Descrizione
Si è svolto questa mattina a Rho il percorso “Inciampando nella memoria” che ogni anno fa tappa davanti alle case in cui vissero nove deportati rhodensi, vittime del regime nazifascista. Il progetto delle Pietre di inciampo venne approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale anni fa, quando era Sindaco Pietro Romano. A promuovere l’iniziativa fu l’Assessore Sabina Tavecchia, d’intesa con il presidente di ANPI Rho Mario Anzani. Oggi a portare avanti i percorsi di memoria sono il Sindaco Andrea Orlandi e il vicesindaco Maria Rita Vergani.
Le classi quinte della primaria Salvo D’Acquisto si sono riunite con le insegnanti davanti alla casa di GIUSEPPE CECCHETTI, in via Molino Prepositurale 80. Accanto a loro la sorella Anna Cecchetti, altri parenti e amici, il vicesindaco Maria Rita Vergani, la vicepresidente di ANED Milano Carmen Meloni, esponenti di associazioni d’arma e di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Cecchetti venne deportato a soli 19 anni nel 1943, era un Internato Militare Italiano.
“Ascoltiamo le storie di chi ha lottato per la propria libertà contro un regime che voleva imporre odio e violenza – ha detto Maria Rita Vergani ai ragazzi – Perché questo non accada mai più ciascuno di noi deve fare la propria parte, ogni giorno, cercando di costruire messaggi di pace, gesti di pace e di fratellanza tra le persone. Siamo piccoli, siamo in pochi ma tutti insieme siamo una forza. Queste giornate servono a capire fino a che punto la follia umana possa arrivare e ci insegnano che bisogna lavorare perché non accada mai più. Non dobbiamo pensare che siano i più grandi, quelli che governano i Paesi, ad agire. Possiamo farlo noi. Questo mese avremo tante iniziative in città per ricordare che occorre costruire pace, fratellanza, amore tra le persone”.
Carmen Meloni ha rievocato la storia degli IMI, i militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e vennero internati: “Loro si ripetevano: basta credere, basta obbedire, basta combattere per qualcosa in cui non crediamo. La guerra porta morte e distruzione. Seicentocinquantamila internati militari finirono nei campi di prigionia, tra loro anche Giuseppe Cecchetti. Ha avuto la forza di dire di no, di scegliere da che parte stare, per costruire un futuro di pace”.
Anna Cecchetti ha ringraziato i ragazzi, emozionata: “Vi dico grazie anche da parte di mio fratello. Non aveva nessuna colpa e si è trovato a morire in una miniera, lontano da casa, costretto a lavori forzati”. I piccoli studenti hanno letto il racconto della sua storia e una poesia che spiega il valore delle pietre d’inciampo: esorta a leggerle, per fermarsi a riflettere, a non passare oltre senza pensare a tutto quello che è stato messo in atto con cieca violenza. L’associazione Artiglieri d’Italia di Limbiate ha letto la preghiera dei Combattenti e reduci. I ragazzi hanno concluso con un grido, all’unisono: “Io ricordo!”. E’ la loro promessa di incontrare la memoria e farla propria.
Lo stesso grido ha concluso anche il percorso svoltosi in centro, cui si sono aggiunti il Sindaco Andrea Orlandi, il presidente di ANPI RHO Mario Anzani, il presidente del Consiglio comunale Calogero Mancarella e la consigliera Clelia La Palomenta.
Le autorità si sono spostate in via Marconi 3, dove si ricorda AMBROGIO FARINA. Le classi quinte della primaria Fernanda Wittgens si sono preparate, oltre che con Carmen Meloni, anche con i maestri Fulvia Sciascia e Giuseppe Cagnina. Hanno realizzato un cartellone con la scritta “Per non dimenticare”, con i testi di tutte le Pietre d’Inciampo rhodensi, e uno con scritto “Siete tornati a casa, il vostro ricordo vive con noi”. Così ha spiegato la maestra Fulvia: “Un treno disegnato mentre si allontana indica la partenza, un treno in arrivo indica il ritorno a casa. E’ il ritorno nella memoria, attraverso i ragazzi che hanno voluto essere protagonisti, farsi loro deportati con i triangoli rossi sulle loro giacche e i nomi dei campi e le matricole di chi non è più tornato sulle loro spalle”.
