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Il messaggio del Sindaco Orlandi per il 25 Aprile: “Difendiamo la Costituzione e reagiamo davanti a chi non rispetta i limiti dettati dalla coscienza”

Bimbi accanto al primo cittadino nel corteo, corone ai sacrari, discorsi ufficiali in piazza San Vittore
Data:

25 aprilie 2026

Tempo di lettura:

7 min

Tipologia

Comunicati stampa

Descrizione

Il Sindaco con bambini e ragazzi rende omaggio al Monumento alla Resistenza
Un passaggio di memoria, per far capire ai piccoli che la libertà 81 anni fa è stata riconquistata grazie a persone coraggiose che hanno sacrificato la loro stessa vita, anche per loro. Il Sindaco Andrea Orlandi ha voluto percorrere il corteo del 25 aprile tenendo per mano i bambini presenti: al suo fianco hanno scoperto nomi e storie ricordati nell’anniversario della Liberazione. Questo il suo messaggio: “Di fronte a quanto accade nel mondo, al superamento di ogni limite al potere, non possiamo rimanere spettatori. Ciascuno può cambiare le cose con le proprie scelte, come fecero i partigiani”.
Rho ha voluto celebrare la Liberazione, la conquista del voto delle donne il 2 giugno 1946, la vittoria della Repubblica, la nascita dell’Assemblea Costituente, basi della Costituzione su cui si regge la Repubblica Italiana. Oggi, 81 anni dopo la Liberazione, pace e giustizia sociale sono in seria difficoltà, così come il diritto internazionale. Rho unisce memoria e desiderio di pace, cercando di costruire un futuro migliore. E lo fa con i più giovani: i bambini che hanno camminato con il Sindaco e alcuni studenti delle classi terze della scuola media Manzoni, accompagnati dalla professoressa Ilaria Alfano e da altri insegnanti.
 
Nella sua omelia, alla messa delle 9, monsignor Norberto Donghi (affiancato dal Superiore dei Padri Oblati padre Patrizio Garascia) ha esortato a saper essere “agnelli in mezzo ai lupi”: “Anche nella Resistenza, accanto alla lotta armata, ci sono stati gesti silenziosi, nascosti, profondamente evangelici: chi ha accolto, chi ha protetto, chi ha condiviso il pane, chi ha rischiato la vita per salvare un altro. Buoni samaritani, potremmo dire. Persone che hanno portato una pace concreta, fatta di cura, di prossimità, di sacrificio. “Vi mando come agnelli in mezzo a lupi…”, dice il Vangelo. L’agnello non è uno che si arrende, ma uno che rifiuta di rispondere al male con lo stesso linguaggio del male. E questo è tutt’altro che scontato, anche oggi. Perché è facile indignarsi. Ma più difficile è custodire uno stile: non umiliare, non disprezzare, non ridurre l’altro a un nemico da eliminare. Più difficile è restare umani quando il clima attorno diventa duro”. Nella Costituzione il prevosto di Rho vede “un’educazione”: “Educa a riconoscere valori condivisi: la dignità della persona, la libertà, la giustizia, la solidarietà. Valori che non eliminano il male dalla storia, ma indicano un modo diverso di contrastarlo”.

Al termine della celebrazione, il taglio del nastro della mostra "25 aprile 1945. L’Insurrezione e la Liberazione. L’Italia insorgeva per la Libertà. Per risorgere nella Pace, nella Democrazia e nella Giustizia sociale", dedicata da ANPI Rho alle diverse forme di Resistenza in città con la presentazione dell’opuscolo “Rho ricorda e onora la Resistenza partigiana e l’altra Resistenza degli Internati Militari”, a cura di Mario Anzani, presidente di ANPI Rho.
 
Il corteo, accompagnato dal Corpo Musicale Cittadino Parrocchiale, ha effettuato diverse tappe: davanti alla lapide che in via Martiri della Libertà ricorda Giovanni Annoni e Rodolfo Canegrati, cui si è aggiunto il ricordo dei Martiri di Robecchetto, torturati nella ex Casa del Fascio oggi caserma della Guardia di Finanza; davanti alla targa che ricorda Luigi Frigoli davanti al Tiro a Segno, là dove fu fucilato dalla milizia fascista; al Sacrario dei Caduti al cimitero di corso Europa, al Sacrario dei partigiani e delle partigiane e al Monumento alla Resistenza con la lapide dedicata a Giovanni Pesce. Omaggiato il monumento agli Alpini, l’Alzabandiera ai nuovi pennoni di Piazza Visconti e il ricordo di Agostino Casati.
In piazza San Vittore i discorsi celebrativi nella cerimonia presentata da Angela Grassi. Sul palco, oltre ai bambini, anche alunni della scuola media “Manzoni” preparati dalla professoressa Ilaria Alfano e accompagnati da alcuni docenti.

