fonte, uccisa a 33 anni, nel Salento. E Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta.
L’Istituto Cannizzaro propone un approfondimento sui giornalisti perseguitati dalla mafia, mentre l’Istituto Olivetti ha creato un video dedicato ad Antonio Musolino.
L’Istituto Clerici si è ispirato alla Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters per rappresentare alcune vittime, che ora “Dormono sulla collina”, come cantava Fabrizio de Andrè.
Infine, la scuola secondaria di primo grado “San Carlo” si è soffermata sul sacrificio di Emanuela Loi, agente di scorta di Borsellino. Tante le parole a lei dedicate: coraggio, protezione, sicurezza, libertà di scelta.
Il Sindaco Andrea Orlandi ha così concluso: “Come ripeto spesso, a Rho la mafia c’è ma Rho c’è contro la mafia, anche grazie a voi. Ciascuno ha la sua responsabilità. I vostri lavori sono belli per la cura investita e i messaggi che avete voluto lanciare alla città. Leggerò con attenzione i vostri racconti. Ora avete anche voi in mano il testimone da passare ad altri nella lotta contro ogni mafia”.
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Last edit: 27/03/2026 09:09:20