Descrizione
Il Consiglio di Stato ha dato ragione all’Amministrazione nella causa sulla partecipazione a Nuovenergie, mentre la Corte d’Appello ha rigettato l’impugnazione del primo lodo arbitrale
Rho, 31 luglio 2026
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) si è definitivamente pronunciato il 16 luglio 2026 sugli appelli di Canarbino Spa, rigettando l’appello principale e dichiarando improcedibile l’appello incidentale. L’organo di secondo grado della giustizia amministrativa ha chiuso la vicenda sulla partecipazione del Comune alla società Nuovenergie Spa dando ragione all’Amministrazione comunale e ritenendo definitivamente legittimi gli atti approvati dal Consiglio Comunale.
Già un anno fa, il 30 giugno 2025, la sentenza del TAR Lombardia, Milano, Sez. I, n. 2474 aveva affermato che il Comune di Rho avesse legittimamente conservato la partecipazione in NEV per perseguire le proprie finalità istituzionali e nell’interesse della collettività.
La società Canarbino Spa, che è socio privato al 30% di Nuovenergie, si era rivolta al Consiglio di Stato per chiedere “l’annullamento” delle delibere di Consiglio comunale del 2023 e 2024 sulla razionalizzazione periodica delle società partecipate detenute dal Comune di Rho, che confermava di mantenere la propria partecipazione societaria in Nuovenergie Spa.
“La vicenda della scelta di confermare la partecipazione societaria del Comune di Rho si chiude con una vittoria su tutta la linea – chiarisce il Sindaco Andrea Orlandi, che ha seguito personalmente la vicenda, supportato dall’avvocato Paolo Sabbioni - La delibera con cui si sanciva continuità nella partecipazione in Nuovenergie è stata dichiarata definitivamente legittima, aprendo anche un nuovi filone giurisprudenziale sul tema delle partecipazioni pubbliche. Ero certo di questo fin dall’inizio, ma ora un pronunciamento ufficiale e con autorità di “giudicato” della giustizia amministrativa (perché si è definitivamente espresso il Consiglio di Stato) lo sancisce senza possibilità di ulteriori contestazioni. Ringrazio tutti i consiglieri comunali che hanno sostenuto e approvato gli atti in Consiglio Comunale”.
La sentenza del Consiglio di Stato avalla anche le difficili scelte operate dal Consiglio Comunale di Rho di sostenere economicamente e finanziariamente la Società nel 2022, quando l’aumento eccezionale dei prezzi di gas ed elettricità ha esposto la Società a rischi operativi, affermando: “il Comune di Rho, nel corso del 2022, essendosi verificata una situazione di imprevedibile criticità nell’approvvigionamento del gas naturale a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina, che ha posto Nuovenergie in una situazione di difficoltà economica, è intervenuto a suo sostegno, al fine di assicurare l’approvvigionamento delle forniture alla collettività comunale. Analogamente, proprio la necessità di garantire la soddisfazione di un servizio essenziale, sia pure di natura economica, per la comunità, ha indotto il Comune, in relazione alla crisi energetica del 2022, ad assumere una esposizione debitoria, anche per l’anno 2024 (deliberazione del Consiglio Comunale n. 69 del 2023) finalizzata a garantire comunque la fornitura del servizio”.
L’impugnazione da parte del Comune di Rho del lodo arbitrale del 2024, promosso da Canarbino per far accertare l’inadempimento da parte dei Comuni di Rho, Pero e Settimo Milanese alle obbligazioni parasociali del 2021 è stata, invece, rigettata dalla Corte d’Appello di Milano con conferma del lodo impugnato e la condanna del Comune di Rho al rimborso delle spese processuali a Canarbino Spa, per circa 18 mila euro.
La vicenda si fonda sulla denuncia da parte di Canarbino Spa ai soci pubblici di un mancato coinvolgimento del socio industriale nella gestione dei rapporti con la clientela, nella predisposizione dei piani industriali e nelle decisioni commerciali rilevanti, nonché del rifiuto di avviare interlocuzioni extra assembleari funzionali all’attuazione delle previsioni pattizie.
L’impugnazione voleva evidenziare l’infondatezza dell’inadempimento dei patti parasociali, in quanto il socio privato avrebbe operato in conflitto di interessi promuovendo, nella fornitura contestata, l’offerta di una propria controllata, perseguendo così l’obiettivo di acquisire il controllo della società senza contribuire al sostegno finanziario della stessa in un momento di difficoltà.
“Le due sentenze hanno un peso differente – commenta il Sindaco Andrea Orlandi - Quella del Consiglio di Stato conferma la validità del percorso amministrativo producendo i suoi effetti non solo sul passato ma anche per le scelte del futuro. E’ una sentenza molto importante nell’ambito delle società pubbliche del settore energy e sono certo che farà giurisprudenza. La sentenza della Corte d’Appello, invece, riguarda esclusivamente il lodo arbitrale e, quindi, un fatto del passato che non produce effetti sul futuro. Nel merito della sentenza della Corte d’Appello, che ci ha visto soccombenti, continuiamo a non riconoscerci nell’esito del primo lodo arbitrale. Purtroppo, l’appello non poteva incentrarsi su questi contenuti ma esclusivamente sui profili di nullità del patto parasociale. Rispettiamo, in ogni caso, l’esito giudiziale”.
