Descrizione
Antonietta Fetti è la rhodense più longeva con i suoi 106 anni compiuti martedì 27 gennaio 2026. La seconda in graduatoria è la signora Anna Zappa, che il 9 gennaio ha compiuto 105 anni. Altre due signore raggiungeranno i 105 anni entro dicembre. Rho conta una sola persona nata nel 1920 (la signora Fetti); 3 persone nate nel 1921; 2 nate nel 1922; una nata nel 1923; 3 nate nel 1924; 5 nate nel 1925 e ben 18 nate nel 1926, che in questo 2026 spengono cento candeline. Un record importante per una città con circa 51mila abitanti.
A nome del Sindaco Andrea Orlandi e dell’intera città, l’assessore Nicola Violante si è recato in via Giotto a Lucernate a casa della signora Fetti per farle gli auguri. Accanto a lui anche il consigliere comunale Stefano Giussani, che vive nella frazione e ricorda come la zona di via Giotto venisse chiamata “villaggio veneto” per la presenza di tanti immigrati dal Polesine e non solo.
Antonietta Fetti è nata a Terrassa Padovana, in provincia di Padova, il 27 gennaio 1920 e ha poi vissuto a Conselve. La sua famiglia di origine era composta dai genitori e da sette figli. Quando si è fidanzata con Guerrino Disarò e si è sposata con lui, dopo la nascita della figlia Lucia il marito è partito per Rho in cerca di lavoro perché qui una sua sorella viveva con il suo sposo Mario, giunto nel Milanese 15 anni prima. Durante le guerra, Disarò se l’era vista brutta: dopo l’8 settembre 1943, quando era soldato, il comandante non aderì alla Repubblica di Salò e Guerrino come alti finì in un campo di concentramento, da cui riuscì fortunatamente a inviare lettere ai familiari.
“Appena arrivati qui a Rho abbiamo vissuto con i cognati che stavano in alcune stanze di una cascina – racconta la signora Antonietta, lucidissima, con una memoria di ferro e uno spiccato accento veneto – All’inizio siamo stati in affitto in una cascina in zona San Michele, poi ho proposto di acquistare un tochetto di terra per fabbricare una casa tutta nostra: abbiamo realizzato camera, cucina, salotto, poi ci siamo allargati. Mio marito prima faceva il panettiere al forno del fratello, in Veneto, poi è diventato operaio meccanico specializzato. Qui ha trovato lavoro e la famiglia è cresciuta”.
Unitasi in matrimonio dopo la guerra, la coppia ha avuto tre figli: Roberto, classe 1949 e oggi residente a Reggio Emilia; Lucia classe 1951, già venuta a mancare, e Rosanna, classe 1962. Oggi Antonietta ha 5 nipoti e una bisnipote.
A nome del Sindaco Andrea Orlandi e dell’intera città, l’assessore Nicola Violante si è recato in via Giotto a Lucernate a casa della signora Fetti per farle gli auguri. Accanto a lui anche il consigliere comunale Stefano Giussani, che vive nella frazione e ricorda come la zona di via Giotto venisse chiamata “villaggio veneto” per la presenza di tanti immigrati dal Polesine e non solo.
Antonietta Fetti è nata a Terrassa Padovana, in provincia di Padova, il 27 gennaio 1920 e ha poi vissuto a Conselve. La sua famiglia di origine era composta dai genitori e da sette figli. Quando si è fidanzata con Guerrino Disarò e si è sposata con lui, dopo la nascita della figlia Lucia il marito è partito per Rho in cerca di lavoro perché qui una sua sorella viveva con il suo sposo Mario, giunto nel Milanese 15 anni prima. Durante le guerra, Disarò se l’era vista brutta: dopo l’8 settembre 1943, quando era soldato, il comandante non aderì alla Repubblica di Salò e Guerrino come alti finì in un campo di concentramento, da cui riuscì fortunatamente a inviare lettere ai familiari.
“Appena arrivati qui a Rho abbiamo vissuto con i cognati che stavano in alcune stanze di una cascina – racconta la signora Antonietta, lucidissima, con una memoria di ferro e uno spiccato accento veneto – All’inizio siamo stati in affitto in una cascina in zona San Michele, poi ho proposto di acquistare un tochetto di terra per fabbricare una casa tutta nostra: abbiamo realizzato camera, cucina, salotto, poi ci siamo allargati. Mio marito prima faceva il panettiere al forno del fratello, in Veneto, poi è diventato operaio meccanico specializzato. Qui ha trovato lavoro e la famiglia è cresciuta”.
Unitasi in matrimonio dopo la guerra, la coppia ha avuto tre figli: Roberto, classe 1949 e oggi residente a Reggio Emilia; Lucia classe 1951, già venuta a mancare, e Rosanna, classe 1962. Oggi Antonietta ha 5 nipoti e una bisnipote.
Di fronte agli auguri portati dall’assessore Nicola Violante, Antonietta Fetti si è detta onorata e non sono mancate le battute davanti a una fetta di torta, condivisa con don Giuliano che le ha portato la Comunione a casa: “Ma che bei fiori, sono del mio colore preferito. Ma è sempre meglio una pianta, perché vive di più. La ricetta per arrivare a 106 anni? Mangio e bevo. E a volte canto, ho sempre cantato, anche in piccoli cori. Mi piace”. Così, festeggiando e per dedicare una canzone al Sindaco, Antonietta ha intonato “Sola me ne vo per la città”, di Natalino Otto, del 1944. Bella grinta e spirito allegro: “Ci vediamo per i 107 anni? Io sono qua!”.
“Sono dispiaciuto di non avere potuto portare personalmente gli auguri alla signora Fetti – dice il Sindaco Andrea Orlandi – L’ho incontrata due anni fa e intuisco che non ha perduto il suo spirito. La ringrazio per la dedica canora e le auguro il meglio possibile e tanta salute. A lei come ai tanti centenari e ultracentenari che vivono in città: un pozzo di ricordi, di memoria, di tradizioni, che arricchiscono tutta la comunità”.
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Dèrniere modification: 28/01/2026 14:05:15