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Auditorium affollato per l’ultimo saluto a Bruno Bevilacqua, presidente onorario di ANPI Rho

Il Sindaco: “Ricorderemo la tua coerenza, il tuo lavoro quotidiano, il rispetto delle istituzioni, l’antifascismo. La città non ti dimentica e ti dice grazie”
Data:

28 ianuarie 2026

Tempo di lettura:

6 min

Tipologia

Comunicati stampa

Descrizione

 la commemorazione in Auditorium
Rho, 28 gennaio 2026

L’ultimo saluto a Bruno Bevilacqua, presidente onorario di ANPI Rho, si è tenuto nel pomeriggio del 27 gennaio in un Auditorium di via Meda affollato di rhodensi e di rappresentanti di Anpi e Aned di diversi Comuni. Accanto ai familiari, il Sindaco Andrea Orlandi con gli assessori Valentina Giro, Emiliana Brognoli, Nicola Violante, gli ex Sindaci Pietro Romano e Paola Pessina, il consigliere comunale Clelia La Palomenta, ex assessori ed ex consiglieri comunali. Sul palco il feretro affiancato dal tricolore segnato a lutto, dal gonfalone del Comune di Rho, dalla bandiera tanto cara a Bevilacqua con i volti dei due fratelli Luigi e Giovanni uccisi nella strage fascista di Villamarzana il 15 ottobre 1944, quando Bruno aveva soltanto 8 anni.

Il canto “Bella Ciao!” ha aperto e chiuso il commiato civico, cui sono seguiti i funerali con rito religioso nella chiesa prepositurale di San Vittore, celebrati da don Marco Ferrari. In prima fila la moglie Adelina, sposata 61 anni fa, i figli Alessandra e Davide con Franco e Giusi, i nipoti Matteo, Luca e Giacomo, la sorella Elena.

“Ciao compagno Bruno. Dico compagno nel vero senso della parola, qualcuno con cui ho condiviso il pane
– ha esordito il presidente di ANPI Rho Mario Anzani, visibilmente commosso – I tuoi valori erano libertà, la democrazia coniugata alla giustizia sociale, la pace intesa come avversione della follia del riarmo, il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, l’antifascismo, la Costituzione nata dalla Resistenza vista come via maestra non consentendo mutilazioni e stravolgimenti. Oltre a essere un evento doloroso per noi, questo è un lutto per la città. Non negavi a nessuno cordialità, spiccavano i tuoi tratti umani. Eri solare, positivo anche quando le cose non andavano, era difficile trovarti un difetto. Il 2 settembre scorso abbiamo festeggiato il tuo 89° compleanno, confidando di fare di più per i 90 anni. Eri affabile ma non remissivo. Conservavi un ricordo indelebile dei tuoi fratelli partigiani. Ti caratterizzavano la coerenza e la dirittura morale scevra da ogni supponenza”. Anzani ha ricordato la motivazione della onorificenza civica conferita a Bevilacqua dal Sindaco Andrea Orlandi il 2 giugno 2022: “Per aver trasformato il dolore familiare dei due fratelli partigiani Luigi e Giovanni, arrestati e fucilati nella strage fascista di Villamarzana, in impulso per impegnarsi incessantemente all’attività di promozione dell’A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia promuovendo i principi di democrazia e libertà con encomiabile abnegazione”.

La risposta di Bevilacqua l’ha ricordata Anzani. Disse: “Dedico l’onorificenza al sacrificio di Luigi e Giovanni. Avevo 8 anni ma ricordo bene tedeschi e camicie nere che in casa buttavano tutto sottosopra e non trovarono nulla. Portarono via anche mamma e papà lo andarono a prendere nei campi. Toccò a noi piccoli occuparci della fattoria con una angoscia che mai dimenticherò”. Aggiunse che conservava come una reliquia il biglietto che grazie ad alcuni frati i fratelli riuscirono a far avere alla famiglia, “bagnato dalle lacrime della mamma”.

