Descrizione
Il Sindaco Andrea Orlandi e il Vicesindaco Maria Rita Vergani hanno fatto visita questa mattina al signor Silvio Paleari nel suo centesimo compleanno, portando gli auguri di tutta la città.
Nella casa di via San Giuseppe si sono riuniti la moglie Lina, il figlio Massimo e la figlia Nadia, i nipoti, tutta la famiglia, per un momento di festa. In dono al centenario l’Amministrazione ha portato una tazza a marchio Rho con the aromatizzato e biscotti. E si sono mescolati ricordi e racconti, tra un pasticcino e un bacio alla pronipote Camilla.
“Quando ero ragazzo a Rho c’erano carretti con cavalli, asini e muli. Tutta gente onesta che lavorava e si è data da fare. Non c’era asfalto, c’erano i sassi. Ricordo quando hanno costruito il Municipio nel 1931, anche se ero piccolo – ha ricordato Silvio Paleari – Durante la guerra ricordo gli allarmi e le bombe. Ci si nascondeva. Ho iniziato a lavorare dopo le medie, a 14 anni, alla Facchini, poi ho lavorato alla Pasquino a Milano con le macchine utensili, un compito di precisione, per ogni pezzo si seguiva tutto il ciclo di produzione”.
Uno dei ricordi più belli? “Quando a militare mi hanno promosso caporale! Ho fatto quindici mesi così. Della mia vita non mi posso lamentare, ho una brava moglie, dei bravi figli, dei bravissimi nipoti. Mai stato in ospedale, ho fatto cento anni di buona salute”. Come ci sia arriva? “Essendo onesto e pagando le tasse, avendo accanto una donna speciale. Ci siamo conosciuti in stazione, mentre si aspettava il treno per andare a lavorare. Mi sono avvicinato e poi piano piano ci siamo parlati sempre di più”.
Nella casa di via San Giuseppe si sono riuniti la moglie Lina, il figlio Massimo e la figlia Nadia, i nipoti, tutta la famiglia, per un momento di festa. In dono al centenario l’Amministrazione ha portato una tazza a marchio Rho con the aromatizzato e biscotti. E si sono mescolati ricordi e racconti, tra un pasticcino e un bacio alla pronipote Camilla.
“Quando ero ragazzo a Rho c’erano carretti con cavalli, asini e muli. Tutta gente onesta che lavorava e si è data da fare. Non c’era asfalto, c’erano i sassi. Ricordo quando hanno costruito il Municipio nel 1931, anche se ero piccolo – ha ricordato Silvio Paleari – Durante la guerra ricordo gli allarmi e le bombe. Ci si nascondeva. Ho iniziato a lavorare dopo le medie, a 14 anni, alla Facchini, poi ho lavorato alla Pasquino a Milano con le macchine utensili, un compito di precisione, per ogni pezzo si seguiva tutto il ciclo di produzione”.
Uno dei ricordi più belli? “Quando a militare mi hanno promosso caporale! Ho fatto quindici mesi così. Della mia vita non mi posso lamentare, ho una brava moglie, dei bravi figli, dei bravissimi nipoti. Mai stato in ospedale, ho fatto cento anni di buona salute”. Come ci sia arriva? “Essendo onesto e pagando le tasse, avendo accanto una donna speciale. Ci siamo conosciuti in stazione, mentre si aspettava il treno per andare a lavorare. Mi sono avvicinato e poi piano piano ci siamo parlati sempre di più”.
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Ultimo aggiornamento pagina: 28/03/2026 22:24:15