“Furono 24mila gli oppositori politici deportati, più di 10mila non tornarono più – ha evidenziato Mario Anzani – Morirono per il pessimo trattamento e le percosse subite. Queste pietre li ricordano e li riportano nelle case da cui uscirono un giorno per non fare più ritorno. Ringrazio voi e i vostri insegnanti, per la partecipazione”. Maria Rita Vergani ha spiegato anche a questi alunni il desiderio di “non dimenticare fino a che punto può arrivare la bestialità umana, fino al punto di non riconoscere i propri simili come degni di rispetto e di diritti”. Da lei di nuovo un richiamo a pace, amicizia, fratellanza, per essere “portatori di pace e non di odio e violenza”.
Carmen Meloni ha aggiunto: “Siamo qui oggi per un pellegrinaggio della memoria, che ci farà conoscere la vita e il percorso di deportazione nei Lager nazisti di alcuni concittadini. Questa memoria diventa viva perché crea un rapporto tra noi e loro. Queste Pietre ci parlano, ci ricordano il nome del deportato, dove e quando era nato, dove viveva e il nome del lager e la data in cui è morto. La pietra d’ inciampo è un mezzo potente per incontrare e conoscere la storia: conoscenza e consapevolezza sono semi che possono fare crescere la speranza che voi, futuri cittadini, possiate non restare indifferenti davanti ai bisogni del prossimo, capaci di fare le vostre scelte secondo coscienza. Possiate davvero costruire un mondo in cui tutti i popoli possano vivere in pace”.
In via Matteotti, il Sindaco Andrea Orlandi ha accompagnato i ragazzi anche nella corte in cui è nato Agostino Casati, primo sindaco dopo la Liberazione, davanti alla quale si trova una delle targhe del progetto Memoria è libertà. Quindi è intervenuto al civico 18, davanti a cui si ricorda GAETANO BELLINZONI e al civico 4, dove si ricorda GIOVANNI BARLOCCHI: “Loro erano già uomini maturi. Altri erano giovanissimi. Abitavano in queste case. Immagino sempre che guardassero fuori dalle loro finestre qualcosa che a loro non piaceva, un mondo di oppressione che non condividevano. Così hanno compiuto le loro scelte, che sono costate molto care. Grazie a chi ha lottato per la libertà abbiamo potuto godere di 80 anni di stabilità ma si sono contati davvero troppi morti”.
In via Porta Ronca 2 la memoria di CARLO MARTINI E MARIO MARTINI. “Voi oggi indossate i triangoli rossi degli oppositori politici – ha ricordato ancora Mario Anzani – Dal settembre 1943 alla primavera 1944, furono deportati dall’Italia 8.500 ebrei di nazionalità italiana o stranieri. Quasi per tutti ci fu la morte nelle camere a gas o in campi di lavoro. Furono deportati anche 800mila Internati Militari, che stavano svolgendo il servizio militare e vennero trasferiti in Germania e adibiti ai lavori forzati. Altri 100mila antifascisti lavoratori delle grandi fabbriche vennero aggiunti. Circa un milione di italiani. Bisogna stare attenti, perché quei genocidi e quelle guerre non ritornino. Il pericolo è sempre presente. Fin da piccoli occorre impegnarsi per scongiurare questo rischio e non ci sia la follia del riarmo ma si destinino risorse per sanare le ingiustizie sociali”.
Le classi quinte della primaria Salvo D’Acquisto si sono riunite con le insegnanti davanti alla casa di GIUSEPPE CECCHETTI, in via Molino Prepositurale 80. Accanto a loro la sorella Anna Cecchetti, altri parenti e amici, il vicesindaco Maria Rita Vergani, la vicepresidente di ANED Milano Carmen Meloni, esponenti di associazioni d’arma e di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Cecchetti venne deportato a soli 19 anni nel 1943, era un Internato Militare Italiano.
