Questo sito utilizza i cookie per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
Cliccando su "Accetto" acconsenti all'utilizzo di tutti i cookies.
Se rifiuti o chiudi questo banner potrai ugualmente consultare il sito ma alcune funzionalità potrebbero non essere disponibili.

Leggi la Cookies policy
Si tratta di cookies tecnici indispensabili al funzionamento del sito
Consentono di monitorare in forma anonima ed aggregata le visite al sito (statistiche)
Regione Lombardia (Apre il link in una nuova scheda) Città metropolitana di Milano (Apre il link in una nuova scheda)

Riqualificata Casa Itaca: spazi riorganizzati e nuove docce

Inaugurazione in via Magenta con maggiore attenzione a tutti gli ospiti
Data:

16 января 2026

Tempo di lettura:

3 min

Tipologia

Comunicati stampa

Descrizione

inaugurazione degli spazi riqualificati a Casa Itaca taglio del nastro
Rho, 16 gennaio 2026

Si è svolta nel pomeriggio del 15 gennaio in via Magenta 2 l’inaugurazione degli spazi riqualificati a Casa Itaca, la struttura gestita dalla cooperativa Intrecci per accogliere uomini e donne che non hanno fissa dimora. La casa, di proprietà del Comune di Rho, è coordinata con i volontari di Caritas e può accogliere fino a 12 uomini e 4 donne.

Gli spazi al piano superiore sono stati ottimizzati, sistemando la camera destinata ad accogliere, come pronto intervento, minori stranieri non accompagnati che dovessero essere rintracciati sul territorio e migliorando la collocazione del custode che ogni notte dorme nella struttura. Al piano terreno la cucina è stata ridotta (di fatto le persone fruiscono dei pasti alla mensa “Don Gian Paolo Citterio”) e sono state create nuove docce, per meglio separare gli spazi riservati agli uomini e alle donne. Le docce sono accessibili il martedì e il venerdì anche a persone esterne alla casa, che avessero la necessità di usufruire del servizio vivendo lungo le strade.

“Abbiamo guadagnato un posto per il pronto intervento –
ha spiegato il presidente di Intrecci, Oliviero Motta – E’ sempre opportuno separare i minori dagli adulti. Sono cambiate le necessità e abbiamo cercato di tenere conto delle richieste emerse dialogando con gli ospiti. Il Progetto Itaca è nato 25 anni fa, nel 2001, pensando all’isola di Ulisse: un porto sicuro dove tornare dopo avere peregrinato parecchio, un rifugio per persone che non hanno un tetto. Il sottotitolo, ideato allora da Comune e Caritas, era “verso un nuovo centro di accoglienza”, che si voleva come segno della città mentre stava nascendo il polo espositivo di Fiera Milano. Alla fine, Fiera è nata nel 2005, Casa Itaca due anni dopo, nel 2007. Erano tempi in cui i senza fissa dimora dormivano in aree dismesse, tanti in stazione o all’ospedale. Il problema era raggiungerli, andare a conoscerli. Caritas interagiva con loro ma mancava un sistema di servizi. Oggi i bisogni sono più o meno uguali ma il problema appare meno visibile di quando si aveva a che fare con tante aree dismesse”.

Nel 2025 hanno dormito a Casa Itaca 28 persone, le richieste di accesso sono state ben 72:
“Il bisogno è notevole e questo ci tiene attenti a ogni domanda”
, ha concluso Motta.
L’assessore alle Politiche Sociali Paolo Bianchi, affiancato dal dirigente Francesco Reina e dalla funzionaria Nadia Di Pancrazio, ha ringraziato sia gli ospiti presenti alla cerimonia sia gli operatori, che hanno organizzato una piccola festa per tutti. “I volontari – ha sottolineato Bianchi - donano tempo e capacità. Intrecci tiene viva la casa con i suoi operatori. Un grazie va a loro e ai nostri uffici che hanno potuto ridisegnare gli spazi andando incontro ai bisogni”.

“Oliviero Motta seguì il progetto da assessore, tanti anni fa
– ha ricordato il Sindaco Andrea Orlandi rivolgendosi agli ospiti – Il Comune è sempre stato attento a questo tema: creare ambienti adeguati aiuta a custodire le vostre vite in un momento di fragilità, quando sembra che non ci sia nessuna luce. Questo è un luogo che offre riparo e luce, una base per riprendersi e ripartire. Il settore Politiche sociali vi sostiene e i volontari vi accudiscono, è una struttura di cui andare orgogliosi ed è al servizio di Rho e di tutto il Rhodense. Una città può darsi tale se risponde ai bisogni dell'ultimo della fila, a volte non si riesce a raggiungere proprio tutti, ma l’importante è non mollare mai, rialzarsi e continuare a camminare. Oggi il regalo più grande è questo tempo passato insieme”.

Il prevosto don Norberto Donghi ha impartito la benedizione, evidenziando i tanti segni di accoglienza e solidarietà che sta scoprendo sul territorio cittadino, “segni che brillano anche quando vorremmo dare più risposte e ci sentiamo deboli, segni che dicono la capacità di fare rete perseguendo gli stessi obiettivi, professionisti e volontari insieme”.

A cura di

Con l'App è meglio!

Sapevi che puoi leggere questo Avviso anche sull'App ufficiale del comune?

Scaricala subito!

Ultimo aggiornamento pagina: 16.01.2026 09:43:28

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Salta la valutazione della pagina
Valuta da 1 a 5 stelle la pagina

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2
Dove hai incontrato le maggiori difficoltà? 1/2
Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2
Inserire massimo 200 caratteri