Descrizione
Rho, 12 febbraio 2026
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016: il film verrà proposto lunedì 16 febbraio alle ore 21 all’Auditorium di via Meda 20, con presentazione di Barz and hippo e il collegamento video con gli autori Matteo Billi ed Emanuele Cava. Sarà proiettato anche giovedì 19 febbraio alle ore 17, senza gli autori.
A raccontare la storia di Giulio nel film sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi che, per arrivare alla verità, hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.
Così spiega il regista Simone Manetti: «Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda sulla propria pelle. Una storia privata che si intreccia con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano. Il repertorio è utilizzato come una vera e propria macchina del tempo: non come commento o ricostruzione ex post, ma come esperienza del presente, capace di restituire gli eventi mentre accadono. Accanto al repertorio mediatico e giuridico, il film fa uso di un repertorio generico di luoghi, azioni e immagini quotidiane, che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione, non per spiegazione. Non arrivano mai delle ondate. Il film avanza come una marea lenta e costante: ogni sequenza aggiunge un livello, costruisce tensione per accumulo e persistenza».
Il documentario prodotto da Ganesh Produzioni prosegue il lavoro di intervento sull’archivio che Manetti porta avanti da “Ciao amore, vado a combattere” e che negli anni ha attraversato sia le storie ufficiali d’Italia come quella di Marta Russo che quelle più private come “Sono innamorato” di Pippa Bacca. La sensazione preponderante è quella dell’annegamento, dell’asfissia, della perdita costante di punti di riferimento. In tutta questa frammentazione, la figura di Regeni resiste, non solo attraverso le parole delle interviste ma soprattutto come apparizione tra le maglie del repertorio.
“Una targa gialla con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, collocata per iniziativa dell’ex assessora Sabina Tavecchia, è rimasta per anni in piazza Visconti ed è stata rimossa solo per consentire i lavori di rigenerazione dell’area – ricorda l’assessora alla Cultura Valentina Giro - Presto la targa troverà una nuova collocazione, finché la verità non verrà completamente a galla. Un ricordo permanente di Giulio Regeni è la panchina gialla che si trova a Terrazzano ed è a lui dedicata. Ringrazio Barz and hippo per avere favorito la visione di questo film, davvero necessario”.
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016: il film verrà proposto lunedì 16 febbraio alle ore 21 all’Auditorium di via Meda 20, con presentazione di Barz and hippo e il collegamento video con gli autori Matteo Billi ed Emanuele Cava. Sarà proiettato anche giovedì 19 febbraio alle ore 17, senza gli autori.
A raccontare la storia di Giulio nel film sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi che, per arrivare alla verità, hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Iniziato nella primavera del 2024, il processo andrà a sentenza entro la fine del 2026.
Così spiega il regista Simone Manetti: «Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda sulla propria pelle. Una storia privata che si intreccia con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano. Il repertorio è utilizzato come una vera e propria macchina del tempo: non come commento o ricostruzione ex post, ma come esperienza del presente, capace di restituire gli eventi mentre accadono. Accanto al repertorio mediatico e giuridico, il film fa uso di un repertorio generico di luoghi, azioni e immagini quotidiane, che costruiscono un affresco visivo e sonoro per immersione, non per spiegazione. Non arrivano mai delle ondate. Il film avanza come una marea lenta e costante: ogni sequenza aggiunge un livello, costruisce tensione per accumulo e persistenza».
Il documentario prodotto da Ganesh Produzioni prosegue il lavoro di intervento sull’archivio che Manetti porta avanti da “Ciao amore, vado a combattere” e che negli anni ha attraversato sia le storie ufficiali d’Italia come quella di Marta Russo che quelle più private come “Sono innamorato” di Pippa Bacca. La sensazione preponderante è quella dell’annegamento, dell’asfissia, della perdita costante di punti di riferimento. In tutta questa frammentazione, la figura di Regeni resiste, non solo attraverso le parole delle interviste ma soprattutto come apparizione tra le maglie del repertorio.
“Una targa gialla con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, collocata per iniziativa dell’ex assessora Sabina Tavecchia, è rimasta per anni in piazza Visconti ed è stata rimossa solo per consentire i lavori di rigenerazione dell’area – ricorda l’assessora alla Cultura Valentina Giro - Presto la targa troverà una nuova collocazione, finché la verità non verrà completamente a galla. Un ricordo permanente di Giulio Regeni è la panchina gialla che si trova a Terrazzano ed è a lui dedicata. Ringrazio Barz and hippo per avere favorito la visione di questo film, davvero necessario”.
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Ultimo aggiornamento pagina: 12/02/2026 09:19:07