“Ascoltiamo le storie di chi ha lottato per la propria libertà contro un regime che voleva imporre odio e violenza – ha detto Maria Rita Vergani ai ragazzi – Perché questo non accada mai più ciascuno di noi deve fare la propria parte, ogni giorno, cercando di costruire messaggi di pace, gesti di pace e di fratellanza tra le persone. Siamo piccoli, siamo in pochi ma tutti insieme siamo una forza. Queste giornate servono a capire fino a che punto la follia umana possa arrivare e ci insegnano che bisogna lavorare perché non accada mai più. Non dobbiamo pensare che siano i più grandi, quelli che governano i Paesi, ad agire. Possiamo farlo noi. Questo mese avremo tante iniziative in città per ricordare che occorre costruire pace, fratellanza, amore tra le persone”.
Carmen Meloni ha rievocato la storia degli IMI, i militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana e vennero internati: “Loro si ripetevano: basta credere, basta obbedire, basta combattere per qualcosa in cui non crediamo. La guerra porta morte e distruzione. Seicentocinquantamila internati militari finirono nei campi di prigionia, tra loro anche Giuseppe Cecchetti. Ha avuto la forza di dire di no, di scegliere da che parte stare, per costruire un futuro di pace”.
Anna Cecchetti ha ringraziato i ragazzi, emozionata: “Vi dico grazie anche da parte di mio fratello. Non aveva nessuna colpa e si è trovato a morire in una miniera, lontano da casa, costretto a lavori forzati”. I piccoli studenti hanno letto il racconto della sua storia e una poesia che spiega il valore delle pietre d’inciampo: esorta a leggerle, per fermarsi a riflettere, a non passare oltre senza pensare a tutto quello che è stato messo in atto con cieca violenza. L’associazione Artiglieri d’Italia di Limbiate ha letto la preghiera dei Combattenti e reduci. I ragazzi hanno concluso con un grido, all’unisono: “Io ricordo!”. E’ la loro promessa di incontrare la memoria e farla propria.
Lo stesso grido ha concluso anche il percorso svoltosi in centro, cui si sono aggiunti il Sindaco Andrea Orlandi, il presidente di ANPI RHO Mario Anzani, il presidente del Consiglio comunale Calogero Mancarella e la consigliera Clelia La Palomenta.
Le autorità si sono spostate in via Marconi 3, dove si ricorda AMBROGIO FARINA. Le classi quinte della primaria Fernanda Wittgens si sono preparate, oltre che con Carmen Meloni, anche con i maestri Fulvia Sciascia e Giuseppe Cagnina. Hanno realizzato un cartellone con la scritta “Per non dimenticare”, con i testi di tutte le Pietre d’Inciampo rhodensi, e uno con scritto “Siete tornati a casa, il vostro ricordo vive con noi”. Così ha spiegato la maestra Fulvia: “Un treno disegnato mentre si allontana indica la partenza, un treno in arrivo indica il ritorno a casa. E’ il ritorno nella memoria, attraverso i ragazzi che hanno voluto essere protagonisti, farsi loro deportati con i triangoli rossi sulle loro giacche e i nomi dei campi e le matricole di chi non è più tornato sulle loro spalle”.
“Furono 24mila gli oppositori politici deportati, più di 10mila non tornarono più – ha evidenziato Mario Anzani – Morirono per il pessimo trattamento e le percosse subite. Queste pietre li ricordano e li riportano nelle case da cui uscirono un giorno per non fare più ritorno. Ringrazio voi e i vostri insegnanti, per la partecipazione”. Maria Rita Vergani ha spiegato anche a questi alunni il desiderio di “non dimenticare fino a che punto può arrivare la bestialità umana, fino al punto di non riconoscere i propri simili come degni di rispetto e di diritti”. Da lei di nuovo un richiamo a pace, amicizia, fratellanza, per essere “portatori di pace e non di odio e violenza”.
Carmen Meloni ha aggiunto: “Siamo qui oggi per un pellegrinaggio della memoria, che ci farà conoscere la vita e il percorso di deportazione nei Lager nazisti di alcuni concittadini. Questa memoria diventa viva perché crea un rapporto tra noi e loro. Queste Pietre ci parlano, ci ricordano il nome del deportato, dove e quando era nato, dove viveva e il nome del lager e la data in cui è morto. La pietra d’ inciampo è un mezzo potente per incontrare e conoscere la storia: conoscenza e consapevolezza sono semi che possono fare crescere la speranza che voi, futuri cittadini, possiate non restare indifferenti davanti ai bisogni del prossimo, capaci di fare le vostre scelte secondo coscienza. Possiate davvero costruire un mondo in cui tutti i popoli possano vivere in pace”.
