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Cordoglio del Comune per la scomparsa dello storico locale Piero Airaghi

Il Sindaco Orlandi: “Restano le sue vivaci testimonianze, la sua passione per Rho e il suo Archivio delle memorie”
Data:

10 junio 2026

Tempo di lettura:

4 min

Tipologia

Comunicati stampa

Descrizione

Piero Airaghi
E’ mancato questa mattina Piero Airaghi, diventato per tutti lo “storico locale” grazie alla sua passione per il passato della città, fin dalle sue origini. Nato a Rho il 15 gennaio 1930, oggi 96enne, è stato l’anima dell’Archivio delle memorie e tradizioni rhodensi ora presente a Villa Burba. Instancabile, ha continuato fino all’ultimo le sue ricerche. Il Comune lo ha insignito nel 2011 della onorificenza civica.
Il Sindaco Andrea Orlandi e l’intera Amministrazione comunale esprimono il loro cordoglio alla moglie Luigia Valneri e all’intera famiglia, ricordando con affetto e stima la sua curiosità e il profondo amore per una città di cui ha sviscerato tanti segreti.

Piero Airaghi
è stato un grande autodidatta, capace di assorbire ogni lettura, ogni occasione di approfondimento culturale. Ha iniziato a lavorare giovanissimo e ha contribuito allo sviluppo del polo chimico tra Rho e Pero, alla cui storia era particolarmente affezionato, ricordando con dovizia di particolari i passaggi da Condor a Shell, ad Agip, fino alla completa dismissione nel 1992. Memorabili le sue battaglie per salvare almeno una delle ciminiere della raffineria che veniva demolita per lasciare spazio al polo espositivo di Rho Fiera Milano, inaugurata nel 2005.
Con pazienza e passione ha accumulato una notevole mole di materiali in uno studio affiancato alla sua galleria d’arte avviata a Mazzo. In via Togliatti conservava fascicoli, fotocopie, reperti. Tutto il materiale raccolto in decenni di studi e di ricerche sulla storia locale è diventato patrimonio del Comune di Rho quando, nel 2017, Piero e la moglie Luigia Valneri hanno firmato, davanti al Sindaco Pietro Romano, l’atto di donazione della «Raccolta delle Memorie e Tradizioni Rhodensi» da allora conservata a Villa Burba. Si tratta di documenti, pubblicazioni, tesi di laurea e oggettistica inerenti il territorio rhodense, la città e la provincia di Milano e la Lombardia in generale.
L’Archivio rappresenta un patrimonio inestimabile dal punto di vista storico e culturale per la città. L’atto di donazione fu autenticato dal notaio Eleonora Sciarrone davanti all'assessore alla cultura Valentina Giro. Il Comune si è impegnato da allora a custodire questo patrimonio culturale e a costituire un fondo autonomo denominato “Fondo Raccolta di Storia e Memorie Locali Pierino Airaghi”, che è parte del centro di documentazione locale.
Testimone diretto di molti fatti del Novecento, Piero Airaghi ha coltivato lungo tutta la vita la passione per la storia e la pittura. Ha contribuito alla nascita di Uniter, Università delle tre età, con l’amico Ferdinando Meda e con il professor Gianni Rovelli.
Sua la voce narrante nel podcast “I giorni della Resistenza” abbinati a un percorso che attraversa i luoghi della Resistenza in città. Lui, che nel 1945 aveva 15 anni, lavorò a lungo nel 1965, in occasione del ventennale della liberazione, insieme con la professoressa Maria Luisa Melchiori, su richiesta dell’allora Sindaco Carlo Landoni, che gli chiese di raccogliere le testimonianza dei protagonisti della Resistenza, poi raccolti in un libretto. “Ricordo – diceva - la gioia, la gente che si abbracciava in piazza. Era finito un periodo in cui la dottrina fascista ci aveva tolto la libertà. Vogliamo conservare la memoria di quello che è stato, raccontarlo ai giovani con la speranza che davvero sia un momento di gioia anche per loro". I luoghi del podcast realizzato dal Tourist Infopoint sono dodici. Dalla stazione ferroviaria al circolo ferrovieri, dalla Casa del Fascio alla scuola elementare di via De Amicis dove nell’aprile 1945 erano asserragliate camicie nere e camicie brune.
Appassionato della storia della Sicilia, ogni estate diventava guida turistica per raccontarne le bellezze, fermandosi a lungo sull’isola. A Rho ha anche contribuito parecchio alle ricerche sui rhodensi vittime della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, scovando importanti informazioni.
Altro grande tema negli studi di Airaghi è la storia di Leone da Perego, frate francescano e arcivescovo di Milano, morto a Legnano tra il maggio 1257 e il giugno 1259 (data del primo documento emanato in “sede vacante”) dove fu sepolto nella chiesa di Sant’Ambrogio. Le ricerche di Airaghi tracciano il cammino delle spoglie del presule milanese dal tredicesimo secolo alla tomba ritrovata nel cimitero di Rho. Le ricerche hanno portato all’affermazione, oramai definitiva dopo gli esami col carbonio 14 e il confronto del dna prelevato dall’antica salma con quello di un discendente milanese che si è prestato all’indagine storica. Tante le vicissitudini in vita del francescano divenuto arcivescovo e altrettante dopo la morte: seppellito in fretta per via delle lotte tra varie fazioni, quindi riportato a Milano da San Carlo, si fermò misteriosamente a Rho. Il sogno di Piero era di veder riposare le spoglie di Leone da Perego nella chiesa prepositurale di San Vittore Martire. Un sogno ancora non concretizzato.

“Ricordo tanti incontri con Piero Airaghi
– dichiara il Sindaco Andrea Orlandi Sempre impeccabile, dai toni garbati, un vero signore. Una persona curiosa che di ogni luogo cercava di scoprire passato e segreti e si preoccupava di trasmettere ad altri le proprie conoscenze. Ammiro la sua tempra, conservata fino all’ultimo. E gli dico grazie a nome di tutti i rhodensi per l’appassionata cura nella raccolta dei documenti del nostro passato, che conserveremo, come gli abbiamo promesso, con attenzione e rispetto”.


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Ultimo aggiornamento pagina: 10/06/2026 15:12:07

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