I tre Comuni (Rho, Settimo Milanese e Pero) hanno già deliberato di disdettare i patti parasociali per il futuro.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) si è definitivamente pronunciato il 16 luglio 2026 sugli appelli di Canarbino Spa, rigettando l’appello principale e dichiarando improcedibile l’appello incidentale. L’organo di secondo grado della giustizia amministrativa ha chiuso la vicenda sulla partecipazione del Comune alla società Nuovenergie Spa dando ragione all’Amministrazione comunale e ritenendo definitivamente legittimi gli atti approvati dal Consiglio Comunale.
Già un anno fa, il 30 giugno 2025, la sentenza del TAR Lombardia, Milano, Sez. I, n. 2474 aveva affermato che il Comune di Rho avesse legittimamente conservato la partecipazione in NEV per perseguire le proprie finalità istituzionali e nell’interesse della collettività.
La società Canarbino Spa, che è socio privato al 30% di Nuovenergie, si era rivolta al Consiglio di Stato per chiedere “l’annullamento” delle delibere di Consiglio comunale del 2023 e 2024 sulla razionalizzazione periodica delle società partecipate detenute dal Comune di Rho, che confermava di mantenere la propria partecipazione societaria in Nuovenergie Spa.
“La vicenda della scelta di confermare la partecipazione societaria del Comune di Rho si chiude con una vittoria su tutta la linea – chiarisce il Sindaco Andrea Orlandi, che ha seguito personalmente la vicenda, supportato dall’avvocato Paolo Sabbioni - La delibera con cui si sanciva continuità nella partecipazione in Nuovenergie è stata dichiarata definitivamente legittima, aprendo anche un nuovi filone giurisprudenziale sul tema delle partecipazioni pubbliche. Ero certo di questo fin dall’inizio, ma ora un pronunciamento ufficiale e con autorità di “giudicato” della giustizia amministrativa (perché si è definitivamente espresso il Consiglio di Stato) lo sancisce senza possibilità di ulteriori contestazioni. Ringrazio tutti i consiglieri comunali che hanno sostenuto e approvato gli atti in Consiglio Comunale”.
La sentenza del Consiglio di Stato avalla anche le difficili scelte operate dal Consiglio Comunale di Rho di sostenere economicamente e finanziariamente la Società nel 2022, quando l’aumento eccezionale dei prezzi di gas ed elettricità ha esposto la Società a rischi operativi, affermando: “il Comune di Rho, nel corso del 2022, essendosi verificata una situazione di imprevedibile criticità nell’approvvigionamento del gas naturale a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina, che ha posto Nuovenergie in una situazione di difficoltà economica, è intervenuto a suo sostegno, al fine di assicurare l’approvvigionamento delle forniture alla collettività comunale. Analogamente, proprio la necessità di garantire la soddisfazione di un servizio essenziale, sia pure di natura economica, per la comunità, ha indotto il Comune, in relazione alla crisi energetica del 2022, ad assumere una esposizione debitoria, anche per l’anno 2024 (deliberazione del Consiglio Comunale n. 69 del 2023) finalizzata a garantire comunque la fornitura del servizio”.
L’impugnazione da parte del Comune di Rho del lodo arbitrale del 2024, promosso da Canarbino per far accertare l’inadempimento da parte dei Comuni di Rho, Pero e Settimo Milanese alle obbligazioni parasociali del 2021 è stata, invece, rigettata dalla Corte d’Appello di Milano con conferma del lodo impugnato e la condanna del Comune di Rho al rimborso delle spese processuali a Canarbino Spa, per circa 18 mila euro.
La vicenda si fonda sulla denuncia da parte di Canarbino Spa ai soci pubblici di un mancato coinvolgimento del socio industriale nella gestione dei rapporti con la clientela, nella predisposizione dei piani industriali e nelle decisioni commerciali rilevanti, nonché del rifiuto di avviare interlocuzioni extra assembleari funzionali all’attuazione delle previsioni pattizie.
L’impugnazione voleva evidenziare l’infondatezza dell’inadempimento dei patti parasociali, in quanto il socio privato avrebbe operato in conflitto di interessi promuovendo, nella fornitura contestata, l’offerta di una propria controllata, perseguendo così l’obiettivo di acquisire il controllo della società senza contribuire al sostegno finanziario della stessa in un momento di difficoltà.
“Le due sentenze hanno un peso differente – commenta il Sindaco Andrea Orlandi - Quella del Consiglio di Stato conferma la validità del percorso amministrativo producendo i suoi effetti non solo sul passato ma anche per le scelte del futuro. E’ una sentenza molto importante nell’ambito delle società pubbliche del settore energy e sono certo che farà giurisprudenza. La sentenza della Corte d’Appello, invece, riguarda esclusivamente il lodo arbitrale e, quindi, un fatto del passato che non produce effetti sul futuro. Nel merito della sentenza della Corte d’Appello, che ci ha visto soccombenti, continuiamo a non riconoscerci nell’esito del primo lodo arbitrale. Purtroppo, l’appello non poteva incentrarsi su questi contenuti ma esclusivamente sui profili di nullità del patto parasociale. Rispettiamo, in ogni caso, l’esito giudiziale”.
I tre Comuni (Rho, Settimo Milanese e Pero) hanno già deliberato di disdettare i patti parasociali per il futuro.
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Dèrniere modification: 31/07/2026 11:57:56