Description
Cin&città – Auditorium comunale P. Reina – via Filippo Meda 20 – Rho
Martedì 14 luglio 17:00 ▪︎ 21:00 ▪︎ 15 luglio 21:00
un film di İlker Çatak
La vita di Derya e Aziz, una celebre coppia di artisti turchi, viene sconvolta all’indomani della prima del loro nuovo spettacolo. Improvvisamente finiti nel mirino dello Stato, Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento. Costretti a trasferirsi a Istanbul, senza lavoro, i due devono ridefinire il loro stile di vita e confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.
«Tutto è iniziato da una storia d’amore. Ho sempre desiderato realizzare un film sul matrimonio perché può essere un’esperienza piena d’amore e tenerezza. D’altro canto, può anche essere molto difficile, e le persone possono essere crudeli l’una con l’altra. Per me, come narratore, questa è una dinamica in cui mi riconosco, anche da persona sposata. Scrivere questa sceneggiatura con mia moglie, Ayda Meryem Çatak, è stato ancora più divertente perché traevamo ispirazione dalla vita reale. E la collaborazione con Enis Köstepen, che vive in Turchia, ed è molto attento alla politica e si tiene aggiornato sugli eventi lì, è stata un altro elemento prezioso, perché ci ha fornito materiale e le persone con cui confrontarci. Volevamo rappresentare la repressione di un matrimonio attraverso la violenza politica. Il nostro approccio consisteva nel mostrare quanto i nostri leader siano abili nel dividerci per poter regnare su di noi. È stato un processo di affinamento tale che metà del pubblico si schierasse dalla parte del personaggio maschile e l’altra metà da quella femminile.» (Ilker Çatak)
«Yellow Letters sembra una di quelle storie che gli anglosassoni definiscono cautionary tales, racconti che ci mettono in guardia da un pericolo. È il meccanismo di Cappuccetto Rosso: ti racconto la storia cruenta di una bambina mangiata dal lupo, così tu non andrai nel bosco da sola – o da solo. Dicendoci a chiare lettere che Amburgo interpreta Istanbul Çatak vuole probabilmente dirci che Amburgo rischia in ogni momento di diventare Istanbul. In altre parole, che il nostro Occidente civilizzato non è al riparo dal rischio dell’intolleranza e, tanto per usare una parola italiana che si capisce in tutto il mondo, dal fascismo. Aziz e Derya, l’attrice sua moglie, vengono perseguitati dal regime di Erdogan; ma qualcosa di simile potrebbe capitare ad artisti e intellettuali anche nei nostri paesi dove la giustizia e la democrazia sembrano garantite in eterno. Il monito di Yellow Letters è che l’eternità non esiste e non bisogna mai abbassare la guardia.» (Alberto Crespi)
«Tutto è iniziato da una storia d’amore. Ho sempre desiderato realizzare un film sul matrimonio perché può essere un’esperienza piena d’amore e tenerezza. D’altro canto, può anche essere molto difficile, e le persone possono essere crudeli l’una con l’altra. Per me, come narratore, questa è una dinamica in cui mi riconosco, anche da persona sposata. Scrivere questa sceneggiatura con mia moglie, Ayda Meryem Çatak, è stato ancora più divertente perché traevamo ispirazione dalla vita reale. E la collaborazione con Enis Köstepen, che vive in Turchia, ed è molto attento alla politica e si tiene aggiornato sugli eventi lì, è stata un altro elemento prezioso, perché ci ha fornito materiale e le persone con cui confrontarci. Volevamo rappresentare la repressione di un matrimonio attraverso la violenza politica. Il nostro approccio consisteva nel mostrare quanto i nostri leader siano abili nel dividerci per poter regnare su di noi. È stato un processo di affinamento tale che metà del pubblico si schierasse dalla parte del personaggio maschile e l’altra metà da quella femminile.» (Ilker Çatak)
«Yellow Letters sembra una di quelle storie che gli anglosassoni definiscono cautionary tales, racconti che ci mettono in guardia da un pericolo. È il meccanismo di Cappuccetto Rosso: ti racconto la storia cruenta di una bambina mangiata dal lupo, così tu non andrai nel bosco da sola – o da solo. Dicendoci a chiare lettere che Amburgo interpreta Istanbul Çatak vuole probabilmente dirci che Amburgo rischia in ogni momento di diventare Istanbul. In altre parole, che il nostro Occidente civilizzato non è al riparo dal rischio dell’intolleranza e, tanto per usare una parola italiana che si capisce in tutto il mondo, dal fascismo. Aziz e Derya, l’attrice sua moglie, vengono perseguitati dal regime di Erdogan; ma qualcosa di simile potrebbe capitare ad artisti e intellettuali anche nei nostri paesi dove la giustizia e la democrazia sembrano garantite in eterno. Il monito di Yellow Letters è che l’eternità non esiste e non bisogna mai abbassare la guardia.» (Alberto Crespi)
Video
Indirizzo
Viale Filippo Meda, 20, 20017 Rho MI, Italia
Mappa
Indirizzo: Viale Filippo Meda, 20, 20017 Rho MI, Italia
Coordinate: 45°31'35,4''N 9°2'29,5''E
Indicazioni stradali (Opens in new tab)
Costo
A pagamento
BIGLIETTI
intero € 6,00
ridotto (under 26 – over 65) € 4,00
tessera Cin&città 10 film (turno fisso) – 25€
i biglietti si acquistano direttamente in cassa
nei giorni e orari delle proiezioni
non arrivare tardi però!
intero € 6,00
ridotto (under 26 – over 65) € 4,00
tessera Cin&città 10 film (turno fisso) – 25€
i biglietti si acquistano direttamente in cassa
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non arrivare tardi però!
Organizzato da
Comune di Rho - Barz And Hippo
Contatti
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|---|---|
| rho@barzandhippo.com | |
| Website | http://www.cinemarho.it (Opens in new tab) |
| Phone | 02 95 33 97 74 |
| Mobile | 348 26 66 090 |
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Last edit: 03/06/2026 11:00:55