In via Matteotti, il Sindaco Andrea Orlandi ha accompagnato i ragazzi anche nella corte in cui è nato Agostino Casati, primo sindaco dopo la Liberazione, davanti alla quale si trova una delle targhe del progetto Memoria è libertà. Quindi è intervenuto al civico 18, davanti a cui si ricorda GAETANO BELLINZONI e al civico 4, dove si ricorda GIOVANNI BARLOCCHI: “Loro erano già uomini maturi. Altri erano giovanissimi. Abitavano in queste case. Immagino sempre che guardassero fuori dalle loro finestre qualcosa che a loro non piaceva, un mondo di oppressione che non condividevano. Così hanno compiuto le loro scelte, che sono costate molto care. Grazie a chi ha lottato per la libertà abbiamo potuto godere di 80 anni di stabilità ma si sono contati davvero troppi morti”.
In via Porta Ronca 2 la memoria di CARLO MARTINI E MARIO MARTINI. “Voi oggi indossate i triangoli rossi degli oppositori politici – ha ricordato ancora Mario Anzani – Dal settembre 1943 alla primavera 1944, furono deportati dall’Italia 8.500 ebrei di nazionalità italiana o stranieri. Quasi per tutti ci fu la morte nelle camere a gas o in campi di lavoro. Furono deportati anche 800mila Internati Militari, che stavano svolgendo il servizio militare e vennero trasferiti in Germania e adibiti ai lavori forzati. Altri 100mila antifascisti lavoratori delle grandi fabbriche vennero aggiunti. Circa un milione di italiani. Bisogna stare attenti, perché quei genocidi e quelle guerre non ritornino. Il pericolo è sempre presente. Fin da piccoli occorre impegnarsi per scongiurare questo rischio e non ci sia la follia del riarmo ma si destinino risorse per sanare le ingiustizie sociali”.
Poi il ricordo di ANGELO MORONI E MARIO QUARONI in via San Carlo. Infine, in via Tazzoli 2, si è ricordato PIETRO MELONI, nonno di Carmen e Pietro. Lì erano presenti studenti della quinta Sistemi informativi aziendali dell’Istituto Mattei, scuola superiore da cui in aprile sei studenti partiranno per Flossenburg, dove fu deportato Meloni. Con gli studenti le insegnanti Desirée Greco e Alessandra Re Sartò. Così è intervenuta l’assessora Alessandra Borghetti: “Voi potete scegliere oggi di fare la cosa giusta e potete farlo senza rischiare la vita, i ragazzi che ricordiamo, che avevano in quei tragici momenti 18-20 anni, l’hanno fatto sapendo di andare a morire. Tutte le volte che sarete di fronte a un bivio pensate di non fare la cosa più semplice ma di fare la cosa giusta”.
Carmen Meloni ha ricordato il nonno, un carabiniere, arrestato perché non aderiva alla RSI. Il maggiore Ubaldo Pesapane scrisse una lettera, alla fine della guerra, alla moglie Margherita Meloni, raccontando gli orrori del lager e le trafile subite fin dal carcere di San Vittore, poi a Bolzano: “Hersbruck era un brutto campo di lavoro, le SS di guardia erano formate da gente delle peggiori specie. Quasi nessuno ritornò”. “Mio nonno fu arrestato su delazione in piazza Duomo a Milano, come oppositore politico pericoloso – ha concluso Carmen Meloni – Voi ragazzi potete scegliere anche oggi da che parte stare, potete scegliere odio e violenza, oppure potete accogliere i semi di pace gettati da chi ha lottato per la libertà e farli vostri”.