Mario Anzani
ha preso spunto da “La storia” di Francesco De Gregori: “Il 25 aprile è una festività in cui tutte e tutti gli italiani possono e dovrebbero riconoscersi. La Costituzione repubblicana è antifascista, è nata dalla Resistenza, dalla Guerra di Liberazione nazionale, combattuta contro gli occupanti nazisti e contro i fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Non scaturisce da una generica avversione al totalitarismo. E’ stata scritta con il sangue dei partigiani (comunisti, cattolici, azionisti, liberali, anarchici, senza partito) perseguitati, torturati e uccisi dall’unico totalitarismo che ha soggiogato l’Italia per un ventennio, che l’ha trascinata nel baratro. Senza la vittoria della lotta di Liberazione e senza il vento innovatore della Resistenza partigiana non avrebbe potuto avviarsi il processo che ha consentito all’Italia di risollevarsi, di diventare una Repubblica democratica basata su una Costituzione molto avanzata, che coniuga le libertà civili, la democrazia e la dignità umana con la giustizia sociale. Che ripudia la guerra”.
Anzani ha poi rivolto lo sguardo ai giovani: “Per i più giovani la resistenza è una esperienza lontana, ma i suoi valori travalicano il periodo storico per proiettarsi nel presente che viviamo e nel futuro che vogliamo costruire. Le derive contro le quali hanno combattuto i partigiani e i resistenti senza armi non sono vergogne irripetibili, ma rischi sempre attuali. Il mondo oggi è in fiamme. Dinanzi al crollo del diritto e della ragione il pensiero unico dominante tende a offuscare la verità, crescono le disuguaglianze sociali, si smantella il welfare per avere più risorse da impegnare per gli armamenti. Dobbiamo ancora lottare per un futuro migliore, senza guerre, genocidi, piraterie. Un altro mondo è possibile e necessario. Ce la faremo a trasformare l’utopia in realtà? Non lo so. Ci dobbiamo provare, senza armi, con il coraggio e la determinazione dei partigiani”.
Infine un ricordo del presidente emerito di ANPi Rho, Bruno Bevilacqua, scomparso tre mesi fa e il motto a lui caro: “Ora e sempre Resistenza”.

Angela Grassi
ha letto un messaggio di Carmen Meloni, vicepresidente di ANED Milano, ora a Flossenburg per l’anniversario della liberazione del campo dove furono internati il nonno Pietro Meloni e Gaetano Bellinzoni:Mentre ricordiamo e onoriamo la nostra Resistenza e i nostri deportati, si è ricominciato a deportare esseri umani, di nulla colpevoli se non di essere miseri e di cercare di sfuggire a un destino avverso. Noi, eredi di coloro che hanno lottato contro il nazifascismo, mettiamo in guardia dai rischi che le istituzioni democratiche oggi corrono e ci appelliamo alla nostra Costituzione: un capolavoro di equilibri”.

I ragazzi della scuola Manzoni hanno letto alcune poesie dedicate ai partigiani. Quindi, il discorso del Sindaco Andrea Orlandi: “Celebriamo quanto avvenuto 81 anni fa, ma quest’anno celebriamo anche l’80 anniversario del voto del 2 giugno 1946. La Repubblica è figlia della Resistenza, come la nostra Costituzione. L’anno scorso parlavo di 57 conflitti nel mondo, oggi sono 59, il più alto numero mai registrato dalla seconda guerra mondiale. Più di 800 milioni di abitanti coinvolti, 240mila morti nel 2025, un numero incredibile di violenze, perpetrate nel 74 per cento dei casi da eserciti degli Stati. Non possiamo rimanere spettatori, dobbiamo porci una domanda sull’esercizio del potere. Questi conflitti arrivano anche da regimi democratici. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, citando la risposta di Papa Leone al presidente degli Stati Uniti d’America, parlava del pericolo di autoesaltazione del potere che fa inebriare e perdere l’equilibrio. Dobbiamo vigilare. Mattarella cita due antidoti: i meccanismi costituzionali, con una distribuzione chiara dei poteri nelle norme che dobbiamo continuare a difendere, e quanto è dentro di noi, la nostra coscienza. Su questo vorrei riprendere il discorso di Giorgio La Pira alla sua Firenze nel 1955: citava la rivolta legittima contro la coscienza umana coartata, vuol dire che se una istituzione stessa supera un determinato limite invalicabile, quello dei diritti dell’uomo, la rivolta contro le istituzioni stesse diventa legittima. La Pira era anche deputato. Era un richiamo alla propria coscienza, fondamentale. Parlava anche di valori umani infrangibili, perché ognuno è un valore infinito. Tra settembre e ottobre 2025, migliaia di giovani scesero in piazza per Gaza, quando videro superati limiti fondamentali per le loro coscienze. Non era un popolo organizzato, si sono sentiti ledere nei loro stessi diritti. Noi dobbiamo ricordare il limite di coscienza nelle istituzioni di ogni livello. Se non fosse così rischiamo abusi di potere anche in regimi democratici. Il mondo oggi è frammentato. Facciamo fatica a rimanere uniti, ma non è vero che ciascuno non può fare nulla. Oggi ricordiamo la testimonianza di uomini e donne che hanno trasformato la loro resistenza individuale in qualcosa che ha cambiato le sorti del nostro Paese. Oggi ciascuno, leggendo la realtà con spirito critico, può fare la differenza difendendo la pace e i valori alla base della repubblica”.

Domenica 26 aprile alle ore 10.00 partirà da piazza Visconti una biciclettata diretta al cimitero militare angloamericano di Trenno proposta da Fiab Milano – Ciclobby con Comune di Rho e ANPI. Per la “Pedalata per la libertà” occorre prenotarsi al link https://www.andiamoinbici.it/show/pedalata-per-la-liberta-2. Sempre domenica 26, alle ore 17.00, al Teatro Civico, l’oratorio civile per voci recitanti e fisarmoniche ”Quali tempi sono questi”, a cura di ANPI Rho, ADR Musica e Teatro dell’Armadillo, con testi di Bertolt Brecht e musiche di Astor Piazzolla, da una idea di Marco Pisoni e Massimiliano Mancia. Ingresso gratuito su prenotazione sul sito del Teatro.

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Ultimo aggiornamento pagina: 25.04.2026 19:47:13

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