Descrizione
Rho, 16 gennaio 2026
Si è svolta nel pomeriggio del 15 gennaio in via Magenta 2 l’inaugurazione degli spazi riqualificati a Casa Itaca, la struttura gestita dalla cooperativa Intrecci per accogliere uomini e donne che non hanno fissa dimora. La casa, di proprietà del Comune di Rho, è coordinata con i volontari di Caritas e può accogliere fino a 12 uomini e 4 donne.
Gli spazi al piano superiore sono stati ottimizzati, sistemando la camera destinata ad accogliere, come pronto intervento, minori stranieri non accompagnati che dovessero essere rintracciati sul territorio e migliorando la collocazione del custode che ogni notte dorme nella struttura. Al piano terreno la cucina è stata ridotta (di fatto le persone fruiscono dei pasti alla mensa “Don Gian Paolo Citterio”) e sono state create nuove docce, per meglio separare gli spazi riservati agli uomini e alle donne. Le docce sono accessibili il martedì e il venerdì anche a persone esterne alla casa, che avessero la necessità di usufruire del servizio vivendo lungo le strade.
“Abbiamo guadagnato un posto per il pronto intervento – ha spiegato il presidente di Intrecci, Oliviero Motta – E’ sempre opportuno separare i minori dagli adulti. Sono cambiate le necessità e abbiamo cercato di tenere conto delle richieste emerse dialogando con gli ospiti. Il Progetto Itaca è nato 25 anni fa, nel 2001, pensando all’isola di Ulisse: un porto sicuro dove tornare dopo avere peregrinato parecchio, un rifugio per persone che non hanno un tetto. Il sottotitolo, ideato allora da Comune e Caritas, era “verso un nuovo centro di accoglienza”, che si voleva come segno della città mentre stava nascendo il polo espositivo di Fiera Milano. Alla fine, Fiera è nata nel 2005, Casa Itaca due anni dopo, nel 2007. Erano tempi in cui i senza fissa dimora dormivano in aree dismesse, tanti in stazione o all’ospedale. Il problema era raggiungerli, andare a conoscerli. Caritas interagiva con loro ma mancava un sistema di servizi. Oggi i bisogni sono più o meno uguali ma il problema appare meno visibile di quando si aveva a che fare con tante aree dismesse”.
Nel 2025 hanno dormito a Casa Itaca 28 persone, le richieste di accesso sono state ben 72:
“Il bisogno è notevole e questo ci tiene attenti a ogni domanda”, ha concluso Motta.
L’assessore alle Politiche Sociali Paolo Bianchi, affiancato dal dirigente Francesco Reina e dalla funzionaria Nadia Di Pancrazio, ha ringraziato sia gli ospiti presenti alla cerimonia sia gli operatori, che hanno organizzato una piccola festa per tutti. “I volontari – ha sottolineato Bianchi - donano tempo e capacità. Intrecci tiene viva la casa con i suoi operatori. Un grazie va a loro e ai nostri uffici che hanno potuto ridisegnare gli spazi andando incontro ai bisogni”.
“Oliviero Motta seguì il progetto da assessore, tanti anni fa – ha ricordato il Sindaco Andrea Orlandi rivolgendosi agli ospiti – Il Comune è sempre stato attento a questo tema: creare ambienti adeguati aiuta a custodire le vostre vite in un momento di fragilità, quando sembra che non ci sia nessuna luce. Questo è un luogo che offre riparo e luce, una base per riprendersi e ripartire. Il settore Politiche sociali vi sostiene e i volontari vi accudiscono, è una struttura di cui andare orgogliosi ed è al servizio di Rho e di tutto il Rhodense. Una città può darsi tale se risponde ai bisogni dell'ultimo della fila, a volte non si riesce a raggiungere proprio tutti, ma l’importante è non mollare mai, rialzarsi e continuare a camminare. Oggi il regalo più grande è questo tempo passato insieme”.
Il prevosto don Norberto Donghi ha impartito la benedizione, evidenziando i tanti segni di accoglienza e solidarietà che sta scoprendo sul territorio cittadino, “segni che brillano anche quando vorremmo dare più risposte e ci sentiamo deboli, segni che dicono la capacità di fare rete perseguendo gli stessi obiettivi, professionisti e volontari insieme”.