Questi i testi delle nove pietre di inciampo presenti a Rho, davanti a ciascuna delle quali è stata deposta una gerbera:
GIUSEPPE CECCHETTI, via Molino Prepositurale 80
NATO 1921
DEPORTATO 1943
STALAG XX-A Toruń
STALAG VIII-B HINDENBURG
ASSASSINATO 6.3.1944
AMBROGIO FARINA, via Guglielmo Marconi, 3
NATO 1901 in anagrafe non c’è
ARRESTATO 29.5.1944
DEPORTATO 1944 BUCHENWALD
ASSASSINATO 23.12.1944
GIOVANNI BARLOCCHI, via Giacomo Matteotti, 4
NATO 1881
DEPORTATO 1944 NATZWEILER
ASSASSINATO 15.4.1944
GAETANO BELLINZONI, via Giacomo Matteotti, 18
NATO 1901
ARRESTATO 29.5.1944
DEPORTATO 17.08.1944 FLOSSENBÜRG
ASSASSINATO 23.12.1944
CARLO MARTINI, Via Porta Ronca, 2
NATO 1913
DEPORTATO 1943 DACHAU
ASSASSINATO 13.4.1945
MARIO MARTINI, Via Porta Ronca, 2
NATO 1917
DEPORTATO 1943 DACHAU
ASSASSINATO
ANGELO MORONI, via San Carlo Borromeo, 8
NATO 1901
DEPORTATO 1944 DACHAU
ASSASSINATO 6.3.1945
MARIO QUARONI, via San Carlo Borromeo, 8
NATO 1921
DEPORTATO 1945 MAUTHAUSEN/
ASSASSINATO 19.4.1945 GUSEN
PIETRO MELONI, via Don Tazzoli 2
NATO 1906
ARRESTATO 22.7.1944
DEPORTATO 1944 Flossenbürg
ASSASSINATO 7.1.1945 a HERSBRUCK
Carmen Meloni ha ricordato il nonno, un carabiniere, arrestato perché non aderiva alla RSI. Il maggiore Ubaldo Pesapane scrisse una lettera, alla fine della guerra, alla moglie Margherita Meloni, raccontando gli orrori del lager e le trafile subite fin dal carcere di San Vittore, poi a Bolzano: “Hersbruck era un brutto campo di lavoro, le SS di guardia erano formate da gente delle peggiori specie. Quasi nessuno ritornò”. “Mio nonno fu arrestato su delazione in piazza Duomo a Milano, come oppositore politico pericoloso – ha concluso Carmen Meloni – Voi ragazzi potete scegliere anche oggi da che parte stare, potete scegliere odio e violenza, oppure potete accogliere i semi di pace gettati da chi ha lottato per la libertà e farli vostri”.
Questi i testi delle nove pietre di inciampo presenti a Rho, davanti a ciascuna delle quali è stata deposta una gerbera:
GIUSEPPE CECCHETTI, via Molino Prepositurale 80
NATO 1921
DEPORTATO 1943
STALAG XX-A Toruń
STALAG VIII-B HINDENBURG
ASSASSINATO 6.3.1944
AMBROGIO FARINA, via Guglielmo Marconi, 3
NATO 1901 in anagrafe non c’è
ARRESTATO 29.5.1944
DEPORTATO 1944 BUCHENWALD
ASSASSINATO 23.12.1944
GIOVANNI BARLOCCHI, via Giacomo Matteotti, 4
NATO 1881
DEPORTATO 1944 NATZWEILER
ASSASSINATO 15.4.1944
GAETANO BELLINZONI, via Giacomo Matteotti, 18
NATO 1901
ARRESTATO 29.5.1944
DEPORTATO 17.08.1944 FLOSSENBÜRG
ASSASSINATO 23.12.1944
CARLO MARTINI, Via Porta Ronca, 2
NATO 1913
DEPORTATO 1943 DACHAU
ASSASSINATO 13.4.1945
MARIO MARTINI, Via Porta Ronca, 2
NATO 1917
DEPORTATO 1943 DACHAU
ASSASSINATO
ANGELO MORONI, via San Carlo Borromeo, 8
NATO 1901
DEPORTATO 1944 DACHAU
ASSASSINATO 6.3.1945
MARIO QUARONI, via San Carlo Borromeo, 8
NATO 1921
DEPORTATO 1945 MAUTHAUSEN/
ASSASSINATO 19.4.1945 GUSEN
PIETRO MELONI, via Don Tazzoli 2
NATO 1906
ARRESTATO 22.7.1944
DEPORTATO 1944 Flossenbürg
ASSASSINATO 7.1.1945 a HERSBRUCK
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Ultimo aggiornamento pagina: 13.01.2026 19:02:53