Descrizione
Cin&città – Auditorium comunale P. Reina – via Filippo Meda 20 – Rho
Domenica 22 marzo 17:00 ▪︎ 21:00 ▪︎ lunedì 23 marzo 19:00 ▪︎ giovedì 26 marzo 17:00 ▪︎ sabato 28 marzo 17:00 ▪︎
21:00 ▪︎ domenica 29 marzo 21:00
21:00 ▪︎ domenica 29 marzo 21:00
Una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse. In una natura dura e bellissima, attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande.
«Fare i miei film mi appassiona. Nel mio mestiere, nella sua varietà, ogni tanto fa capolino la routine, una specie di deriva professionistica, che non mi disturba più di tanto, ma nemmeno mi esalta. Non è il caso dei miei film, in particolare di quest’ultimo di cui ho già la febbre. È un progetto ambizioso, non tanto da un punto di vista tecnico/logistico, ma per l’obiettivo di raccontare l’importanza del raccontarsi e di riconoscersi simili solo per il fatto di essere esseri umani. Abbiamo immaginato dei personaggi che abitassero sponde diverse e ponti per raggiungersi, quindi viaggi nel loro presente e nelle loro storie. Il Parco Naturale del Pollino sarà lo sfondo di questo percorso, il suo Pino Loricato, l’albero più vecchio d’Europa, il simbolo di resilienza e adattamento. La forma del racconto che immagino, come sempre nei miei film, avrà un forte accento musicale, umoristico, e se posso sentirmi ambizioso, direi poetico. Inutile accennare alla storia in queste righe, mi preme solo dire che l’obiettivo principale è quello di esplorare quelle zone di confine da varcare per ricongiungersi, tra culture diverse, condizioni diverse, e in fondo trattandosi di intrattenimento, trovare l’anello di congiunzione tra il mio gusto e quello di un pubblico.» (Rocco Papaleo)
«Tanti volti, tante anime che il regista ha immaginato con passione e scritturato di conseguenza, che vanno a completare un quadro che proprio nel suo insieme porta con sé e incarna il senso generale de Il bene comune, quella voglia di conoscere, far conoscere, per provare ad annullare le distanze tra i singoli. Perché è solo con la conoscenza che si può arrivare a capire. Ed è con il racconto, con la comunicazione, che si arriva a conoscere per sperare di poter annullare le distanze che ci separano. Un film corale, come è corale la musica quando viene suonata da una band, un’orchestra, un gruppo di musicisti che la interpreta dal vivo. E non è un caso che proprio la musica sia così importante per il film di Rocco Papaleo, non operando da semplice commento alle scene, ma parte integrante della storia e del modo in cui viene raccontata, con una band che accompagna e valorizza il racconto dei protagonisti. C’è musica, ci sono canzoni, ma c’è anche il valore stesso delle interpretazioni che si accordano tra loro muovendosi libere sullo script che Papaleo ha realizzato insieme a Valter Lupo: strumenti guidati da Rocco Papaleo con la voglia di un cinema che sappia essere insieme leggero e profondo, diretto ma mai banale, che metta in scena ponti e collegamenti, con l’ambizioso e forse folle intento di unire. Nel nome del bene comune.» (Antonio Cuomo, movieplayer.it
«Fare i miei film mi appassiona. Nel mio mestiere, nella sua varietà, ogni tanto fa capolino la routine, una specie di deriva professionistica, che non mi disturba più di tanto, ma nemmeno mi esalta. Non è il caso dei miei film, in particolare di quest’ultimo di cui ho già la febbre. È un progetto ambizioso, non tanto da un punto di vista tecnico/logistico, ma per l’obiettivo di raccontare l’importanza del raccontarsi e di riconoscersi simili solo per il fatto di essere esseri umani. Abbiamo immaginato dei personaggi che abitassero sponde diverse e ponti per raggiungersi, quindi viaggi nel loro presente e nelle loro storie. Il Parco Naturale del Pollino sarà lo sfondo di questo percorso, il suo Pino Loricato, l’albero più vecchio d’Europa, il simbolo di resilienza e adattamento. La forma del racconto che immagino, come sempre nei miei film, avrà un forte accento musicale, umoristico, e se posso sentirmi ambizioso, direi poetico. Inutile accennare alla storia in queste righe, mi preme solo dire che l’obiettivo principale è quello di esplorare quelle zone di confine da varcare per ricongiungersi, tra culture diverse, condizioni diverse, e in fondo trattandosi di intrattenimento, trovare l’anello di congiunzione tra il mio gusto e quello di un pubblico.» (Rocco Papaleo)
«Tanti volti, tante anime che il regista ha immaginato con passione e scritturato di conseguenza, che vanno a completare un quadro che proprio nel suo insieme porta con sé e incarna il senso generale de Il bene comune, quella voglia di conoscere, far conoscere, per provare ad annullare le distanze tra i singoli. Perché è solo con la conoscenza che si può arrivare a capire. Ed è con il racconto, con la comunicazione, che si arriva a conoscere per sperare di poter annullare le distanze che ci separano. Un film corale, come è corale la musica quando viene suonata da una band, un’orchestra, un gruppo di musicisti che la interpreta dal vivo. E non è un caso che proprio la musica sia così importante per il film di Rocco Papaleo, non operando da semplice commento alle scene, ma parte integrante della storia e del modo in cui viene raccontata, con una band che accompagna e valorizza il racconto dei protagonisti. C’è musica, ci sono canzoni, ma c’è anche il valore stesso delle interpretazioni che si accordano tra loro muovendosi libere sullo script che Papaleo ha realizzato insieme a Valter Lupo: strumenti guidati da Rocco Papaleo con la voglia di un cinema che sappia essere insieme leggero e profondo, diretto ma mai banale, che metta in scena ponti e collegamenti, con l’ambizioso e forse folle intento di unire. Nel nome del bene comune.» (Antonio Cuomo, movieplayer.it
Video
Indirizzo
Viale Filippo Meda, 22, 20017 Rho MI, Italia
Mappa
Indirizzo: Viale Filippo Meda, 22, 20017 Rho MI, Italia
Coordinate: 45°31'34,8''N 9°2'30,7''E
Indicazioni stradali (Apre il link in una nuova scheda)
Costo
A pagamento
BIGLIETTI
intero € 6,00
ridotto (under 26 – over 65) € 4,00
TESSERA
Anteprima Cin&città 10 film (turno fisso) – 25€
i biglietti si acquistano direttamente in cassa
nei giorni e orari delle proiezioni
non arrivare tardi però!
intero € 6,00
ridotto (under 26 – over 65) € 4,00
TESSERA
Anteprima Cin&città 10 film (turno fisso) – 25€
i biglietti si acquistano direttamente in cassa
nei giorni e orari delle proiezioni
non arrivare tardi però!
Organizzato da
Comune di Rho - Barz And Hippo
Contatti
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| rho@barzandhippo.com | |
| Sito web | http://www.cinemarho.it (Apre il link in una nuova scheda) |
| Telefono | 02 95 33 97 74 |
| Cellulare | 348 26 66 090 |
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Ultimo aggiornamento pagina: 18/03/2026 09:46:23