“Hai sofferto tanto, ma hai messo da parte odio e rancori
– ha concluso Anzani – L’antifascismo era la tua religione civile, l’Anpi la tua seconda casa. Se ANPI Rho oggi ha 355 iscritti è anche merito tuo, maestro amorevole e indulgente. Vedevi le manchevolezze e ti facevi carico di quel che andava fatto. Avevi studiato solo fino alla quinta elementare, ma la tua università è stata la vita e avevi una forte tensione a sapere di più. Meriti di riposare in pace eppure mi viene da dirti “rimani ancora un po’ tribolato, invitaci a incrementare il nostro impegno”. Ci hai insegnato che non basta dire, bisogna fare. Per non tradirti dobbiamo tutti sentirci in obbligo di lasciare pigrizia e negligenza e tradurre l’aspirazione ad attualizzare il valore dell’antifascismo e gli ideali che ci accomunano. Ciao Bruno, grazie di tutto”.

L’ex assessore Sabina Tavecchia ha parlato indossando al collo una bandiera della pace e il foulard dell’ANPI di Rho, doni di Bevilacqua: “Oggi avremmo rinnovato insieme la tessera di Anpi. Mi aveva compilato la mia, mentre compivo 50 anni, sul cippo nato per commemorare Giovanni Pesce, e ogni anno inventavamo qualcosa di speciale per il rinnovo. Conservo tutte le tessere, scritte da Bruno, sempre presente ogni anno a Piazzale Loreto il 10 agosto e in piazza Fontana il 12 dicembre. L’ultimo 12 dicembre era qui a Rho, per la posa della targa alle vittime della strage alla Banca dell’Agricoltura. Gli scattai una foto in cui emergevano le sue mani grandi: sono il simbolo del suo essere uomo del fare, quello di cui c'è bisogno. Ricorderò sempre il suo sorriso meraviglioso e i suoi occhi sorridenti, insieme con Adelina: da 61 anni una cosa sola con lei e continueranno a essere così”.

Il Sindaco Andrea Orlandi ha unito ricordi personali a quelli pubblici: “Grazie per quanto hai seminato nella tua vita e per il segno profondo lasciato nella nostra comunità. Il commiato non è mai un momento semplice, è il tempo del silenzio e della memoria. Oggi è il 27 gennaio, Giorno della Memoria, che ricorda la liberazione del campo di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945. Appena tre mesi prima, il 15 ottobre 1944, i tuoi fratelli Luigi e Giovanni insieme ad altre 40 persone vennero catturati, condannati a morte e portati dinanzi al plotone di esecuzione a Villamarzana. Il sindaco di Villamarzana Daniele Menon mi ha chiesto di portare le sue condoglianze e la sua espressione di vicinanza alla famiglia e alla città. Mi ha scritto: “Bruno, una persona che ha portato avanti la sua testimonianza e i principi democratici antifascisti fino all’ultimo. Ci lascia questa importante eredità da portare avanti”. E ti ha definito, Bruno, come un suo concittadino per l’impegno che hai profuso anche per Villamarzana”.

Orlandi ha aggiunto: “Sei stato una di quelle presenze che tengono insieme una città con il lavoro quotidiano, con la coerenza, con un modo di fare sobrio ma sempre attento agli altri senza ricercare visibilità. Nel tuo impegno hai sempre messo al centro le persone, il rispetto delle istituzioni e il valore del servizio. Hai creduto nella comunità come luogo di responsabilità condivisa, e lo ha dimostrato con i fatti, non solo con le parole. La tua professione di artigiano ti spingeva a unire l’intuizione e la visione alla concretezza della realizzazione delle cose. E questa è stata una dote preziosa. Oggi, come Sindaco, ma anche come cittadino, voglio dirti grazie Bruno.
Grazie per ciò che sei stato, per ciò che hai dato alla nostra città, per l’esempio di serietà e dignità che lasci, per il segno profondo che rimane nella memoria di Rho. Il modo migliore per ricordarti ce l’hai insegnato tu. Dobbiamo continuare a coltivare i valori della democrazia, della libertà e dell’antifascismo che tu hai testimoniato con i fatti, giorno dopo giorno, fino all’ultimo. Caro Bruno, Rho ti saluta oggi con rispetto, riconoscenza e affetto. Rho non ti dimentica e ti dice grazie”.



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Ultimo aggiornamento pagina: 28.01.2026 11:32:35

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