Si è svolta nel pomeriggio del 15 gennaio in via Magenta 2 l’inaugurazione degli spazi riqualificati a Casa Itaca, la struttura gestita dalla cooperativa Intrecci per accogliere uomini e donne che non hanno fissa dimora. La casa, di proprietà del Comune di Rho, è coordinata con i volontari di Caritas e può accogliere fino a 12 uomini e 4 donne.
Gli spazi al piano superiore sono stati ottimizzati, sistemando la camera destinata ad accogliere, come pronto intervento, minori stranieri non accompagnati che dovessero essere rintracciati sul territorio e migliorando la collocazione del custode che ogni notte dorme nella struttura. Al piano terreno la cucina è stata ridotta (di fatto le persone fruiscono dei pasti alla mensa “Don Gian Paolo Citterio”) e sono state create nuove docce, per meglio separare gli spazi riservati agli uomini e alle donne. Le docce sono accessibili il martedì e il venerdì anche a persone esterne alla casa, che avessero la necessità di usufruire del servizio vivendo lungo le strade.
“Abbiamo guadagnato un posto per il pronto intervento – ha spiegato il presidente di Intrecci, Oliviero Motta – E’ sempre opportuno separare i minori dagli adulti. Sono cambiate le necessità e abbiamo cercato di tenere conto delle richieste emerse dialogando con gli ospiti. Il Progetto Itaca è nato 25 anni fa, nel 2001, pensando all’isola di Ulisse: un porto sicuro dove tornare dopo avere peregrinato parecchio, un rifugio per persone che non hanno un tetto. Il sottotitolo, ideato allora da Comune e Caritas, era “verso un nuovo centro di accoglienza”, che si voleva come segno della città mentre stava nascendo il polo espositivo di Fiera Milano. Alla fine, Fiera è nata nel 2005, Casa Itaca due anni dopo, nel 2007. Erano tempi in cui i senza fissa dimora dormivano in aree dismesse, tanti in stazione o all’ospedale. Il problema era raggiungerli, andare a conoscerli. Caritas interagiva con loro ma mancava un sistema di servizi. Oggi i bisogni sono più o meno uguali ma il problema appare meno visibile di quando si aveva a che fare con tante aree dismesse”.
Nel 2025 hanno dormito a Casa Itaca 28 persone, le richieste di accesso sono state ben 72:
“Il bisogno è notevole e questo ci tiene attenti a ogni domanda”, ha concluso Motta.
L’assessore alle Politiche Sociali Paolo Bianchi, affiancato dal dirigente Francesco Reina e dalla funzionaria Nadia Di Pancrazio, ha ringraziato sia gli ospiti presenti alla cerimonia sia gli operatori, che hanno organizzato una piccola festa per tutti. “I volontari – ha sottolineato Bianchi - donano tempo e capacità. Intrecci tiene viva la casa con i suoi operatori. Un grazie va a loro e ai nostri uffici che hanno potuto ridisegnare gli spazi andando incontro ai bisogni”.
“Oliviero Motta seguì il progetto da assessore, tanti anni fa – ha ricordato il Sindaco Andrea Orlandi rivolgendosi agli ospiti – Il Comune è sempre stato attento a questo tema: creare ambienti adeguati aiuta a custodire le vostre vite in un momento di fragilità, quando sembra che non ci sia nessuna luce. Questo è un luogo che offre riparo e luce, una base per riprendersi e ripartire. Il settore Politiche sociali vi sostiene e i volontari vi accudiscono, è una struttura di cui andare orgogliosi ed è al servizio di Rho e di tutto il Rhodense. Una città può darsi tale se risponde ai bisogni dell'ultimo della fila, a volte non si riesce a raggiungere proprio tutti, ma l’importante è non mollare mai, rialzarsi e continuare a camminare. Oggi il regalo più grande è questo tempo passato insieme”.
Il prevosto don Norberto Donghi ha impartito la benedizione, evidenziando i tanti segni di accoglienza e solidarietà che sta scoprendo sul territorio cittadino, “segni che brillano anche quando vorremmo dare più risposte e ci sentiamo deboli, segni che dicono la capacità di fare rete perseguendo gli stessi obiettivi, professionisti e volontari insieme”.
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Dèrniere modification: 16/01/2026 09:43:28