Cin&città classica. Il cratere

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2 e 3 maggio 2018ore 21.00
Un film di Silvia Luzi, Luca Bellino
con Sharon Caroccia, Rosario Caroccia, Tina Amariutei, Assunta Arcella, Imma Benvenuto
sceneggiatura: Silvia Luzi, Luca Bellino, con la collaborazione di Rosario Caroccia
fotografia, suono e montaggio: Silvia Luzi, Luca Bellino
sound design: Stefano Grosso ● musica originale: Alessandro Paolini
produzione: Tfilm ● distribuzione: La Sarraz
Italia, 2017 ● 93  minuti

v.o. italiano e napoletano con sottotitoli in italiano

Venezia 2017, 53° settimana della critica ● Tokyo IFF, concorso internazionale: Special Jury Prize
Trieste IFF, in concorso ● Avellino, Laceno d’oro ● Göteborg Film Festival, in concorso
Premio Cinema Campania a Silvia Luzi e Luca Bellino
Dossier

Il cratere è terra di vinti, spazio indistinto, rumore costante. Rosario è un ambulante che regala peluche a chi pesca un numero vincente. La guerra che ha dichiarato al futuro e alla sua sorte ha il corpo acerbo e l’indolenza della figlia tredicenne.
Sharon è bella e sa cantare, e in questo focolaio di espedienti e vita infame è lei l’arma per provare a sopravvivere. Ma il successo si fa ossessione e il talento condanna.

«Crater è il nome di una costellazione debole e incerta, invisibile perché estremamente luminosa. Crater sfavilla e non si vede, è percepibile a fatica e per una sola stagione. Di notte, in primavera e solo dal sud del mondo.
Abbiamo visto Rosario calpestare il suo cielo come un soldato il campo di battaglia, e imbracciare Sharon come arma solitaria e finale. Abbiamo scelto di stare con loro, attaccati alle loro vite, alla guerra dichiarata per costrizione e conservazione, nobile nelle intenzioni e beffata nell’effetto. E Rosario e Sharon hanno scelto di stare con noi, giocando la sfida di reinventare la propria vita.
Volevamo rendere l’asfissia, la claustrofobia di un confine sigillato, l’oppressione di una mente che rimbalza su se stessa. Volevamo raccontare la brama di rivalsa che è archetipo senza tempo né luogo. Con Sharon e Rosario la finzione si è amalgamata alla realtà, creando un dispositivo di parole inedite e gesti nuovi. (…)
Il cuore della lavorazione del film risiede nella scelta di coinvolgere direttamente nella fase di scrittura i protagonisti del film, rendendoli al tempo stesso autori dell’intreccio, forze motrici e carne della messa in scena. Sharon e Rosario sono sorgente di una favola sbilenca incline al cruccio e all’attesa, alla speranza che non è né ansia né prospettiva, piuttosto una sospensione fatta di scelte imperfette, di sogni e espiazione.
Sono stelle che sfavillano, ma nessuno le vede.» (Silvia Luzi e Luca Bellino)

 

Auditorium Comunale “Padre Reina”, sala rossa, via Filippo Meda, 20 Rho
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